Un prezioso pavimento a mosaico di età imperiale e alcune tombe medievali sono emersi nel centro storico di Tivoli durante i lavori per la posa della fibra ottica. La scoperta, avvenuta il 15 settembre scorso nei pressi della chiesa di Sant’Andrea e resa nota dalla Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Roma e la provincia Rieti, conferma la ricchezza stratigrafica dell’antica Tibur, dove le tracce del passato affiorano ancora oggi sotto le vie cittadine.

Un mosaico geometrico di età romana

Gli archeologi di Gea S.C.a.r.L., incaricati della sorveglianza in corso d’opera, hanno individuato un ambiente pavimentato con tessere bianche e nere a motivo geometrico, databile alla prima età imperiale. La Soprintendenza ha disposto l’ampliamento dell’area di scavo, rivelando che il settore urbano fu successivamente riutilizzato con funzione funeraria, probabilmente in epoca medievale.

Le sepolture medievali

Accanto al mosaico, sono state rinvenute almeno due tombe delimitate da muretti. La cronologia esatta delle sepolture sarà definita attraverso analisi stratigrafiche e di laboratorio, che permetteranno di chiarire meglio la sequenza di occupazione e trasformazione dell’area.

Un contesto urbano ricco di testimonianze

La zona in cui si colloca il ritrovamento è già nota per la densità di resti archeologici. Non lontano, infatti, si conservano le imponenti sostruzioni in opera reticolata delle cosiddette terme di Diana, visibili nei sotterranei degli edifici tra via dei Sosii, vicolo Lolli, via Sant’Andrea, vicolo Torlonia e vicolo del Labirinto. Il nuovo rinvenimento si inserisce quindi in un tessuto urbano complesso, che intreccia fasi di età romana, medievale e moderna.

L’intervento rientra nell’Accordo di semplificazione siglato tra FiberCop e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, diretta dall’architetto Lisa Lambusier. Il protocollo prevede la verifica preventiva delle informazioni storico-archeologiche, il monitoraggio costante durante i cantieri e la sospensione immediata dei lavori in caso di rinvenimenti.

Il modello permette così di coniugare tutela del patrimonio e realizzazione delle nuove infrastrutture digitali, con soluzioni flessibili come la ripianificazione dei tracciati o la protezione in situ dei reperti.

Conoscenza e valorizzazione del territorio

I dati e i materiali raccolti confluiranno negli archivi della Soprintendenza, contribuendo all’aggiornamento della carta archeologica cittadina e alla definizione di eventuali provvedimenti di tutela. Questo approccio consente di trasformare scavi legati ai sottoservizi in occasioni preziose per la conoscenza del territorio, per una pianificazione urbana più consapevole e per future azioni di valorizzazione.

La scoperta di Tivoli dimostra ancora una volta come la stratificazione delle città italiane sia un patrimonio vivo, in cui ogni intervento sul presente può rivelare inattesi frammenti del passato.

Fonte notizia e foto: SABAP per l’area metropolitana di Roma e la provincia Rieti

L’autore dell’articolo

Ultima modifica:

© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.


Scopri di più da Storie & Archeostorie

Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli ultimi articoli nella tua e-mail.

LEGGI ANCHE

error: Content is protected !!