Nel Bosco Littorio un nuovo polo di 4 mila metri quadrati: esposta anche la nave oneraria greca del V secolo a.C. recuperata nel 1998 e restaurata a Portsmouth.

A pochi passi dal mare, nell’area del Bosco Littorio di Gela (CL), ha inaugurato stamattina il museo atteso da anni. Il nuovo Museo dei relitti greci di Gela restituisce alla città – e alla Sicilia – una testimonianza diretta delle rotte commerciali che attraversavano il Mediterraneo antico e dedica uno spazio a sé al relitto di una nave greca del V secolo a.C., recuperato dai fondali nel 1998 e oggi finalmente visibile al pubblico.

L’edificio, ampio 4 mila metri quadrati, ospita il relitto, il suo carico e ambienti multimediali pensati per accompagnare il visitatore dentro la storia del naufragio, avvenuto circa 2.500 anni fa.

Il relitto di contrada Bulala: cosa sappiamo della nave

L’imbarcazione fu individuata a circa 800 metri dalla costa di contrada Bulala, a poco più di cinque metri di profondità. Si trattava di una nave oneraria, destinata al trasporto di merci, probabilmente sorpresa da una tempesta mentre si avvicinava alla costa gelese.

Museo dei relitti greci di Gela: la nave greca
Museo dei relitti greci di Gela

Il relitto era quasi interamente coperto dalla zavorra litica, utilizzata per bilanciare il carico durante gli scali. Le campagne di scavo subacqueo hanno permesso di documentare la struttura lignea – tra cui il lungo paramezzale, i madieri e parte del fasciame – e di studiarne le tecniche costruttive.

Il recupero, avvenuto in più fasi tra il 2003 e il 2008, ha richiesto operazioni complesse e una pianificazione attenta, sia per la salvaguardia dei legni sia per la futura musealizzazione.

Un restauro internazionale per il legno “bagnato”

Dopo il recupero, gli elementi lignei sono stati trasferiti a Portsmouth, nel Regno Unito, presso i laboratori specializzati dei Mary Rose Archaeological Services, centro di eccellenza nel trattamento del legno archeologico impregnato d’acqua.

Qui i reperti sono stati sottoposti a desalinizzazione e consolidamento con PEG (polietilenglicole), un polimero che sostituisce gradualmente l’acqua all’interno della struttura lignea, evitando deformazioni e collassi durante l’asciugatura. Un passaggio indispensabile per garantire la conservazione a lungo termine di materiali rimasti per secoli sotto il mare.

Museo dei relitti greci di Gela
Il Museo dei relitti greci di Gela

Il nuovo museo nel Bosco Littorio

Il museo sorge in prossimità dell’antico emporio greco di Gela, verosimile destinazione del carico. Il progetto architettonico richiama, nella copertura lignea, la carena rovesciata di una nave, creando un dialogo immediato tra contenitore e contenuto.

Oltre al relitto, sono esposti i materiali trasportati a bordo: anfore vinarie e olearie, ceramiche attiche figurate, lucerne, coppe e oggetti di uso quotidiano. Tra i pezzi più suggestivi spiccano uno zufolo in terracotta e un piccolo corredo devozionale con are e una statuetta femminile, tracce della dimensione personale e spirituale dell’equipaggio.

Museo dei relitti greci di Gela
Museo dei relitti greci di Gela: alcuni reperti esposti

L’allestimento integra una camera immersiva e postazioni con visori per la realtà virtuale, che ricostruiscono alcune fasi del viaggio e del naufragio, offrendo un’esperienza coinvolgente ma fondata su dati scientifici.

Un investimento strategico per la Sicilia

La realizzazione della struttura è stata finanziata dalla Regione Siciliana con fondi europei del POR Sicilia 2000–2006, per oltre 5 milioni di euro, cui si sono aggiunti stanziamenti successivi per il ripristino degli impianti danneggiati da atti vandalici.

Interno di un moderno edificio con una scala in legno, pareti bianche e finestre che offrono luce naturale.
Gli spazi del Museo

Il museo è aperto tutti i giorni (escluso il lunedì) con biglietto ordinario di 6 euro; per la prima settimana l’ingresso è gratuito. Per Gela si tratta di un passaggio cruciale: il relitto, dopo un lungo viaggio tra mare, laboratori e cantieri, trova finalmente una collocazione stabile, diventando fulcro di un polo dedicato all’archeologia marittima del Mediterraneo.

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