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Oltre un migliaio di monete medievali sono state scoperte in Germania, in quello che è stato definito dagli archeologi “uno dei più estesi ritrovamenti numismatici degli ultimi decenni”. Artefice del rinvenimento è un tale di nome Claus Völker, un semplice cittadino di Glottertal, nel Baden-Württemberg. Nel maggio scorso mentre erano in corso alcuni lavori nei pressi della piscina locale, ha notato in una trincea di scavo quelle che sembravano lastre di metallo e ha avvisato l’Ufficio statale per la conservazione dei monumenti (LAD), che ha subito mandato sul posto i suoi archeologi per le indagini di rito.

(©Landesamt für Denkmalpflege im Regierungspräsidium Stuttgart)

Dopo un primo intervento, sul sito sono state recuperate circa 1.000 monete, alle quali approfondendo lo scavo se ne sono aggiunte successivamente altre 600. I lavori sono stati condotti a tempo di record e tra mille problemi per via delle difficili condizioni meteorologiche e in particolare delle incessanti piogge, che rischiavano di trasformare il terreno in un mare di fango.

(©Landesamt für Denkmalpflege im Regierungspräsidium Stuttgart)

Il ritrovamento, però, è di tutto rispetto. “Si tratta principalmente di monete provenienti dalle zecche di Breisach, Zofingen e Friburgo, coniate intorno al 1320. Ci sono anche alcune monete isolate provenienti da Basilea, San Gallo, Zurigo, Laufenburg e Colmar“, ha spiegato Andreas Haasis-Berner, archeologo della LAD. Il quale ha sottolineato l’importanza storica della scoperta: “Lo studio approfondito di questo tesoretto medievale consentirà di ricavare preziose informazioni sulla circolazione delle monete nella regione della Brisgovia, così come sull’attività delle zecche, sul commercio dell’argento e sull’estrazione mineraria nel territorio di Glottertal”.

Alla fatidica domanda su quanto valesse il tesoro e quanto potesse essere ritenuto prezioso all’epoca, l’archeologo ha risposto laconicamente: “Con queste monete si sarebbe potuto comprare circa 150 pecore”. Insomma, niente male.

Foto in apertura: ©Landesamt für Denkmalpflege im Regierungspräsidium Stuttgart

Fonte: ©Landesamt für Denkmalpflege im Regierungspräsidium Stuttgart

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