Dal 5 al 9 novembre 2025, AMART – Mostra dell’Antiquariato di Milano torna al Museo della Permanente per la sua settima edizione.
Organizzata dall’Associazione Antiquari Milanesi con Promo.Ter, la rassegna conferma Milano come punto di incontro tra storia, bellezza e mercato dell’arte, riunendo 61 espositori italiani e internazionali — tra cui 13 nuovi partecipanti — che presenteranno capolavori dal Medioevo al Novecento, fino al design d’autore.

Manifesto dell'AMART 2025 con il titolo 'Pixel', raffigurante un mosaico con un pavone su sfondo blu. Include informazioni sull'esposizione di antiquariato a Milano dal 5 al 9 novembre 2025.

Ogni stand sarà un microcosmo estetico, costruito con cura dai galleristi per raccontare il valore dell’antiquariato come linguaggio ancora vitale nel presente.

Tra Rinascimento e Ottocento: le opere che raccontano l’evoluzione del gusto

Tra gli highlight di questa edizione spiccano veri gioielli della scultura e della pittura rinascimentale.
Altomani & Sons (Milano/Pesaro) presenta una preziosa Madonna col Bambino (1435-1440 ca.) in stucco dipinto e dorato di Andrea di Lazzaro Cavalcanti, detto il Buggiano, figlio adottivo di Filippo Brunelleschi. L’opera, incorniciata in un tabernacolo di 126 cm, reca l’iscrizione “Ave Maria gratia plena” e mostra una sorprendente freschezza di colore e modellato.

Carlo Orsi (Milano) porterà due tempere su tavola di Zanetto Bugatto, raffiguranti San Paolo e San Pietro, riscoperte di recente e appartenenti a un secondo polittico del pittore visconteo, mentre Lorenza Salamon espone un raro bulino originale di Albrecht Dürer, La Vergine sulla proda erbosa (1503), monogrammato e datato in lastra.

Dall’età moderna all’Ottocento, Apolloni (Roma) dedica un focus a Francesco Hayez con la mostra Francesco Hayez tra pittura, storia e letteratura. Il capolavoro esposto, Testa tagliata del Conte di Carmagnola (1834), colpisce per la potenza drammatica del realismo e il riferimento diretto alla tragedia manzoniana.
Tornabuoni Arte (Firenze) propone invece Il naufragio di Camoens di Mauro Conconi, una tela ottocentesca dal sapore epico e patriottico, già appartenuta al conte Cesare Giulini della Porta.

Capolavori da collezione: da Delacroix a Warhol

Tra le opere più curiose, Paolo Antonacci (Roma) presenta gli Studi di gatti di Eugène Delacroix, un delizioso disegno a penna e inchiostro bruno, mentre Società di Belle Arti (Viareggio/Milano) propone Dalie (1936) di Bruno Croatto, perfetto equilibrio tra realismo e astrazione.
A rappresentare l’arte contemporanea ci pensa M45 (Milano) con Shoes (1980) di Andy Warhol, serigrafia unica su carta Arches Aquarelle.

Uno sguardo internazionale: Bellotto, Masson e la scultura “diabolica”

Il respiro internazionale di AMART si rinnova anche nel 2025.
Lampronti Gallery (Monaco) esporrà Il Canal Grande, veduta da Ca’ Foscari e il Palazzo Moro Lin di Bernardo Bellotto, capolavoro veneziano del Settecento, mentre M.F. Toninelli Art Moderne (Monte Carlo) presenterà La Victime (1942) di André Masson, gouache e sabbia su legno, proveniente dalla Die Galerie di Francoforte.
Da Callisto Fine Art (Londra) arriva invece un curioso porta stendardo a forma di diavolo, copia ottocentesca in marmo bianco del celebre Diavolino di Giambologna per Palazzo Vecchietti a Firenze.

L’arte dell’arredo e dell’artigianato: dal Maggiolini ai maestri veneziani

Non mancheranno le meraviglie decorative e di design.
La Galleria Luciano Colantonio (Brescia) propone una coppia di lampade in argento di Nino Franchina (anni ’70), mentre inOpera Italian Arts (Milano) espone due eleganti tavoli da gioco di Giuseppe Maggiolini, databili al 1805, con piani reversibili e straordinari intarsi in legni esotici.
Tra i pezzi più raffinati, il tappeto Ushak Lotto del XVI secolo proposto da Mirco Cattai, raro esempio di tessitura anatolica con arabeschi blu e gialli.
E ancora: un cannocchiale veneziano del XVIII secolo in lacca policroma nello stand Piva & C., una cioccolatiera in porcellana Meissen del 1740 da Subert, e la scultura Le due tigri (1929) di Sandro Vacchetti (Manifattura Lenci) proposta da Raffaello Pernici.

Nuove presenze e graditi ritorni

Tra i 13 nuovi espositori spiccano Galleria Giampaolo Abbondio (Milano), con l’opera concettuale Inside 5 (2014) di Marco Paganini, e BKV Fine Art, che riunisce le due tele monumentali di Giovan Battista Discepoli provenienti dall’organo della chiesa di Sant’Anna a Milano.
Tornano invece protagonisti nomi di prestigio come Gian Enzo Sperone, Gilistra Japanese Art, Attilio Cecchetto Antiquario e Reve Art, che porta da Bologna la potente Urlatrice Rossa (1945) di Angelo Camillo Maine, proveniente dagli eredi dell’artista.

Un viaggio nel tempo tra arte, memoria e collezionismo

Più che una mostra, AMART è un racconto corale dell’arte come esperienza viva e continua. Dal Rinascimento a Warhol, dall’intaglio del legno alla porcellana Meissen, la fiera invita a riscoprire il valore dell’oggetto d’arte come testimone di epoche, saperi e passioni.
Un evento che unisce collezionisti, studiosi e curiosi in un unico spazio dove il passato non è nostalgia, ma dialogo costante con il presente.

Info e orari
📍 Museo della Permanente, Milano
🗓 5–9 novembre 2025
🎟 Preview e inaugurazione (su invito): martedì 4 novembre dalle 13.00 alle 22.00
🕰 Apertura al pubblico:
5–8 novembre: 11.00–20.30
9 novembre: 11.00–19.30
💶 Biglietti: intero €10 | ridotto under 26 e over 70 €5 | gratuito per Amici del Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, FAI, MuseoCity, Soci FIMA
🔗 Info: www.amart-milano.com

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