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Un mestolo di bronzo spezzato dopo una cerimonia, una divinità etrusca in terracotta, un’iscrizione votiva che ricorda uno straniero accolto in una comunità: sono alcuni degli oggetti attraverso cui l’acqua racconta le pratiche religiose delle popolazioni dell’Italia preromana. Dal 14 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, la Fondazione Luigi Rovati di Milano ospita Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari, mostra che indaga il ruolo di mari, fiumi, sorgenti e acque termali nella vita spirituale e sociale del I millennio a.C.

Reperti votivi etruschi e veneti nella mostra Acque, culti e santuari alla Fondazione Luigi Rovati di Milano
Statua di orante
Produzione etrusca
Il sec. a.C.
Bronzo
Proveniente da San Casciano dei Bagni, Bagno Grande
Su concessione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
Reperti votivi etruschi e veneti nella mostra Acque, culti e santuari alla Fondazione Luigi Rovati di Milano
Statua di orante (dettaglio)
Produzione etrusca
Il sec. a.C.
Bronzo
Proveniente da San Casciano dei Bagni, Bagno Grande
Su concessione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo

Realizzata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e curata da Giovanna Gambacurta, Laura Maria Michetti, Giulio Paolucci, Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, l’esposizione sviluppa un percorso distinto e complementare rispetto a quello presentato a Palazzo Ducale. Il confronto mette in evidenza somiglianze nelle offerte votive e nell’impiego di bronzo e terracotta, ma anche differenze nell’architettura e nella decorazione dei grandi santuari etruschi.

Reperti votivi etruschi e veneti nella mostra Acque, culti e santuari alla Fondazione Luigi Rovati di Milano
Statuetta della dea Minerva in assalto
Produzione etrusca
V sec. a.C.
Bronzo
Fondazione Luigi Rovati, Milano
Foto Daniele Portanome

Dalle sorgenti curative ai porti sacri

Ad accogliere i visitatori sono la Thesan, divinità etrusca dell’Aurora, in una grande scultura di terracotta proveniente da Chianciano Terme, e il Disco di Montebelluna, manufatto in bronzo che raffigura una figura femminile interpretata come Signora della Natura e principale divinità dei Veneti.

mostra etruschi veneti milano
Disco figurato. Produzione di ambito veneto, IV sec. a.C. Bronzo. Proveniente dall’area tra Montebelluna e Treviso. Musei Civici di Treviso
Reperti votivi etruschi e veneti nella mostra Acque, culti e santuari alla Fondazione Luigi Rovati di Milano
S.T. (dal disco di Montebelluna)
Mauro Ceolin
2026
Acrilico e inchiostro su carta
Fondazione Luigi Rovati, Milano

La sezione Acque miracolose riunisce reperti da Vulci, Chianciano, Chiusi, Marzabotto, Montegrotto e Làgole di Calalzo, documentando i rituali praticati presso sorgenti e stabilimenti termali. Tra gli oggetti esposti figurano un’ascia rituale in ferro con decorazione zoomorfa e i simpula di bronzo del santuario di Làgole: mestoli impiegati nelle libagioni e nell’attingere l’acqua, che dopo l’uso potevano essere spezzati ritualmente.

Reperti votivi etruschi e veneti nella mostra Acque, culti e santuari alla Fondazione Luigi Rovati di Milano
Coppa su piede con scena di naufragio
Produzione etrusca
Prima metà VII sec. a.C.
Ceramica di impasto
Fondazione Luigi Rovati, Milano
Foto Giuseppe e Luciano Malcangi

Otto bronzi provenienti da San Casciano dei Bagni testimoniano inoltre il legame tra acqua, salute e pratiche divinatorie. Una testa maschile votiva reca un’iscrizione associata a Flere Havens, interpretata in relazione a una fonte sacra.

In Sacri approdi, il percorso si sposta a Este, Pyrgi e Altino, dove culto, navigazione e scambi commerciali si intrecciavano. A Pyrgi si distingue una testa femminile votiva in terracotta, mentre da Altino proviene un cippo in arenaria del III-II secolo a.C., con un lupo e un’iscrizione venetica che ricorda l’offerta di Krumio Turens, probabilmente originario dell’Italia centrale. Il monumento è stato interpretato come testimonianza dell’accoglienza riservata a uno straniero.

Il confronto con la Sardegna nuragica

Il percorso comprende anche Acque sarde, nucleo di bronzetti e ceramiche votive dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Tra la tarda età del Bronzo e la prima età del Ferro, pozzi e fonti sacre divennero luoghi di culto e di incontro per comunità diverse. Offerenti, arcieri, pugilatori, miniature di nuraghi e navicelle documentano rituali nei quali devozione e affermazione sociale erano strettamente connesse.

Ad accompagnare la mostra sono i disegni di Mauro Ceolin, artista milanese che ingrandisce e isola particolari dei reperti per renderne più leggibili dettagli e caratteristiche. Catalogo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, Edizioni Fondazione Luigi Rovati, pp. 272, 40 € (in shop al prezzo speciale 35 €). Edizione Italiana ISBN 9788831338332, Edizione Inglese 9788831338349

Immagine in apertura: Lamina con cavalieri. Produzione di ambito veneto. IV sec. a.C. Bronzo. Proveniente da Este, loc. Deserto – fondo Baratella, Santuario di Reitia. Museo Nazionale Atestino, Este. Direzione regionale Musei nazionali Veneto. Su concessione del Ministero della cultura

ℹ️ INFORMAZIONI UTILI

✅ Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari
📍 Milano. Fondazione Luigi Rovati
📅 14 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027
🌐 Info: www.fondazioneluigirovati.org

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Data di pubblicazione registrata: 14/10/2026 15:56
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