I resti di una torre, nascosti dalla vegetazione lungo il pendio tra il castrum di Castelseprio e il monastero di Torba, potrebbero appartenere all’antica cinta muraria dell’insediamento. È uno dei risultati della prima campagna di scavo archeologico condotta dall’Università degli Studi di Milano nel Parco Archeologico di Castelseprio, in provincia di Varese, conclusa il 16 ottobre 2026.
Le indagini, avviate il 28 settembre e dirette dal prof. Emanuele Intagliata, hanno interessato tre aree del sito e puntano a ricostruire lo sviluppo dell’insediamento, delle sue fortificazioni e del territorio circostante tra tarda antichità e alto Medioevo. Il ritrovamento della torre offre un nuovo elemento per comprendere l’organizzazione delle difese e la loro estensione.
Una torre e nuove informazioni sulle fortificazioni
Un secondo saggio è stato aperto all’interno del castrum, vicino alla torre nord-occidentale. In questo caso, l’obiettivo è chiarire il rapporto tra la struttura difensiva e gli edifici che la precedettero, contribuendo a distinguere le diverse fasi costruttive e le trasformazioni dell’abitato.
Nei prossimi mesi la ricerca proseguirà con la revisione della documentazione d’archivio, l’analisi dei risultati degli scavi precedenti e lo studio dei materiali archeologici, compresi numerosi reperti ancora inediti. L’integrazione di queste fonti potrà aiutare a ricostruire la storia del sito con maggiore precisione.
La campagna rientra in un progetto più ampio realizzato con il contributo di Regione Lombardia, attraverso l’Avviso Unico Cultura 2026, e nell’ambito di una convenzione tra Università degli Studi di Milano, Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate.
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Ricerca, formazione e archeologia pubblica
Lo scavo ha coinvolto studenti dei corsi di laurea in Scienze dei Beni Culturali e in Archeologia, dottorandi e collaboratori dell’ateneo milanese, offrendo loro un’esperienza diretta nelle attività di ricerca sul campo.
Accanto al lavoro scientifico, il progetto ha previsto iniziative rivolte alla cittadinanza, tra cui visite guidate al cantiere e un laboratorio fotografico dedicato al rapporto tra archeologia, memoria e paesaggio. Le immagini realizzate confluiranno nei prossimi mesi in una mostra presso l’Antiquarium del Parco Archeologico di Castelseprio.
La ricerca sarà inoltre documentata dal laboratorio interateneo Archeoframe, con l’obiettivo di sviluppare nuove attività di comunicazione del patrimonio e di archeologia pubblica. Come sottolinea Intagliata, la campagna costituisce il primo passo di un programma destinato a proseguire negli anni, mettendo in relazione indagini sul campo, studio dei reperti e valorizzazione culturale del territorio.
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- 📄 Fonte: Università degli Studi di Milano
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Data di pubblicazione registrata: 24/10/2026 14:52
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