Indagini geofisiche e droni multispettrali svelano l’impianto urbano di un centro sorto lungo la Regina Viarum in Irpinia, forse identificabile con Forum Aemilii.
Un Foro monumentale, un Teatro finora ignoto e una maglia urbana perfettamente ortogonale: sotto i campi di contrada Fioccaglia, nel territorio di Flumeri (Avellino), sta riemergendo il profilo di una città romana nata lungo la Via Appia, la Regina Viarum, recentemente riconosciuta patrimonio mondiale dall’UNESCO.
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Le nuove scoperte sono il risultato di una campagna di indagini non invasive condotta dall’Università del Salento in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. I dati raccolti cambiano radicalmente la percezione del sito, già noto ma mai compreso fino in fondo nella sua estensione e monumentalità.
Un impianto urbano pianificato tra II e I secolo a.C.
L’insediamento, attivo tra II e I secolo a.C., è stato da alcuni studiosi identificato con l’antica Forum Aemilii, centro sorto in relazione alla viabilità consolare e forse connesso alla Via Aemilia voluta dal console Marco Emilio Lepido nel 126 a.C.

Le prospezioni hanno restituito l’immagine di una città di fondazione pianificata, con assi stradali che si intersecano ad angolo retto secondo il classico schema romano. La presenza di isolati regolari e di edifici pubblici di grandi dimensioni indica un progetto urbanistico coerente, probabilmente legato alla strategia di controllo e romanizzazione dell’Irpinia interna in una fase cruciale della storia repubblicana, tra l’età dei Gracchi e la dittatura sillana.
Il Foro: cuore politico e commerciale della città
Le indagini magnetometriche e georadar hanno permesso di delineare un’ampia piazza centrale, identificabile come il Foro, attorno alla quale si dispongono strutture riconducibili a edifici pubblici. Le anomalie registrate nel sottosuolo suggeriscono la presenza di porticati e ambienti di rappresentanza, coerenti con la funzione amministrativa, giudiziaria e commerciale tipica di questo spazio.

Si tratta di un dato decisivo: finora si conoscevano un decumano basolato e una domus con decorazioni in primo stile pompeiano, emersi negli scavi degli anni Ottanta. Ora il quadro si amplia, restituendo la gerarchia degli spazi urbani e il fulcro civico della comunità.

Un Teatro lungo la Regina Viarum
La vera sorpresa è però l’individuazione di un Teatro, riconoscibile nella tipica forma semicircolare grazie alla lettura integrata dei dati termici e multispettrali acquisiti tramite droni. La struttura, di dimensioni considerevoli, testimonia un livello di monumentalità inatteso per un centro dell’entroterra.

La presenza di un edificio per spettacoli implica una comunità strutturata, capace di sostenere attività pubbliche e momenti di aggregazione civica. Non un semplice vicus, dunque, ma un centro urbano dotato di infrastrutture culturali e rappresentative.
Tecnologie non invasive e “radiografia” del sottosuolo
Determinante è stato l’approccio multidisciplinare: prospezioni geofisiche, analisi della magnetizzazione del terreno, rilievi con droni equipaggiati con sensori termici e multispettrali. Le differenze nella crescita della vegetazione e nelle proprietà fisiche del suolo hanno restituito una vera e propria “radiografia” dell’abitato sepolto, senza ricorrere allo scavo estensivo.
Il sito si colloca in un’area di straordinario interesse, alla confluenza tra l’Ufita e il torrente Fiumarella, oggi interessata anche dai lavori per la Stazione Hirpinia dell’alta velocità. Le nuove evidenze offriranno la base per un piano di tutela e valorizzazione integrato.
Fioccaglia si conferma così un nodo strategico lungo la Via Appia e un osservatorio privilegiato per comprendere le dinamiche della romanizzazione dell’Irpinia, in un momento di profonde trasformazioni politiche e territoriali della Repubblica romana.
📘 Fonte notizia
- 📄 Comunicato stampa ufficiale dell’Università del Salento





