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Per oltre quarant’anni era sparito nel nulla. Un volume del XIX secolo, custodito un tempo nell’Archivio storico dei Cerimonieri Pontifici, sembrava perduto per sempre. Il suo titolo, “Forma a summo pontifice servanda in dandis titulis et diaconiis novis cardinalibus”, già svela la natura del testo: un manuale prezioso che regolava le modalità con cui il Papa conferiva i titoli e le diaconie ai nuovi cardinali. Un documento di prassi, ma anche di storia, che racconta la solennità e la complessità del cerimoniale vaticano ottocentesco.

A farlo riemergere dall’oblio non è stato un caso, ma la meticolosa attività dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) — il reparto d’eccellenza che da oltre mezzo secolo opera per proteggere i beni d’arte italiani e internazionali.

Il ritrovamento e le indagini

Tutto ha avuto inizio nel maggio scorso, quando un antiquario romano ha chiesto un attestato di libera circolazione per un volume con lo stemma di papa Gregorio XVI impresso sulle copertine.
La richiesta, come da prassi, è passata all’attenzione dell’Ufficio Esportazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, che ha immediatamente segnalato il caso all’Archivio Apostolico Vaticano.

Gli archivisti vaticani hanno riconosciuto senza esitazioni l’opera: la segnatura dorata “F. 71.” sul frontespizio coincideva con quella di un volume scomparso dagli inventari dell’Archivio dei Cerimonieri prima del 1980. Da lì è partita l’indagine dei Carabinieri TPC, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha permesso di ricostruire la lunga e complessa vicenda del libro.

Il possessore, figlio di un appassionato collezionista di libri antichi, lo deteneva in buona fede fin dagli anni Ottanta. Una volta informato della provenienza illecita, ha collaborato pienamente con le autorità e ha rinunciato spontaneamente alla proprietà, consentendo la restituzione senza procedimenti penali.

La restituzione solenne in Vaticano

La cerimonia ufficiale di restituzione si è svolta stamani, 11 novembre 2025, nella Sala della Meridiana della Torre dei Venti in Vaticano, alla presenza di autorità ecclesiastiche e civili.
Il generale Antonio Petti, comandante del Comando Carabinieri TPC, ha consegnato il volume nelle mani del Maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Giovanni Ravelli, affiancato dall’Ordinario Militare per l’Italia, arcivescovo Gian Franco Saba, e dal Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, padre Rocco Ronzani.

Quest’ultimo ha ricordato come la Santa Sede, in virtù della legge archivistica “La cura vigilantissima” promulgata da Giovanni Paolo II nel 2005, tuteli con particolare rigore i propri fondi documentari, memoria viva della storia del pontificato.

Un esempio di tutela condivisa

La vicenda dimostra ancora una volta quanto sia importante la collaborazione tra istituzioni italiane e vaticane nella salvaguardia del patrimonio storico e archivistico. Il ritrovamento del libro non rappresenta solo il recupero di un bene materiale, ma la riconquista di una parte di memoria della Chiesa e della storia della diplomazia pontificia.

Un nuovo capitolo, insomma, nella lunga storia di tutela che i Carabinieri TPC continuano a scrivere ogni giorno, silenziosamente, per restituire alla collettività i frammenti del suo passato.

Fonte: Comunicato TPC

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