Eccezionale scoperta in Inghilterra. Durante le indagini archeologiche condotte tra Bedfordshire e Cambridgeshire in vista della costruzione della East West Rail, la linea ferroviaria che collegherà Oxford, Bedford e Cambridge, è stato rinvenuto un denario databile al 287 d.C. che raffigura Carausio (circa 250-293 d.C.). E non si tratta certo di un personaggio qualsiasi.

Carausio: da comandante a usurpatore
Di umili origini e appartenente alla popolazione belgica dei Menapi, Carausio si distinse durante la campagna militare condotta dall’imperatore Massimiano contro i Bagaudi e poco dopo venne nominato comandante della Classis Britannica, la flotta romana di stanza nella Manica con l’incarico di contrastare le incursioni dei pirati franchi e sassoni lungo le coste dell’Armorica e della Gallia Belgica.
Presto però Carausio dovette cadere in disgrazia. Alcune fonti dell’epoca – Aurelio Vittore (De Caesaribus) e Eutropio (Breviarium ab Urbe condita) soprattutto – , lasciano intendere che il comandante avesse l’abitudine di sottrarre ai pirati i tesori sequestrati e che circolasse voce che fosse addirittura sceso a patti con i nemici, quindi di fronte a ciò, l’imperatore ne avrebbe ordinato l’eliminazione. Secondo gli storici odierni, appare tuttavia più probabile che Massimiano avesse semplicemente deciso di sbarazzarsi di un personaggio che rischiava di diventare troppo ingombrante e pericoloso.

In ogni caso, Carausio riuscì a scampare all’attentato e, per tutta risposta, tra la fine del 286 e l’inizio del 287 si ribellò, autoproclamandosi egli stesso imperatore della Britannia e di parte della Gallia settentrionale, che vennero così sottratte al controllo di Roma.
La fine della ribellione
La sua parabola si chiuse comunque nel sangue: fu ucciso sette anni dopo, nel 293, dal suo tesoriere Allecto, che tentò di prendere il suo posto. Ma anche quest’ultimo tre anni dopo fu eliminato a Londinium da Giulio Asclepiodoto, prefetto del pretorio di Costanzo Cloro – il padre di Costantino -, divenuto nel frattempo Cesare d’Occidente.
Repressa nel sangue la rivolta, la Britannia tornò sotto il dominio romano. La stessa tetrarchia, nata nel frattempo (293) per riportare ordine nell’impero, garantire la successione ed evitare guerre civili e usurpazioni, divenne forma di governo stabile fino all’uscita di scena di Diocleziano e all’ascesa di Costantino, che nel 324 avrebbe riunificato l’impero nelle sue mani.
Che cos’è un denario?
Durante il periodo in cui mantenne il potere, Carausio coniò monete sulle quali si attribuì i titoli di “Restitutor Britanniae” (restauratore della Britannia) e di “Genius Britanniae” (spirito della Britannia). A una di queste emissioni appartiene anche la moneta trovata durante l’attuale scavo.

Il denario d’argento (denarius argenteus) fu introdotto attorno al 211 a.C. e per circa cinque secoli fu alla base dell’economia romana; anche il salario giornaliero dei soldati era pagato in denarii. Il nome della moneta deriva dal fatto che inizialmente valeva dieci volte l’asse. Quanto al suo peso, in origine era pari a circa 4,5 grammi in puro argento. Tuttavia le crisi finanziarie dell’impero ne causarono la progressiva svalutazione, sicché alla metà del III secolo d.C. i denarii non erano più in argento purissimo, ma costituiti da un’anima in bronzo rivestita da una sottile lamina del prezioso metallo.
📽️ VIDEO: East West Rail – Lavori di scavo archeologico: reperti romani e dell’età del ferro
Gli altri reperti: una moneta, frammenti di ceramica e un vaso
Oltre al denario di Carausio, gli scavi per la futura linea ferroviaria hanno finora restituito anche numerosi frammenti di ceramica, un vaso risalente alla tarda età del Ferro (circa 50 a.C.-50 d.C.) e una seconda moneta, probabilmente coniata sotto Antonino Pio o Marco Aurelio tra la metà e la fine del II secolo d.C.


I lavori, intanto, continuano: finora sono state scavate circa 1.000 trincee su un totale previsto di 6.000, in due anni.
“Ogni scoperta contribuisce a delineare un quadro più completo sulla vita delle persone che un tempo abitavano qui – commenta Joss Piper-Jarrett, responsabile delle indagini archeologiche presso EWR – . Quando si scavano queste strutture, spesso si è i primi a vederle dopo duemila anni, a volte anche di più, ed è una sensazione davvero speciale, è incredibile. La salvaguardia e la conservazione di questi reperti sono una parte fondamentale del processo. Una volta rinvenuti, i reperti vengono accuratamente puliti, analizzati, catalogati e archiviati. Laddove le scoperte siano considerate particolarmente significative, potrebbe esserci anche l’opportunità di esporle nei musei, così che le comunità locali possano continuare a restare in contatto con la propria storia”.
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- 📄 Fonte: East West Rail ✅





