Conservare un sito archeologico complesso come Pompei è una sfida che richiede tecnologie innovative e un approccio sistematico. Il Parco Archeologico di Pompei, con il supporto del Ministero della Cultura, ha sviluppato Open Pompeii, una web app dedicata al monitoraggio continuo dello stato di conservazione del patrimonio archeologico.

Grazie a questo strumento digitale, i dati relativi a pavimenti, muri, coperture, intonaci e altri elementi costruttivi vengono raccolti e analizzati in tempo reale da un team multidisciplinare. Questo approccio consente di prevenire il degrado e di pianificare interventi mirati, risparmiando tempo e risorse.
Una città antica sotto controllo digitale
Pompei, un’area vasta con oltre 13.000 ambienti, è in gran parte esposta agli agenti atmosferici. Tradizionali metodi di monitoraggio non possono tenere il passo con l’estensione e la fragilità del sito. Open Pompeii, sviluppata in collaborazione con Visivalab e l’Università di Salerno, utilizza tecniche ispirate al monitoraggio di infrastrutture moderne, come ponti e autostrade.
L’app consente al personale del Parco di segnalare criticità in tempo reale, creando una rete di comunicazione tra archeologi, restauratori, architetti e tecnici.
Il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, sottolinea il valore della connettività digitale:
“La nostra app valorizza la tecnologia per migliorare la tutela e rendere il processo partecipativo. In futuro, prevediamo di coinvolgere anche i visitatori, trasformandoli in partner attivi nella salvaguardia del sito.”
Manutenzione pro-attiva: un modello per il futuro
Il monitoraggio sistematico è alla base della manutenzione pro-attiva, una strategia fondamentale per prevenire danni irreparabili. Il progetto è finanziato con 12 milioni di euro dai fondi di Coesione del Governo italiano, permettendo interventi flessibili e mirati grazie a un innovativo accordo quadro con operatori esterni.

Secondo il professor Luigi Petti dell’Università di Salerno:
“Ogni euro investito in manutenzione porta a risparmi significativi nel lungo termine. Con i cambiamenti climatici, la manutenzione preventiva diventa una priorità assoluta.”
Per saperne di più, sulla rivista digitale del Parco è disponibile un articolo di approfondimento sul tema (scaricabile QUI). Clicca QUI, invece, per accedere all’App.
Fonte notizia: Parco Archeologico Pompei


