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Una principessa ancora in fasce, colpita da una malattia che si diffondeva tra le città; generali che chiedevano al sovrano soldati, cavalli e carri da guerra; indovini impegnati a interpretare il volo degli uccelli. Sono alcuni dei drammatici dettagli che si leggono su 184 tavolette cuneiformi e frammenti emersi dagli scavi di Kayalıpınar, nella provincia di Sivas in Turchia. I documenti risalgono a circa 3.400 anni fa e offrono un angosciante spaccato della vita politica, religiosa e familiare degli Ittiti durante il regno di Tudhaliya II (sul trono dal 1425 al 1390 a.C. circa).

La campagna di scavo del 2026 ha portato alla luce 131 tra tavolette e frammenti, che si aggiungono ai 53 già recuperati nella scorsa indagine. Ad annunciare il ritrovamento è stato il ministro turco della Cultura e del Turismo, Mehmet Nuri Ersoy, secondo il quale si tratterebbe del “più ampio archivio ittita scoperto nel XXI secolo”. I testi, redatti in lingua ittita e hurrita, provengono dall’antico insediamento di Šamuḫa, importante luogo di culto della dea Šauška, divinità dell’amore e della guerra, nonché residenza reale e capitale militare provvisoria dell’impero in vari momenti storici, tra cui alcuni periodi, tra i quali anche il regno di Tudhaliya II.

Diversi tavolette di argilla con scritture cuneiformi, disposte su una superficie scura.

La misteriosa epidemia che terrorizzò la famiglia reale

Tra i documenti più significativi figurano alcuni testi che parlano di un’epidemia caratterizzata da febbre alta, che si sarebbe propagata da una città all’altra e avrebbe colpito soprattutto bambini e neonati. Le condizioni di piccoli principi e principesse, così come quelle dei figli degli alti funzionari del regno, venivano seguite anche attraverso la divinazione.

Una delle tavolette, in particolare, riguarda una principessa in fasce e ancora allattata al seno, la cui salute suscitava grande apprensione. I testi ci informano che purtroppo la piccola morì e documentano anche il rito funebre che fu celebrato in suo onore. Da un altro si evince che la bambina si era ammalata a Ziulila, una località la cui posizione non è stata ancora identificata con certezza.

Le tavolette testimoniano che la malattia coinvolse direttamente la corte e confermano che, in una situazione di forte incertezza e paura, si ricorreva alle pratiche divinatorie per cercare risposte, anche sul destino dei membri della famiglia reale.

Tavolette cuneiformi  ittite scoperte durante gli scavi archeologici a Kayalıpınar, in Turchia
Foto: Ministero della Cultura e del Turismo turco

I generali chiedono rinforzi al sovrano

Nell’archivio è stata trovata anche una lettera inviata dai generali ittiti, in uql momento stanziati nell’Anatolia occidentale, al re, che si trovava a Šamuḫa. I comandanti segnalavano con apprensione che il territorio era circondato dai nemici e chiedevano l’invio di altri soldati, cavalli e carri da guerra.

Il messaggio contiene un avvertimento chiaro: senza gli aiuti richiesti, l’esercito rischiava di essere annientato. I generali dichiaravano inoltre di non voler essere ritenuti responsabili delle conseguenze nel caso in cui i rinforzi non fossero arrivati. Una testimonianza estremamente concreta, dunque, non solo delle difficoltà militari incontrate in quel momento storico dallo Stato ittita, ma anche dei rapporti esistenti tra il sovrano e i suoi comandanti sul campo.

Gli itinerari degli indovini e il volo degli uccelli

Un altro gruppo di testi riguarda la pratica della divinazione attraverso l’osservazione degli uccelli. Tra questi spicca una tavoletta, che contiene osservazioni puntuali sugli spostamenti dei falchi, i luoghi in cui sostavano, gli itinerari seguiti e gli animali osservati, fornendo preziose informazioni sulle procedure con cui i sacerdoti raccoglievano e interpretavano i presagi, un aspetto importante della vita religiosa – si pensi, ad esempio, al ruolo che rivestivano gli àuguri nella società etrusca e romana – che si rivelava cruciale quando c’era da intraprendere iniziative di carattere militare e politico.

Le nuove scoperte sono il risultato delle indagini in corso dal 2021 a Kayalıpınar e condotte con l’autorizzazione del Ministero della Cultura e del Turismo turco dall’équipe guidata da Çiğdem Maner, docente del Dipartimento di Archeologia e Storia dell’arte della Koç University.

📘 Notizia verificata ✅

  • 📄 Fonte: Ministero della Cultura e del Turismo turco

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Data di pubblicazione registrata: 23/10/2026 15:31
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