Un museo che non si limita a esporre, ma si racconta e si trasforma: da oggi, 15 luglio, la Galleria Estense di Modena apre al pubblico il nuovo “Vestibolo degli Estensi”, uno spazio completamente ripensato per accogliere i visitatori all’ingresso e offrire una chiave di lettura immediata e coinvolgente sulla storia delle sue collezioni e della dinastia che le ha originate.

Un percorso innovativo e permanente, frutto dell’idea della direttrice Alessandra Necci e del lavoro congiunto di storici dell’arte, architetti, restauratori, archeologi e tecnici, pensato per raccontare l’identità dinastica, artistica e territoriale del museo.

“Si tratta di un preludio, un cambio di paradigma – spiega Necci – che mette al centro la dinastia estense e la storia delle collezioni, intrecciando la vocazione locale con una dimensione internazionale. I musei oggi devono raccontarsi, essere luoghi vivi e partecipati: storia e cultura sono bussole per orientarsi nel presente e costruire il futuro”.

Un allestimento immersivo: tra volti, luoghi e cimeli

Il nuovo vestibolo si presenta come una narrazione visiva e storica costruita su due assi principali. Il primo è una “galleria dei protagonisti” che attraversa cinque secoli di storia estense, da Borso d’Este a Francesco I d’Este, fino ad arrivare al grande storico dell’arte Adolfo Venturi, figura chiave nella rinascita della Galleria Estense come museo pubblico. Il secondo è invece una linea del tempo che intreccia il mecenatismo estense con gli snodi storici fondamentali del ducato, dall’apogeo rinascimentale di Ferrara all’esilio dell’ultimo duca, Francesco V d’Austria-Este, con la conseguente consegna delle collezioni al Regno d’Italia.

Il racconto museale si arricchisce di modelli tridimensionali che mostrano l’evoluzione del territorio estense e delle sue capitali, Modena e Ferrara, e di un modello architettonico in scala del Palazzo Ducale, oggi sede dell’Accademia Militare, portato idealmente all’interno del museo.

Protagoniste femminili e memoria visiva

Grande rilievo viene dato anche alle figure femminili della dinastia, richiamate simbolicamente da quattro cammei: tra loro Isabella d’Este, la “prima donna del Rinascimento italiano”, e Maria Beatrice d’Este, detta Mary of Modena, ultima regina cattolica d’Inghilterra.

Un’attenzione specifica, che rientra nella visione della direttrice Alessandra Necci, autrice di importanti studi sulle donne della famiglia estense: “La storia delle Este è anche una storia di donne colte, potenti, influenti. Farle emergere significa raccontare un volto spesso trascurato della nostra cultura”.

Un museo proiettato nel futuro

Il nuovo “Vestibolo degli Estensi” rappresenta solo l’inizio di una più ampia trasformazione delle Gallerie Estensi, oggi in fase di ampliamento all’interno del Palazzo dei Musei. I nuovi spazi ospiteranno sale espositive, laboratori, aree per la didattica e i servizi al pubblico, in linea con i più aggiornati standard internazionali di museografia.

Una direzione che conferma la volontà di rafforzare l’identità del museo come presidio culturale dinamico e accessibile, capace di raccontare il passato ma anche di formare cittadini consapevoli attraverso l’arte e la storia.

Per informazioni e visite: gallerie-estensi.beniculturali.it

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