HEILDELBERG (GERMANIA) – Dopo secoli di dispersione, una delle più importanti collezioni di manoscritti del Medioevo e della prima età moderna – la Bibliotheca Palatina –  è stata virtualmente ricomposta. La Biblioteca Universitaria di Heidelberg ha terminato il progetto di digitalizzazione non solo di tutti i manoscritti tedeschi in suo possesso, ma anche dei codici latini che appartenevano alla Biblioteca Palatina,  considerata la “madre” di tutte le biblioteche. L’impresa, che ha riguardato circa 3.000 manoscritti latini e tedeschi suddivisi tra la Biblioteca Apostolica Vaticana e la stessa Biblioteca dell’Università di Heidelberg,  è stata possibile grazie al sostegno della Manfred Lautenschläger Foundation.

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Photo: University Library Heidelberg Illustrated Latin magnificent codex from the Biblioteca Apostolica Vaticana in Rome.

La Biblioteca Palatina vantava già una lunga storia quando papa Gregorio XV se ne impossessò trasferendola in Vaticano nel 1623. Per due secoli e mezzo aveva continuato a crescere grazie alla collezione reale del Castello di Heidelberg e alla Biblioteca dell’omonima Università, fondata nel 1386. Nel 1816 una parte della collezione di codici, quelli tedeschi, furono restituiti a Heidelberg, mentre il resto rimase a Roma nella Biblioteca Vaticana.  L’immenso tesoro, che conta opere letterarie, scientifiche, filosofiche, storiche e teologiche, può ora essere consultato liberamente su internet.  Come? Basta cliccare questo link

Fonte: Comunicato stampa ufficiale.

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