Dal 28 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026, Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita Restituzioni 2025, la ventesima edizione del grande programma di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico italiano promosso da Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Ministero della Cultura.

Un’iniziativa senza eguali in Europa: 128 opere restaurate (117 in mostra) provenienti da musei, chiese, collezioni pubbliche e siti archeologici di tutte le regioni italiane, a testimonianza di una rete diffusa di tutela e conoscenza che da oltre trentasei anni restituisce al Paese la sua memoria artistica.

Mosaico romano che rappresenta due delfini simmetrici, con graziosi dettagli floreali, su uno sfondo bianco.
Mosaico con delfini dalla Villa della Punta di Monfalcone, I secolo d.C.
tessellato in calcare bianco e nero, malta
224,5×163 cm
Aquileia (Udine), Museo Archeologico Nazionale
Copyright: Gruppo Mosaicisti Ravenna

Dal 1989, il progetto Restituzioni ha infatti riportato alla luce più di 2.200 opere, spaziando dall’archeologia all’arte contemporanea. Un laboratorio di ricerca, restauro e valorizzazione che unisce bellezza, scienza e responsabilità culturale.

Da Bellini a Pascali: un’Italia di capolavori

Il percorso espositivo, curato da Giorgio Bonsanti, Carla Di Francesco e Carlo Bertelli, propone una straordinaria galleria di opere che attraversano 35 secoli di storia.
Accanto a maestri come Giovanni Bellini, Giulio Romano, Battistello Caracciolo, Luca Giordano, Mario Sironi e Pino Pascali, trovano spazio manufatti e oggetti inattesi, capaci di raccontare la ricchezza e la varietà del patrimonio italiano.

Tra questi spiccano la spinetta di Antegnati del XVI secolo, una draisina ottocentesca – antenata della bicicletta – proveniente da Gallarate, un arco da samurai e una barca siamese dal Castello Ducale di Agliè, una barca cucita romana di oltre quattro metri dal Museo Archeologico Nazionale di Adria, e due eleganti abiti “Charleston” da Roma.

Un'antica draisina ottocentesca, precursore della bicicletta, decorata con un manico a forma di testa di mostro e ruote di legno, esposta nella mostra Restituzioni 2025.
Autore ignoto
Laufmaschine (macchina per correre) o Draisina inventata da Karl Drais von Sauerbronn a Karlsruhe, prima metà del XIX secolo
legno dipinto con parti scolpite a testa e coda di drago (struttura); cuoio dipinto (sella, reggi-pancia e alette); metallo (elementi strutturali)
98,5x171x53,5 max cm
Gallarate (Varese), Museo archeologico-storico-artistico della Società Gallaratese per gli Studi Patri.
Copyright: Fotodarte di Giuseppe e Luciano Malcangi

Non mancano gli oggetti di arte sacra più sorprendenti, come la pianeta e la stola messicane in penne di colibrì, testimonianza unica dell’incontro tra fede e artigianato d’oltremare, e il Reliquiario a tabella di Serra San Bruno.

La tecnologia entra nel museo

Per la prima volta Restituzioni apre anche agli strumenti scientifici, presentando la macchina planetaria del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano, un capolavoro di meccanica educativa che racconta la fusione tra arte, ingegno e conoscenza.

Dettagli di un reliquiario con scene sacre incise su smalto, presentato in diverse angolazioni.
Giovanni Battista Pascocci di Giovanni Pascocci, detto Gnagne (?)
Calice, XV secolo
argento dorato, inciso e sbalzato, smalti traslucidi e champlevè su argento
32×17 max cm
Terni, Cattedrale di Santa Maria Assunta: Copyright Foto Sante Guido

A queste si affiancano restauri “invisibili” ma monumentali, come il Martirio di San Vitale di Sebastiano Ricci e La Vergine che intercede presso Dio per le anime purganti di Andrea Celesti, opere di grande formato che, per ragioni conservative, non possono lasciare le chiese del territorio bresciano.

Canova e l’età napoleonica

Una delle superstar della XX edizione è il Cavallo colossale di Antonio Canova, un’imponente scultura in gesso dei Musei Civici di Bassano del Grappa, finalmente ricomposta dopo la frammentazione subita negli anni Sessanta.
L’opera diventa ponte ideale tra Restituzioni 2025 e la mostra Eterno e Visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo, in programma alle Gallerie d’Italia di Milano nell’autunno 2025, dedicata all’età napoleonica.

Castelseprio: la rinascita degli affreschi altomedievali

Tra i restauri monumentali della nuova edizione spicca quello degli affreschi di Santa Maria foris portas a Castelseprio (VA), capolavoro dell’arte altomedievale lombarda e patrimonio Unesco.
Il ciclo pittorico, risalente al IX secolo, raffigura episodi dell’infanzia di Cristo tratti anche dai Vangeli apocrifi e costituisce una straordinaria testimonianza della pittura preromanica in Italia settentrionale.

Vista esterna di una chiesa rustica in un ambiente naturale, con un prato verde e alberi sullo sfondo.
Castelseprio, Santa Maria foris portas

L’intervento, realizzato nell’ambito di Restituzioni 2025, ha permesso non solo la manutenzione straordinaria ma anche una mappatura scientifica completa dello stato di conservazione, restituendo nuova leggibilità alle superfici pittoriche.

Un progetto di tutela condivisa

Dietro ogni opera restaurata c’è un lavoro corale: 51 enti di tutela (tra Soprintendenze, Direzioni regionali e Musei autonomi) e 67 istituzioni proprietarie hanno collaborato con Intesa Sanpaolo per salvaguardare un patrimonio che appartiene a tutti.
La mostra, allestita sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è promossa da Roma Capitale e organizzata in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo.

Manifesto dell'evento 'Restituzioni 2025', con statue classiche sullo sfondo e dettagli del titolo e delle date, 28 ottobre 2025 - 18 gennaio 2026, presso Palazzo delle Esposizioni, Roma.

La guida cartacea e il catalogo generale della mostra, pubblicato on-line, sono realizzati da Società Editrice Allemandi.

ℹ️ INFORMAZIONI UTILI

Restituzioni 2025
📍 Roma, Palazzo delle Esposizioni
📅 28 ottobre 2025- 18 gennaio 2026
🌐 Info: http://www.palazzoesposizioniroma.it

Immagine in apertura:
Due
frammenti papiracei con formule/capitoli del “Libro dei Morti”
Frammento di papiro a nome di Tuy, Regni di Thutmose III e Amenhotep II (1479-1400 a.C.)
papiro policromo, inchiostro nero e rosso
31×86 cm; 7,5×8,5 cm; 5,5×9,5 cm; 8,5×5 cm
Bologna, Museo Civico Archeologico
Copyright © MCABo / Soseishi s.n.c, Torino

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