Il complesso di San Giorgio in Vado presso Cividale del Friuli (Udine) – un importante monumento finora poco indagato se non limitatamente ad alcune delle opere d’arte conservate – è stato scelto quale punto focale di un Convegno internazionale che, coinvolgendo studiosi di differenti specialità e provenienti da Austria, Croazia, Italia, Slovenia e Spagna, si propone di offrire una panoramica quanto più ampia possibile sulla storia e sull’arte di questo complesso, estendendo l’indagine alle relazioni intercorse con le Comunità francescane in Friuli e nella vicina Slavia, in primis con il Convento di Kostanjevica (Nova Gorica/Slovenija). I lavori si terranno il 9 e 10 marzo 2024 nel Complesso di San Francesco a Cividale del Friuli, in piazza San Francesco (QUI il programma completo).

Una chiesa monastica ricca di affreschi
L’ex monastero di San Giorgio storicamente documentato già agli inizi del XIII secolo. Si trova a sud-ovest di Cividale del Friuli, sulla sponda sinistra del fiume Natisone, a ridosso di un punto strategico, l’attraversamento del fiume (guado) e all’esterno della cinta muraria della città ducale. A noi è giunto l’impianto, seppur modificato, di quello che doveva essere prima un monastero femminile osservante la Regola di Sant’Agostino e soppresso nel 1432, poi un convento francescano dell’ordine dei Frati Minori Osservanti, fino al 1769, data in cui termina la vita religiosa dell’area che diventa successivamente proprietà privata nel 1796.

Il complesso oggi conserva la chiesa conventuale e parte degli edifici monastici nel corso dei secoli rimaneggiati e suddivisi tra varie proprietà. È riconoscibile la struttura antica del chiostro anche se manca il lato ovest. La chiesa è la parte del complesso meglio conservata, con palinsesti di affreschi che si collocano tra il XIII e il XVII secolo.
La chiesa monastica, ad aula unica con presbiterio, cappella laterale (sacrestia) e tetto a capanna, è la parte del complesso meglio conservata, con palinsesti di affreschi che si collocano tra il XIII e il XVII secolo.

Una rara iconografia, unica in Friuli il Martirio di San Thomas Becket, è stata attribuita ad un aiuto molto vicino a Vitale da Bologna, databile al XIV secolo. Allo stesso secolo appartengono le pitture murali appartenenti al cosiddetto “Secondo Maestro di Rualis” raffigurano: un’Annunciazione; un San Giorgio ed il drago molto lacunoso; una Trinità di cui rimane soltanto il volto del Dio padre; una Maddalena portata in cielo dagli angeli; una Madonna in trono con Bambino e Santi.

All’interno di un altare tardo seicentesco è collocato un affresco di altissima qualità la Madonna dell’Umiltà, databile agli inizi del XV secolo.
Di particolare interesse una Dormitio Virginis (morte della Madonna) duecentesca collocata al di sotto dello strato raffigurante il Martirio di San Thomas Becket e due affreschi, databili tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, di rara iconografia di ambito tedesco, l’eucharisticher Schmerzensmann (Cristo eucaristico). Si tratta della testimonianza più antica, fino ad ora accertata, della presenza di tale tema in Friuli.
Sono presenti affreschi anche nell’oratorio annesso alla chiesa, raffiguranti le Storie della vita di Cristo con un’Ultima Cena, datata all’inizio del XIII secolo, è ora collocata agli inizi del XIV secolo, vicina stilisticamente agli affreschi messi in luce in facciata nell’estate del 2005, riconducibili anch’essi all’inizio del Trecento e raffiguranti un San Giorgio e la principessa ed una Crocifissione (la facciata così affrescata è una delle più antiche della Regione).
L’episodio dell’Ultima Cena rappresenta il momento del tradimento svelato. Il dipinto segue il racconto del Vangelo di Giovanni: vi si nota, l’apostolo appoggiato sul petto di Cristo, che è collocato al centro della mensa. Lo affiancano gli altri discepoli che “si guardano gli uni con gli altri” (Gv. 13, 33); due in particolar modo, alla sinistra del Cristo, alzano il dito indice interrogandosi su chi possa essere il traditore. I commensali sono collocati dietro ad una mensa di forma rettangolare, seguendo il modello occidentale, ricca di oggetti tra i quali si distinguono un’angastara ed un versatoio ligneo. Si contraddistingue nella scena la figura di Giuda, isolato ed inginocchiato davanti alla mensa, che con una mano prende il pane dal piatto e con l’altra regge la borsa dei denari.
Tra il corpus di pitture murali compaiono anche alcune testimonianze cinquecentesche e seicentesche, di particolare interesse le figure di Profeti nelle lunette, assegnabili al XVI secolo.
Nel presbiterio, sotto il pavimento attuale, è stata messa in luce l’abside della chiesa antica con pavimento in cocciopesto e la base dell’altare. A lato del muro sud dell’abside, all’interno del campanile, antico passaggio che collegava il chiostro alla chiesa, è stata rinvenuta l’area di sepoltura privilegiata in uso prima alle badesse e poi ai frati minori. Nella cappella adiacente alla chiesa, trasformata poi in sacrestia è stato messo in luce un pavimento in coccio pesto, della stessa tipologia del precedente, e anche qui una base di un altare antico. Dello stesso coccio pesto ci sono lacerti visibili anche sotto il pavimento dell’aula.
[Notizie storiche tratte dalla Carta Archeologica del FVG]
Per saperne di più su questo suggestivo monumento e sui suoi affreschi, si può leggere il volume “La chiesa di San Giorgio in Vado a Rualis. Le pitture murali (secoli XIII-XV)” di Cristina Vescul, edito nel 2010 dalla casa editrice Forum.
Un convegno internazionale di studi
Il Convegno, curato dal prof. Maurizio d’Arcano Grattoni, docente di Storia delle arti applicate, e dal dott. Francesco Fratta de Tomas, docente di Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo, presso il DIUM, è propedeutico al restauro di alcune opere d’arte presenti in San Giorgio e in particolare all’intervento riguardante l’abside (finanziato con fondi PNRR), presentando in anteprima i risultati di carattere storico-artistico e tecnico acquisiti nel corso delle indagini preliminari al restauro medesimo. Inoltre, il Convegno si inserisce in un più ampio progetto che si concluderà nel prossimo autunno con l’allestimento – nella stessa chiesa di San Giorgio – di una mostra dedicata all’arredo liturgico e alle suppellettili del Convento, con pregevoli esemplari per la maggior parte esposti per la prima volta, uniti a manufatti concessi in prestito da collezioni pubbliche e private.
Scarica il programma in PDF del convegno.
Infine, sabato 9 marzo 2024, alle ore 19.30, nella Sala degli Archi del Complesso di San Francesco (Cividale del Friuli), si terrà il Concerto Nel carisma di Francesco, del gruppo musicale InUnumEnsemble composto da Elena Modena, Ilario Gregoletto.
Ingresso libero.
Fonte: Università di Udine / Carta Archeologica del Friuli Venezia-Giulia
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