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Un importante complesso produttivo di epoca romana è emerso durante i lavori per la realizzazione del metanodotto Cellino Attanasio–Pineto. Lo rende noto il Comune di Pineto (Teramo), che sottolinea come il ritrovamento possa fornire nuove informazioni sull’organizzazione economica del territorio compreso tra Hatria (l’odierna Atri) e la costa adriatica. Il sito, individuato in Viale delle Rose a Pineto, è databile tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. e restituisce l’immagine di un centro specializzato nella produzione e nello stoccaggio di anfore e laterizi, probabilmente destinati a sostenere i traffici commerciali dell’Adriatico.

fabbrica romana anfore pineto
© Comune di Pineto / Archeolab

Il rinvenimento è avvenuto nell’ambito della sorveglianza archeologica affidata alla cooperativa Archeolab durante gli interventi della Società Gasdotti Italiani S.p.A.. Le successive indagini, condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province dell’Aquila e Teramo, con il coordinamento della funzionaria archeologa Gilda Assenti, hanno permesso di riportare alla luce strutture di particolare interesse.

Fornace, magazzini e reperti raccontano un’attività produttiva specializzata

Gli archeologi hanno individuato murature di notevoli dimensioni, ambienti destinati all’immagazzinamento dei prodotti e una grande fornace, interpretata come impianto per la fabbricazione delle anfore. Il complesso dimostra l’esistenza di una produzione organizzata, capace di soddisfare le esigenze commerciali di un’area strettamente connessa ai principali itinerari terrestri e marittimi dell’Adriatico.

fabbrica romana anfore pineto
© Comune di Pineto / Archeolab

Tra i materiali recuperati figurano frammenti di anfore, tappi, laterizi, una moneta e un amo da pesca in bronzo, reperti che contribuiscono a delineare le attività svolte nel sito e il contesto economico in cui operava.

Le analisi ancora in corso indicano che le anfore prodotte in questo centro fossero probabilmente destinate al trasporto del celebre vino atriano, apprezzato già in età romana e distribuito attraverso gli antichi approdi del Cerrano e di Scerne. Gli studiosi non escludono inoltre che gli stessi contenitori venissero utilizzati anche per il commercio di olio e garum, la salsa di pesce largamente diffusa nel Mediterraneo in età romana.

fabbrica romana anfore pineto
© Comune di Pineto / Archeolab

Riflettori sull’antica Hatria

La posizione del complesso, collocato tra la viabilità romana e il litorale, conferma il ruolo strategico dell’area per quanto concerne l’economia dell‘antica città di Hatria, l’odierna Atri, una delle città più antiche d’Abruzzo. Fondata dagli Illiri tra il X e il IX secolo a.C., fu un potente centro piceno ed etrusco. Nel 290 a.C. divenne colonia romana, celebre per aver coniato le prime monete italiche.

La compresenza della fornace e degli edifici destinati allo stoccaggio documenta l’esistenza di un sistema produttivo ben strutturato, nel quale la fabbricazione dei contenitori e la loro successiva distribuzione facevano parte di una medesima filiera commerciale.

Al termine delle indagini, il sito è stato temporaneamente reinterrato per garantirne la conservazione, consentendo al tempo stesso la prosecuzione dei lavori del metanodotto senza compromettere le evidenze archeologiche.

Il Comune di Pineto, in collaborazione con la Soprintendenza, ha avviato il percorso che porterà all’apposizione di un vincolo di tutela, alla ricerca dei finanziamenti necessari per il restauro e alla futura valorizzazione scientifica e culturale dell’area. Parallelamente sono previste pubblicazioni dedicate ai risultati delle ricerche, che contribuiranno a chiarire il ruolo svolto da questo centro produttivo nell’economia dell’Adriatico romano.

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  • 📄 Fonte: Comune di Pineto ✅
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Data di pubblicazione registrata: 09/08/2026 18:30
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