Un importante intervento di rigenerazione culturale e archeologica prende forma nel cuore di Verona. Il Ministero della Cultura ha ufficialmente acquisito l’ex Cinema Astra, storico edificio inaugurato nel 1937, con l’obiettivo di restituirlo alla città come spazio culturale e museale.
L’atto di acquisto, per un totale di 7,5 milioni di euro, è stato firmato ieri 5 marzo 2026 presso lo Studio Notarile Buoninconti, alla presenza del ministro Alessandro Giuli e del sottosegretario Gianmarco Mazzi, insieme ai rappresentanti istituzionali del ministero e della soprintendenza.

L’operazione segna un passaggio decisivo per il recupero di uno degli spazi culturali più significativi della città scaligera, destinato a diventare un luogo dove cinema, archeologia e ricerca dialogheranno nello stesso contesto.
Sotto il cinema, un complesso romano di età imperiale
L’interesse archeologico dell’edificio emerse nel 2004, quando furono avviate indagini preventive in occasione di un progetto di ampliamento della struttura con una multisala interrata.

Gli scavi portarono alla luce una scoperta inattesa: sotto il pavimento della platea si estende un vasto complesso edilizio romano di età imperiale, conservato su gran parte dell’area dell’edificio.
Le strutture archeologiche presentano caratteristiche notevoli: murature conservate per oltre un metro di altezza, decorazioni con intonaci parietali dipinti e ambienti dotati di impianti di riscaldamento antichi
Questo sistema di riscaldamento rimanda probabilmente a tecniche simili all’ipocausto, un sistema utilizzato nel mondo romano per diffondere aria calda sotto i pavimenti e all’interno delle pareti.

Le indagini archeologiche si sono concluse nel 2023, mentre sono ancora in corso le attività di studio e analisi dei reperti recuperati durante gli scavi.
Un sito archeologico ancora da interpretare
Il complesso rinvenuto sotto l’ex cinema rappresenta un caso di notevole complessità archeologica.
Nonostante le indagini condotte finora, la funzione originaria dell’edificio romano resta incerta.
Gli archeologi escludono alcune ipotesi tradizionali: non presenta le caratteristiche tipiche di una domus aristocratica e non mostra gli elementi distintivi di un complesso termale.
Le caratteristiche architettoniche suggeriscono invece un’altra possibilità: l’edificio potrebbe essere stato destinato all’ospitalità o all’accoglienza dei viaggiatori, forse una struttura collegata alla rete di servizi della città romana.

La posizione del sito, nel contesto urbano antico di Verona, potrebbe confermare questa interpretazione, ma saranno nuove ricerche archeologiche e studi interdisciplinari a chiarire definitivamente la funzione del complesso.
Un investimento da 7,5 milioni di euro per la rinascita dell’Astra
Il recupero dell’ex Cinema Astra rientra nel progetto denominato “Per Aspera ad Astra”, promosso dal Ministero della Cultura.
Per la rigenerazione dell’edificio è previsto un investimento complessivo di 7,5 milioni di euro, destinati al restauro della struttura storica, alla tutela e valorizzazione del sito archeologico e alla realizzazione di nuovi spazi espositivi e culturali

Secondo il sottosegretario Gianmarco Mazzi, originario di Verona, il recupero rappresenta anche un gesto simbolico per la città, che potrà riappropriarsi di uno dei suoi cinema più importanti.
Un ruolo significativo nella riuscita dell’operazione è stato svolto anche dagli ex proprietari, la famiglia D’Ignazio, che ha scelto di donare l’immobile alla comunità accogliendo la proposta del Ministero.
Un nuovo polo culturale tra cinema e archeologia
Il progetto di valorizzazione prevede la trasformazione dell’edificio in un moderno polo culturale capace di integrare la memoria del cinema con la valorizzazione del patrimonio archeologico.
L’intervento manterrà l’architettura originaria della sala cinematografica, mentre al di sotto sarà reso visibile il complesso romano attraverso nuove soluzioni museografiche e tecnologie espositive.

L’obiettivo è creare un’esperienza di visita unitaria, in cui il racconto della storia della città si sviluppi su più livelli: la Verona romana, quella Verona del Novecento cinematografico e infine la Verona contemporanea.
Come ha sottolineato il ministro Alessandro Giuli, il sito rappresenta uno “scrigno di storia”, dove ricerca, cultura e socialità potranno convivere, restituendo alla città un luogo capace di raccontare il suo passato e allo stesso tempo guardare al futuro.





