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Le spoglie del santo, fondatore nel 1174 dell’ospedale per poveri e bisognosi, saranno studiate per chiarire alcuni punti oscuri della sua biografia.

Le reliquie di san Gerardo dei Tintori sono tornate “a casa” e ora saranno oggetto di approfondite indagini antropologiche e paleopatologiche per ricostruire aspetti ancora poco noti della sua vita e magari, perché no, scoprire anche qualche dettaglio del tutto nuovo. Lo studio, affidato ai docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano- Bicocca e dell’Università degli Studi di Milano, è stato commissionato dalla Parrocchia di San Gerardo al Corpo in occasione dell’Anno Santo Gerardiano, iniziato il 6 giugno scorso (e che terminerà il 6 giugno 2024) con lo scopo di celebrare l’850° anniversario della Convenzione, firmata il 19 febbraio 1174, firmata dallo stesso Gerardo, dall’arciprete di Monza e dall’amministrazione comunale dell’epoca, che sancì la nascita dell’ospedale dedicato alla cura dei poveri e dei bisognosi della città. Una Convenzione unica nel suo genere nel periodo medioevale, che evidenzia lo stretto rapporto tra l’ospedale e la città.

Da allora, negli ultimi 850 anni l’Ospedale di San Gerardo non si è mai fermato e non ha mai interrotto la sua attività, rappresentando uno degli ospedali più antichi ancora in funzione in Italia. Lo testimonia il recente ingresso dell’ospedale nella Associazione Culturale degli Ospedali Storici Italiani (ACOSI), che comprende attualmente solamente 15 ospedali italiani definiti “storici”.

San Gerardo e il “suo” ospedale

Gerardo nacque a Monza, secondo la tradizione nel 1135, secondo altre fonti nel  1134 o nel 1140, da una famiglia benestante, forse legata all’importante attività della tintura dei panni di lana prodotti nel borgo. Da qui probabilmente il cognome “dei Tintori” (de Tinctoribus) o “Tintore”. La casa paterna di Gerardo sorgeva sulla riva sinistra del Lambro, presso l’attuale ponte detto “di San Gerardino” e dove esiste l’omonima chiesetta. Una zona caratterizzata da dalla presenza di mulini e rogge a poca distanza dal Ponte Arena, di epoca romana, i cui resti sono oggi visibili vicino al Pinte dei Leoni.

San Gerardo dei Tintori

Dopo la morte del padre, desideroso di  dedicare la propria vita ai poveri, con i beni ereditati, Gerardo fondò un ospedale ed iniziò a dare personalmente assistenza ai poveri, ai malati, ai pellegrini alle donne sole ed ai bambini abbandonati. La sede dell’ospedale pare fosse la casa stessa di Gerardo.

La fondazione dell’ospedale avvenne certamente entro il 1174. In questa data infatti Gerardo stipulò con il Comune di Monza e con il Capitolo del Duomo una convenzione nella quale se ne definiva lo status giuridico e amministrativo, anche per garantirne il funzionamento anche dopo la sua morte.

Il servizio nell’ospedale era svolto da conversi: laici che vivevano in comune come i frati, senza però prendere i voti religiosi. Gerardo era uno di loro e svolgeva anche l’incarico di “ministro”, cioè direttore dell’ospedale. Come risulta anche da alcuni documenti degli anni successivi, egli mantenne questo incarico fino alla morte, avvenuta il 6 giugno 1207.

La salma è stata già riesumata diverse volte

Il suo corpo venne sepolto dapprima nella nuda terra nel cimitero dell’antica chiesa di  Sant’Ambrogio, che successivamente è stata ampliata ed è diventata l’attuale chiesa parrocchiale di   San Gerardo al Corpo.

La chiesa monzese di San Gerardo al Corpo, che ne custodisce le spoglie

La salma fu riesumata quaranta giorni dopo, già in odore di santità, per iniziativa della popolazione di Olgiate Comasco e collocata in un sarcofago presso l’altare della chiesa. Nel 1740 il sarcofago fu sostituito da un’urna di cristallo con decorazioni d’argento, sostituita poi nel 1900, dentro la quale lo scheletro di Gerardo è esposto alla vista dei fedeli. L’urna è oggi collocata nella cappella al fondo del transetto destro.

Un santo amatissimo dai monzesi

La venerazione di Gerardo iniziò ben presto dopo la sua morte: è chiamato “beato” già in un documento del 1230, e “santo” in uno del 1247.  Si trattava di una venerazione popolare a cui seguì, nel 1583, la conferma ufficiale del  culto a seguito del processo di canonizzazione voluto da San Carlo Borromeo sotto papa Gregorio XIII. Lo stesso San Carlo volle essere il primo a solennizzare la festa legittimamente riconosciuta venendo a celebrare la messa del 6 giugno 1583.     

San Gerardo è invocato soprattutto dagli ammalati e dalle partorienti. L’iconografia tradizionale lo rappresenta anziano (visse circa 70 anni) e barbuto, vestito di un saio, con un bastone dal quale pende un rametto di ciliegie: una tradizione tarda (il primo scritto che ne parla è del 1695) legata a un miracolo. Si racconta infatti che il santo si trattenesse spesso in chiesa a pregare fino a tarda ora. Una sera, per convincere i canonici del Duomo a lasciarlo rimanere oltre l’orario di chiusura, promise loro un cesto di ciliegie; benché fosse pieno inverno, gliele consegnò subito la mattina successiva.

Ai suoi piedi si trova un cesto con pane, vino e uova, o una scodella con un cucchiaio, che simboleggiano la sua attività di assistenza ai poveri e agli infermi.

Una raffigurazione del santo con il bastone e le ciliegie.

La sua memoria liturgica, iscritta nel calendario dell’arcidiocesi di Milano, è il 6 giugno, anniversario della morte. In questa data si celebra a Monza la festa patronale in suo onore: tra la chiesa di san Gerardo al Corpo e il vicino ponte di san Gerardino si svolge una sagra in cui hanno un posto importante le bancarelle che vendono ciliegie, tradizionale attributo iconografico del santo. Alcuni metri a monte del ponte, la statua di san Gerardo, in piedi sopra il suo mantello, viene collocata in mezzo al fiume, a ricordo del più famoso miracolo a lui attribuito.

Nuovo studio, nuove informazioni

Le reliquie di San Gerardo dei Tintori sono arrivate all’Ospedale San Gerardo nei giorni scorsi per lo studio, autorizzato dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.

“L’iniziativa dell’arrivo delle spoglie del Santo – sottolinea il presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori Claudio Cogliati – rientra nel programma avviato dal Consiglio d’Amministrazione per la valorizzazione culturale dei beni storici e artistici della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori ed è stata valutata positivamente dalla Diocesi di Milano in coincidenza della celebrazione dell’Anno Santo Gerardiano (6 giugno 2023 – 6 giugno 2024) nella ricorrenza dell’850esimo anniversario della fondazione dell’Ospedale”.

Il programma di studio, condotto allo scopo di conoscere alcuni aspetti inediti della vita del santo – è stato redatto dal prof. Michele Riva dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca in collaborazione con la prof.ssa Cristina Cattaneo dell’Università degli Studi di Milano. I risultati verranno presentati nella loro interezza solo al termine delle indagini.

Fonti: Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori / Parrocchia di San Gerardo al Corpo (per la vita del santo)

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