Dal 13 dicembre 2025 Firenze riapre una delle sue pagine più profonde – in senso letterale. I Musei Civici Fiorentini, insieme a Fondazione MUS.E, rendono nuovamente accessibili gli scavi archeologici di Palazzo Vecchio, chiusi da cinque anni a causa prima della pandemia e poi dei necessari adeguamenti di sicurezza.

Gli ambienti sotterranei, visitabili con visite guidate nei fine settimana, conservano una stratigrafia eccezionale, che consente di seguire l’evoluzione di quest’area urbana dall’età romana fino all’età moderna, attraverso continui processi di riuso, trasformazione e sovrapposizione.

Il grande teatro romano di Florentia

Il nucleo più imponente del percorso è costituito dai resti del teatro romano di Florentia, uno dei più significativi dell’Italia settentrionale. Il primo impianto potrebbe risalire alla fase in cui la città fu colonia romana. Ma fu in età imperiale, tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C., che il complesso venne ampliato fino ad assumere una dimensione monumentale.

Alla sua massima estensione, il teatro poteva accogliere tra gli 8.000 e i 10.000 spettatori, un dato che riflette il forte incremento demografico e lo sviluppo urbano di Firenze in età adrianea. La cavea si apriva verso l’attuale piazza della Signoria, mentre la scena correva lungo l’odierna via dei Leoni, occupando un’area oggi interamente inglobata dal tessuto cittadino.

Dal declino romano al riuso medievale

Il teatro rimase in funzione fino al V secolo d.C.; con la crisi dell’Impero e le guerre greco-gotiche, l’edificio cadde progressivamente in disuso. Seguirono spoliazioni sistematiche dei materiali e una riconversione degli spazi.

Dall’età longobarda, le burelle – i corridoi radiali che sostenevano la cavea – cambiarono funzione: discariche, calcinaie, sepolture, stalletti. L’elevato della cavea venne fortificato, trasformandosi nella torre nota come Guardingo, mentre tra XII e XIII secolo alcune strutture furono adattate a carceri.

Dalle case-torri a Palazzo Vecchio

Sulle strutture romane si innestarono poi gli edifici medievali: case-torri, palazzi familiari e assi viari. Tra Duecento e Trecento, con la nascita del palazzo civico, oggi Palazzo Vecchio, le stratificazioni antiche divennero vere e proprie fondazioni strutturali. Emblematico è il caso del Salone dei Cinquecento, le cui fondazioni sfruttano le camere radiali del teatro come plinti portanti.

Un esempio straordinario di continuità urbana, dove la città cresce senza cancellare (del tutto) il proprio passato remoto.

ℹ️ INFORMAZIONI UTILI

✅ Visite guidate
📍 Firenze, Palazzo Vecchio
📅 ogni sabato e domenica, alle 12.00 e 12.45, con gruppi di massimo 15 persone. Biglietto: 4 euro.
Percorso con partenza e arrivo dalla biglietteria; accesso disabili per la seconda parte dal terzo cortile di Palazzo Vecchio.
🌐 Info: musefirenze.it

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