Da oltre quattro secoli, la data dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. continua a essere un caso emblematico di come la storia antica non sia mai definitiva. Nonostante il racconto di Plinio il Giovane, la discussione non si è spenta: tra il 24 agosto tradizionale e le ipotesi autunnali (24 ottobre la più accreditata), ogni generazione di studiosi ha proposto una propria soluzione, spesso legandola ai ritrovamenti del momento.
Il 21 e 22 novembre, l’Antiquarium di Boscoreale ospita un grande Convegno internazionale dal titolo “POMPEI · 79 d.C. questioni di metodo e di narrazione storica”, un appuntamento pensato per fare ordine nel vasto mosaico di dati, teorie e interpretazioni.
Per approfondire
Organizzato dal Parco Archeologico di Pompei, con la collaborazione della casa editrice Scienze e Lettere e dell’Archeoclub d’Italia, il convegno riunisce storici, archeologi, filologi, geologi, naturalisti e climatologi provenienti da università e istituti di ricerca europei e statunitensi.

Un approccio multidisciplinare: quando le fonti dialogano
Dagli astri ai semi carbonizzati: tutte le discipline in campo
Il programma delle due giornate attraversa alcuni dei fronti più innovativi di ricerca sull’eruzione. Gli interventi affronteranno la questione da prospettive filologiche, ambientali, astro-logiche, archeobotaniche, geologiche, numismatiche, epigrafiche e perfino archeozoologiche.

Nel dibattito gli studiosi non si limiteranno a stabilire una data, ma rifletteranno su come e perché per secoli si sia oscillato tra interpretazioni così divergenti. Come sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, il vero obiettivo è rimettere al centro il confronto scientifico: «Prima di scegliere un’ipotesi, estiva o autunnale, bisogna ascoltare e mettere in dialogo le fonti. È questa la cultura che vogliamo celebrare».
Perché tanta confusione sulla data?
La ricercatrice Helga Di Giuseppe ricorda che, dal Seicento in poi, la cronologia dell’eruzione ha oscillato tra agosto e novembre per diverse ragioni, che si possono sintetizzare così:
– errori di tradizione nei manoscritti di Plinio;
– indizi climatici ed agricoli (frutti autunnali rinvenuti negli scavi);
– monete trovate negli strati eruttivi e datate all’autunno 79 d.C.;
– osservazioni astronomiche;
– analisi dei resti vegetali e animali bruciati.
Uno dei meriti del convegno è proprio quello di mettere sul tavolo un metodo di lavoro condiviso, capace di valutare la qualità e la coerenza dei dati prima delle conclusioni.
Due giorni di studi, visite e confronto
La prima giornata prevede interventi di studiosi di fama internazionale — da Pedar Foss a Eric Moormann, da Valeria Amoretti a Nathalie de Haan — seguiti da una visita ai nuovi scavi di Pompei e ai laboratori del Parco.
Il 22 novembre la discussione riprenderà con due sessioni presiedute da Stefano De Caro e Antonio De Simone, culminando in una tavola rotonda aperta al dialogo tra storici, archeologi e specialisti.
Per l’Archeoclub d’Italia, rappresentato dal Presidente Rosario Santanastasio, il convegno è un’occasione per ribadire l’importanza della ricerca condivisa: «La conoscenza è un’eredità da tramandare — afferma — e la data dell’eruzione è una chiave fondamentale per comprendere l’identità del nostro territorio».
Informazioni
Convegno internazionale “POMPEI · 79 d.C. questioni di metodo e di narrazione storica”
Luogo: Antiquarium di Boscoreale
Date: 21–22 novembre
Orari: dalle 9.30 alle 18.00
Organizzazione: Parco Archeologico di Pompei, Scienze e Lettere, Archeoclub d’Italia
Info: https://pompeiisites.org




