Oltre settecento monete romane – 737 per la precisione – , insieme a centinaia di frammenti di ceramica, fibule e oggetti della vita quotidiana. È questo il bilancio delle ricerche archeologiche condotte in tre siti della contea di Somogy, nella parte occidentale dell’Ungheria, dal gruppo di archeologia partecipata del Rippl-Rónai Museum di Kaposvár. La maggior parte delle monete risale alla dinastia costantiniana (IV secolo d.C.), ma non mancano esemplari di epoche precedenti, che documentano la lunga frequentazione del territorio in età romana.

Le nuove scoperte si affiancano a un altro gruppo di reperti segnalato dal museo il 15 settembre, dopo alcune ricognizioni lungo le rive della Drava, il fiume che segna parte del confine tra Ungheria e Croazia. In quell’occasione la squadra aveva recuperato, oltre a numerosi frammenti ceramici e oggetti metallici, monete appartenenti a diversi periodi dell’Impero romano.
Tra queste spiccano un denario d’argento di Vespasiano, una moneta in bronzo con il ritratto di Faustina, moglie di Antonino Pio, e un denario dello stesso imperatore conservato in condizioni particolarmente buone. Di grande interesse è soprattutto un esemplare di Gallieno: sul rovescio compare un centauro che regge un globo e un timone. Il marchio di zecca ha permesso di identificarne la provenienza da Heraclea, sulla costa europea dell’attuale Turchia, lungo il Mar di Marmara. La moneta raggiunse dunque la provincia romana della Pannonia dopo un viaggio di centinaia di chilometri
Tra i pezzi identificati figurano un denario d’argento di Antonino Pio, che regnò dal 138 al 161 d.C., e diverse monete emesse sotto Severo Alessandro e Aureliano. Su un esemplare di quest’ultimo, imperatore dal 270 al 275, il rovescio raffigura il sovrano mentre stringe la mano a Concordia, divinità romana dell’armonia e dell’accordo. Interessanti anche alcune emissioni di Probo, che raffigurano il Sol Invictus, il Sole Invitto, e la Pax Augusti, la pace dell’imperatore.
Il materiale recuperato lungo il fiume comprende anche monete di Costantino il Grande, Costanzo II e Valentiniano, oltre a uno sperone decorativo, probabilmente del III secolo d.C., rinvenuto in due parti ma ancora restaurabile.
Degna di nota è infine una moneta commemorativa probabilmente riferibile a Claudio II il Gotico, morto nel 270 e successivamente divinizzato. Gli esemplari di questo tipo celebravano infatti gli imperatori defunti riconosciuti come divinità (consecratio).

Vita quotidiana in Pannonia
La contea di Somogy faceva parte dell’antica provincia romana della Pannonia, regione che all’epoca era attraversata da importanti strade e rotte commerciali ed era costellata di insediamenti produttivi, civili e militari. La distribuzione cronologica delle monete recuperate nei tre siti potrà aiutare a ricostruire le varie fasi di frequentazione e le attività economiche presenti.
Accanto alle monete sono riemersi centinaia di frammenti di ceramica, tra cui esemplari di terra sigillata, un tipo di ceramica da mensa romana caratterizzata dalla superficie rossa e lucida. Prodotta in officine specializzate e commerciata su lunghe distanze, risulta particolarmente utile per datare i contesti archeologici e ricostruire le reti di scambio. Le fibule, spille metalliche utilizzate per chiudere gli abiti, offrono invece indicazioni sulla moda e sulle consuetudini del vestire. È stato recuperato anche un frammento di bilancia, con molta probabilità collegato alle attività commerciali.

Le indagini sono state condotte nell’ambito di un progetto di archeologia partecipata, che coinvolge volontari affiancati dagli specialisti del museo nella ricerca e nella documentazione dei reperti. I reperti sono destinati ad arricchire le collezioni del museo di Kaposvár.
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- 📄 Fonte: Rippl-Rónai Museum
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Data di pubblicazione registrata: 02/11/2026 18:36
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