Un bue, un montone e un maiale scolpiti su un cippo di pietra e un altare in marmo dedicato al Genio di Augusto, ai Lari di Augusto e al Genio della Colonia sono tra le nuove scoperte della XVIII campagna di scavo nell’antica Aquinum, nel territorio di Castrocielo, in provincia di Frosinone. I reperti sono stati presentati il 3 ottobre durante il Weekend dell’Archeologia, che ha concluso la stagione 2026 delle ricerche dell’Università del Salento.

Gli scavi sono diretti da Giuseppe Ceraudo, docente di Topografia antica all’Università del Salento, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina e con i Comuni di Castrocielo e Aquino.

Il cippo e il sacrificio dei tre animali
Il primo reperto era stato reimpiegato in epoca tarda come lastra della pavimentazione, nei pressi di uno dei principali incroci della città. Il manufatto conserva una ricca decorazione con ghirlande, festoni e bucrani, insieme alle raffigurazioni di un bue, un montone e un maiale.

L’associazione dei tre animali richiama il suovetaurilia, uno dei più importanti sacrifici della religione romana, nel quale venivano immolati un maiale (sus), un ovino (ovis) e un toro (taurus). Il rito poteva essere legato a pratiche di purificazione, consacrazione o delimitazione rituale di uno spazio.
L’interpretazione deve però rimanere prudente: il cippo è stato trovato fuori dalla sua collocazione originaria e la lettura dell’iscrizione, che conserva probabilmente il nome del dedicante Caius Ammius Cammarus, non è ancora del tutto certa.

Un altare per Augusto e la colonia
Il secondo reperto è un altare votivo in marmo. Un nuovo frammento recuperato durante lo scavo ha permesso di ricongiungere parti già conosciute e di ricostruire più ampiamente l’iscrizione. La dedica era rivolta al Genio di Augusto, ai Lari di Augusto e al Genio della Colonia.

A commissionare l’altare fu Manius Popidius Anteros, un facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro augustale. Il reperto documenta così il rapporto tra culto imperiale, religione pubblica e identità civica nella colonia romana.
La campagna ha restituito anche una lastra marmorea rinvenuta nel teatro, sulla quale compare la formula FVL(GVR) C[ONDITVM], collegata alla procedura rituale con cui i Romani consacravano i luoghi colpiti da un fulmine. Proprio di recente è stata scoperta un’epigrafe simile durante gli scavi a Villa Adriana (ne abbiamo parlato QUI). Il rinvenimento potrebbe indicare che anche l’area del teatro sia stata interessata dall’evento, poi interpretato in chiave religiosa.

Durante il Weekend dell’Archeologia sono state inoltre presentate cinque teste marmoree restaurate, tra cui il cosiddetto Cesare di Aquinum e un ritratto attribuito a Druso Maggiore.
Dopo diciotto anni di ricerche, il progetto ha infine ampliato il proprio campo d’indagine: nel 2026, per la prima volta, gli archeologi hanno esteso le attività anche al territorio comunale di Aquino, oltre l’area di scavo di Castrocielo.
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- 📄 Fonte: Università del Salento
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Data di pubblicazione registrata: 05/10/2026 15:00
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