Museo Archeologico di Venezia: l’antico prende voce con le nuove audioguide digitali
Dall’Università Ca’ Foscari un contributo per valorizzazione dei reperti del Museo archeologico nazionale di Venezia. Pillole audio guideranno i visitatori alla scoperta di iscrizioni greche e latine, statue, rilievi
Entrare oggi nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Venezia significa vivere un’esperienza diversa dal passato. Non soltanto si osservano iscrizioni, statue e rilievi, ma li si ascolta. L’antico prende la parola attraverso un sistema di audioguide digitali che trasforma il percorso di visita in un racconto, pensato per accompagnare il pubblico dentro la storia con strumenti nuovi e accessibili. Una trasformazione che nasce dal progetto “Comunicare l’antico”, frutto della collaborazione tra l’Università Ca’ Foscari e i Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, sostenuto dai fondi del PNRR nell’ambito del programma CHANGES.
Il progetto è stato presentato all’inizio di dicembre e segna una tappa importante nel processo di rinnovamento del museo veneziano, sempre più orientato verso una fruizione partecipata e inclusiva del patrimonio. Grazie a semplici QR code, il visitatore può oggi accedere dal proprio smartphone a brevi narrazioni audio, della durata di pochi minuti, che raccontano una selezione di reperti tra i più significativi della collezione. Le spiegazioni sono disponibili in italiano e in inglese e offrono un primo livello divulgativo affiancato da un approfondimento storico più articolato, consentendo a ciascuno di modulare l’esperienza secondo i propri interessi.
Alla base di questo risultato c’è un lavoro corale che ha unito rigore scientifico, competenze tecnologiche e sensibilità comunicativa. I testi sono stati elaborati a partire dallo studio diretto dei reperti e tradotti in una forma narrativa capace di mantenere l’accuratezza dei contenuti senza rinunciare alla chiarezza. Le voci professionali e la cura tecnica delle registrazioni fanno il resto, trasformando l’audioguida in un vero strumento di mediazione culturale.
“Il Museo archeologico nazionale di Venezia è sempre più un luogo vivo, che cerca il dialogo con i cittadini e i visitatori di Venezia”, afferma Marianna Bressan, direttrice dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. “La collaborazione con l’Università Ca’ Foscari è ormai attiva da anni per quanto riguarda gli scavi all’interno del Parco archeologico di Altino, anch’esso parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna; questo progetto si inserisce in una visione più ampia di rinnovamento del Museo archeologico, che abbiamo iniziato ad attuare la scorsa primavera con la riapertura del Cortile dell’Agrippa e che interesserà nei prossimi mesi gli altri spazi del Museo e la proposta di attività culturali”.
“Questo progetto – dichiara Francesca Rohr, coordinatrice del progetto – rappresenta un caso di solida e proficua collaborazione tra Università e Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, nell’utilizzo virtuoso dei finanziamenti PNRR: rende fruibile alla società civile nazionale e internazionale e quindi mette a sua disposizione un patrimonio di straordinario rilievo culturale ma in alcuni casi di complessa decodificazione per un pubblico di non specialisti, restituendo questi reperti alla loro originaria funzione comunicativa e offrendo al visitatore l’opportunità per avvicinare, loro tramite, storie di un passato che è lontano ma parla ancora al nostro presente”
Questo nuovo modo di raccontare il museo si inserisce in una fase di profondo ripensamento dell’istituzione veneziana. Dal 2024 il Museo Archeologico è entrato a far parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, un nuovo istituto autonomo del Ministero della Cultura che riunisce sotto un’unica direzione diverse realtà fondamentali per la storia antica del territorio. Il percorso di rinnovamento si è già manifestato con la riapertura del Cortile dell’Agrippa e con il recupero dell’impostazione originaria voluta da Carlo Anti negli anni Venti del Novecento, che propone una lettura cronologica della scultura greca e romana dal V secolo a.C. alla tarda età imperiale.
Anche la storia stessa del museo è parte integrante di questo racconto. Le collezioni nascono infatti dalle grandi donazioni del patriziato veneziano, in primis quella di Domenico Grimani e poi del nipote Giovanni, che tra Cinque e Seicento affidarono alla Serenissima una straordinaria raccolta di antichità. Attraverso queste opere Venezia costruì nei secoli un dialogo ideale con il mondo classico, rafforzando la propria immagine di potenza culturale oltre che politica.
Sokratea di Paro, una voce dal II secolo d.C.
Tra i reperti che oggi possono essere “ascoltati” c’è una delle testimonianze più toccanti dell’intero museo: la stele funeraria di Sokratea di Paro. L’iscrizione, composta in nove distici elegiaci, mette in scena un dialogo tra la defunta e un passante. Sokratea racconta la sua vita, segnata dall’allontanamento dalla casa paterna, dal matrimonio con Parmenione, dalla nascita di due figli e infine da una morte prematura, avvenuta a trentasei anni a causa di una grave emorragia durante un parto che non si compì mai.
Il viandante, colpito dal racconto, invoca Persefone affinché la accolga con benevolenza nell’aldilà, mentre la stessa Sokratea chiude l’epigramma chiedendo protezione per chi si fermerà a salutarla. A firmare i versi è Dionysios di Magnesia.
La stele giunse a Venezia nel Cinquecento grazie al filologo Michele Sofiano, ma la sua vicenda conservativa fu dettagliata e complessa. Divisa in due parti, venne riunita solo successivamente nella collezione pubblica, lasciando ancora oggi visibile una frattura verticale che ne racconta la storia materiale. La datazione al II secolo d.C. si fonda sull’analisi paleografica.
Tecnologia e ricerca al servizio dell’antico
Progetti come “Comunicare l’antico” mostrano come il museo contemporaneo non sia più soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio di narrazione e di relazione. Le tecnologie digitali, usate con misura e intelligenza, diventano uno strumento per restituire voce a oggetti che per secoli hanno parlato solo agli specialisti. In questo modo il sapere si apre, le storie tornano a circolare e il passato smette di essere distante per farsi esperienza condivisa.
Stele opistografa in calcare. Su un lato, reca il trattato di alleanza tra Rodi e la città cretese di Hierapytna; sull’altro, la concessione di alcuni privilegi da parte di Hierapytna nei confronti di Magnesia sul Meandro e il testo di un trattato di alleanza fra Hierapytna e la vicina Lyttos.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.