Oggi 2 ottobre il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ha inaugurato il progetto La Macchina del Tempio, un’installazione di videoproiezioni artistiche immersive che trasforma il museo in un palcoscenico di luci, suoni e narrazione storica. Grazie ai fondi di Regione Lazio, MUR e MiC (nell’ambito del bando DTC – Intervento 2 per la valorizzazione del patrimonio culturale), questo spettacolo innovativo punta a integrarsi con il racconto archeologico, estendendo il dialogo tra il museo e i luoghi del Lazio da cui provengono molte delle sue collezioni.
Un viaggio visivo nel Tempio di Alatri e nei giardini rinascimentali
Il cuore dell’esperienza è il Tempio di Alatri, costruzione ottocentesca che riproduce un modello etrusco-italico del III-II secolo a.C. Su modello delle ricostruzioni di fine Ottocento ideate da Felice Barnabei, il tempio diventa un “macchinario narrativo” che trasporta il visitatore indietro nel tempo. Il percorso inizia con una visione contemporanea dei territori di Vulci e Alatri, quindi evolve in una narrazione delle città antiche fino alla loro romanizzazione, con il coinvolgimento dei comuni di Alatri e Montalto di Castro (Parco Archeologico di Vulci).
Sul cortile rinascimentale della villa, una facciata di 26 metri di diametro e 16 metri d’altezza sarà animata da un videomapping di circa 30 minuti, che intreccia la storia della villa, di Villa Poniatowski e dei capolavori del museo (il Sarcofago degli Sposi, le lamine di Pyrgi, altri reperti) con musiche originali e suggestioni visive. Lo spettacolo avvolgerà il visitatore in un’esperienza multisensoriale, capace di fondere architettura, luce e contenuto culturale.
Tecnologia, memoria e territorio
Il progetto risale a studi universitari e museologici che hanno definito il concetto di “macchina del tempio” come dispositivo spazio-temporale: il tempio non solo come monumento statico, ma come medium immersivo in grado di “riavvolgere” visivamente la storia. Il recupero e il restauro del Tempio di Alatri — che era caduto in uno stato di semiabbandono — sono stati oggetto di attenzione in anni recenti, con l’obiettivo di farne un luogo esperienziale vivo.

L’idea è chiaramente quella di connettere il museo con i territori di provenienza dei reperti, offrendo al pubblico un racconto che va oltre le vetrine e le iscrizioni, abbracciando un’esperienza emotiva e narrativa.
Una nuova frontiera per il museo digitale
Con La Macchina del Tempio, Villa Giulia conferma la sua vocazione per l’innovazione museale. Unisce nuove tecnologie digitali e patrimonio archeologico, con l’obiettivo di rendere il Museo non solo “custode” ma luogo di esperienza viva e condivisa. In questa prospettiva, il museo dimostra come tecnologie come il videomapping immersivo possano diventare strumenti di conoscenza e valorizzazione, specialmente in un contesto stratificato come quello etrusco-romano.
Modalità di fruizione e calendario
L’apertura al pubblico è prevista da sabato 4 ottobre, con repliche programmate per i sabati: 11, 18 e 25 ottobre. Le proiezioni si terranno dalle 20:00 alle 22:30, con apertura straordinaria del museo fino alle 23:00. Per maggiori informazioni: www.lamacchinadeltempio.it





