ARCHEOLOGIA / Inaugura a Verona il nuovo Museo Archeologico Nazionale

100 mila anni di storia dell’uomo esposti nel nuovo Museo Archeologico Nazionale di Verona.
Concluso il restauro della grande Caserma-carcere asburgica San Tomaso affacciata sul Lungadige, viene aperta al pubblico l’importante Sezione riservata alla Preistoria e Protostoria. Dal Neolitico all’età del Rame, del Bronzo e del Ferro, con l’esposizione, tra gli altri, dei materiali provenienti anche dai siti palafitticoli UNESCO del veronese. Tra le centinaia di reperti di eccezionale interesse, spesso unici, il celebre “Sciamano” proveniente dalla Grotta di Fumane, considerato il dipinto raffigurante una persona forse più antico al mondo.

di Redazione (foto: ©Museo Archeologico Nazionale Verona)

Une vetrina di reperti nel nuovo percorso museale (foto: ©Museo Archeologico Nazionale Verona)

Inaugura finalmente a Verona il nuovo Museo Archeologico Nazionale, ospitato nell’ex caserma asburgica San Tomaso (l’appuntamento è per giovedì 17 febbraio 2022 alle 11.30). Là dove erano imprigionati i carbonari che lottavano contro l’Impero Asburgico hanno trovato posto le testimonianze più antiche degli insediamenti umani nel territorio veronese, portate alla luce dopo un secolo e più di campagne archeologiche. Si tratta di reperti considerati i primi, eccezionali esempi delle espressioni della civiltà e della creatività umane, che si possono ora finalmente ammirare accompagnati da un chiaro corredo introduttivo. Ricostruzioni fisiche e virtuali, video e altri mezzi di comunicazione multimediale valorizzano questo straordinario patrimonio in bianche teche sovrastate dalle colossali capriate lignee del grande edificio costruito nel 1856 per farne sede carceraria.
I muri perimetrali delle celle sostengono possenti arcate in mattoni, conferendo all’ambiente la sembianza di una chiesa romanica. La Direzione regionale Musei Veneto, cui questo Museo statale afferisce, ha investito fondi del Ministero alla Cultura per restaurare e mettere a norma l’edificio che si sviluppa su tre piani, compresa la elegante facciata sul Lungadige veronese.

100.000 ANNI DI STORIA

L’allestimento museale (foto: ©Museo Archeologico Nazionale Verona)

L’allestimento del nuovo Museo Archeologico, affidato all’architetto Chiara Matteazzi su progetto scientifico della Dott.ssa Federica Gonzato, è iniziato dall’ampio sottotetto dove hanno trovato collocazione le sezioni dedicate alla Preistoria e alla Protostoria, a documentare un lasso di tempo che prende avvio circa 100.000 anni fa e si dipana sino al primo secolo a.C. Il piano intermedio accoglierà invece i reperti dell’età celtica e romana, oltre ad uffici, biblioteca e spazi per incontri, mentre il piano terra è destinato a documentare l’età altomedievale.

“Complessivamente l’investimento supererà i 3 milioni di euro, integralmente finanziati dal Ministero alla Cultura”, afferma il dirigente della Direzione regionale Musei Veneto, dottor Daniele Ferrara. “Aperta al pubblico la sezione riservata alla preistoria e alla protostoria, contiamo di avviare molto presto il cantiere per la sezione romana, mentre con fondi assegnati tramite il PNNR metteremo a cantiere anche il piano terra per completare quello che si prefigura come uno dei più importanti musei archeologici italiani”.

UN PERCORSO TUTTO NUOVO

Il percorso espositivo della sezione Preistoria e Protostoria, anche grazie a ricostruzioni fisiche e virtuali, video e altri mezzi di comunicazione multimediale, narra le principali componenti storiche del veronese in un arco cronologico compreso tra oltre 100.000 anni fa e il 100 a.C.
Predisposto con la collaborazione dell’Università di Ferrara, dell’Università di Trento e della Soprintendenza SABAP di Verona, il percorso si articola in una serie di sottosezioni dedicate ai principali siti preistorici e protostorici, dal Paleolitico, passando attraverso il Neolitico e l’età del Rame, fino all’età del Bronzo, con l’esposizione dei materiali provenienti dai siti palafitticoli inseriti nella lista UNESCO del veronese, e l’età del Ferro.

SCIAMANO “SUPERSTAR”

L’allestimento si sviluppa in modo lineare, attraverso le diverse sale dei due bracci del terzo piano (dal Paleolitico all’età del Bronzo) fino a confluire nel terzo braccio (dedicato all’età del Ferro). Tra i molti tesori del nuovo Museo, la neo direttrice dell’istituzione veronese, Giovanna Falezza, segnala la pietra dipinta nota come “lo Sciamano” (anche se non tutti concordano con tale interpretazione). Tra le opere d’arte in ocra rossa rinvenute a Grotta di Fumane e riferibili all’attività artistica dei primi Sapiens (40.000 BP, Paleolitico superiore), la più famosa è questa pietra calcarea sulla quale, in ocra rossa, è raffigurato un personaggio che indossa un copricapo. Questa pietra è considerata tra le più antiche rappresentazioni umane sino ad oggi note al mondo.

Lo “sciamano” della Grotta di Fumane (foto: Commons)

SITI DELL’ETA’ DEL BRONZO

Risale invece all’Età del Bronzo antico, il vaso a bocche multiple recuperato durante lo scavo archeologico della Palafitta del Laghetto del Frassino presso Peschiera del Garda.  Dal medesimo sito provengono anche ceramiche con decorazioni incise, conchiglie, metalli e utensili in osso, pietra e legno. Sempre dal Garda, rinvenuti ad una profondità di circa tre metri, provengono la Tazza dell’Età del Bronzo antico e alcuni resti paleobotanici, tra i quali una spiga carbonizzata di farro.
Dal sito di Pila del Brancon, provengono le spade ripiegate, le cuspidi di lancia, i pugnali ed altri elementi laminari contorti, materiali che possono essere riferiti ad una fase iniziale dell’età del Bronzo finale. L’esistenza di contatti ad ampio raggio durante l’Età del bronzo è
testimoniata dalla diffusione di alcuni oggetti d’ornamento, tra cui gli spilloni in bronzo con la testa a disco. Lo spillone scoperto presso la palafitta de La Quercia a Lazise è lungo più di 50cm, ha larga testa a disco e gambo ritorto.

Fonte: Comunicato ufficiale Museo Archeologico Nazionale di Verona

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