È stato presentato ieri a Roma nel Complesso di Capo di Bove il volume ‘Via Appia. La strada che ci ha insegnato a viaggiare’. L’opera contiene una selezione delle fotografie scattate da Andrea Frazzetta lungo il tracciato dell’antica strada, tra Roma e Brindisi, accompagnate da testi in italiano e in inglese a cura di specialisti del Parco Archeologico dell’Appia antica.

Il volume rappresenta una nuova tappa del progetto “Via Appia. La strada che ci ha insegnato a viaggiare”, avviato lo scorso giugno con l’inaugurazione, all’interno del sito di Capo di Bove, di una stanza immersiva che, fino all’8 giugno 2025, accompagnerà lo spettatore in un coinvolgente viaggio lungo l’Appia Claudia, per mezzo di proiezioni su doppio schermo e di un racconto bilingue in cuffia.



L’opera arricchisce l’allestimento della mostra immersiva, perfezionando l’esperienza del visitatore con un pregevole carnet de voyage che si schiude lungo le pareti della sala. Un racconto per immagini costruito con le straordinarie fotografie realizzate da Andrea Frazzetta nell’ambito del reportage condotto per National Geographic, in un volume di pregio, edito da Postcart, dal particolare formato “a leporello”.
Le 41 immagini, selezionate con cura dalla photo editor Tiziana Faraoni, sono riprodotte a colori su carte Fedrigoni piegate a fisarmonica che si aprono raggiungendo un’estensione di dodici metri. Stampato da Grafiche Antiga, storica azienda italiana in provincia di Treviso specializzata nella produzione di materiali editoriali di alta qualità, su progetto grafico di Daniele Zendroni – VisiOnAir, l’opera presenta una speciale copertina materica in cartone stampato a laser, che ripropone l’identità visiva dell’intero progetto con il caratteristico basolato della strada romana. Le fotografie sono accompagnate da testi, in italiano e in inglese, redatti a cura di archeologi, architetti e storici dell’arte del Parco Archeologico dell’Appia antica, con sintetici approfondimenti su luoghi, monumenti, episodi storici, temi connessi al patrimonio materiale e immateriale dell’antica via Appia.

Un progetto che è stato ideato per celebrare il recente inserimento del sito seriale Via Appia. Regina Viarum nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
«L’inserimento dell’antica via Appia nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, come sessantesimo sito italiano, rappresenta un fondamentale riconoscimento del suo eccezionale valore storico e culturale che mi rende particolarmente felice non solo per la mia formazione di archeologo ma anche per una personale affezione al territorio di Venosa, tappa strategica lungo il percorso della via Appia Claudia, al quale si legano preziosi ricordi personali e professionali» dichiara il Direttore generale Musei, prof. Massimo Osanna.
“Via Appia. La strada che ci ha insegnato a viaggiare” è un progetto che si compone di un’esperienza digitale e immersiva e di uno speciale volume fotografico per promuovere la riscoperta del tracciato e ad accrescere la consapevolezza della sua unicità, con un racconto innovativo, accessibile e coinvolgente. «Un omaggio a un’opera unica al mondo, pionieristica infrastruttura romana la cui realizzazione ha avuto un enorme portato storico, che abbiamo voluto dedicare a Paolo Rumiz“, dichiarano i curatori Lorenza Campanella e Simone Quilici.
Lo scrittore e giornalista triestino, con il suo storico viaggio a piedi compiuto nel 2015 nell’ambito del reportage “Alla ricerca dell’Appia perduta” condotto per ‘La Repubblica’, ha infatti dato avvio a un fondamentale processo di riscoperta e valorizzazione del percorso e di un vasto territorio segnato dall’antico ma anche dalla modernità, di una strada che attraversa quattro regioni, collega il Tirreno all’Adriatico, conduce verso Oriente. Il suo appassionante racconto, prima sulle pagine di “La Repubblica” poi nel volume “Appia”, ha saputo risvegliare l’interesse e la passione di quel “popolo dell’Appia” che il fotografo Andrea Frazzetta ha ritrovato, qualche anno dopo, nel suo viaggio verso il sud:

«Questo libro sulla Via Appia è il coronamento ideale di un progetto lungo tre anni, iniziato con un incarico giornalistico per la National Geographic Society che fin dai primi passi si è rivelato essere molto più di una storia di viaggio. Nel corso del lungo cammino mi sono reso conto subito che quello che si componeva davanti ai miei occhi era il ritratto di un paese che stavo riscoprendo, attraverso una traiettoria che mi portava verso un rinnovato senso di identità. Solo un libro avrebbe potuto avere lo spazio sufficiente per restituire questo racconto. Sono felice di avere potuto realizzare questo omaggio alla regina delle strade con l’aiuto del Parco Archeologico dell’Appia Antica e questo straordinario gruppo di lavoro».
Fonte: Parco Archeologico dell’Appia antica
Immagine in apertura: Basilicata nei pressi di San Gervasio. Foto di ©Andrea Frazzetta



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