La Valle Camonica si candida a Capitale Italiana della Cultura 2029 con un progetto che coinvolge tutti i 40 Comuni della valle e propone il territorio come un’unica “capitale diffusa”. La candidatura, presentata stamani 14 settembre nella Sala Pirelli del Grattacielo Pirelli a Milano, ha come claim “10.000 anni di futuro”, espressione scelta per collegare la profondità della storia camuna alla progettazione del futuro.

Il 2029 avrà inoltre un significato particolare per il patrimonio archeologico della valle: ricorreranno infatti 50 anni dall’iscrizione dell’Arte Rupestre della Valle Camonica nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, primo sito italiano a ottenere il riconoscimento.

Dall’arte rupestre alle nuove infrastrutture culturali
Il progetto non si limita al calendario di eventi previsto per il 2029, ma punta a utilizzare la candidatura per accelerare interventi destinati a rimanere sul territorio. Tra quelli indicati nel dossier figurano l’apertura al pubblico del santuario megalitico di Pat a Ossimo, il restauro e adeguamento di diversi spazi culturali, tra cui la chiesa di Sant’Antonio a Breno, con gli affreschi di Girolamo Romanino, il Castello medievale di Cimbergo e la Cittadella Cultura di Capo di Ponte, sede del Centro Camuno di Studi Preistorici.

Sono previsti inoltre un nuovo museo dedicato all’artista camuna Franca Ghitti a Darfo Boario Terme, un centro di documentazione sullo scultore e medaglista Ettore Calvelli a Ponte di Legno e un collegamento accessibile tra il castello medievale e il centro storico di Breno.
Tra gli interventi già programmati rientrano il nuovo hub culturale e museale interattivo dedicato alla Valle dei Segni a Ceto, progettato dallo studio di Michele De Lucchi, il nuovo Visitor Centre di Capo di Ponte con il riallestimento del Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica (MuPre) e il campus universitario di Edolo destinato agli studenti fuori sede e internazionali di UNIMONT.

“10.000 anni di futuro”
Il programma culturale è stato costruito attraverso un percorso partecipato che ha coinvolto amministrazioni, scuole, associazioni, imprese, università, centri di ricerca e operatori culturali. Oltre 150 persone hanno preso parte ai tavoli tematici dedicati alle prospettive della candidatura.
Archeologia, ricerca, scienza e tecnologie digitali avranno un ruolo nella rilettura e nella valorizzazione del patrimonio, insieme a progetti dedicati a cultura e welfare, creatività, lavoro, ambiente e cambiamento climatico. Un ruolo specifico è affidato alla Consulta dei Giovani, coinvolta nella costruzione delle iniziative rivolte alle nuove generazioni.

La candidatura comprende anche un Comitato dei Sostenitori con rappresentanti del mondo economico e associativo, mentre tavoli tecnici sono già impegnati sui temi della mobilità e dell’accoglienza. Tra gli interlocutori figura il sistema ferroviario FNM-Trenord, in relazione ai collegamenti lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo e verso le valli laterali e i luoghi della cultura.

La Valle Camonica presenterà ufficialmente la candidatura al pubblico sabato 19 settembre alle 17, al Museo Nazionale della Preistoria di Capo di Ponte. Per l’occasione è stato organizzato un treno speciale con partenza da Pisogne alle 16 e arrivo a Edolo dopo la cerimonia. La partecipazione è gratuita su prenotazione, fino a esaurimento dei posti.
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Data di pubblicazione registrata: 14/09/2026 14:45
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