Sette musei, 50.632 manufatti artistici, 18.610 metri quadrati di spazi espositivi e oltre tre milioni di visitatori nel 2025. Sono i numeri che raccontano la nascita del nuovo sistema museale Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, una delle operazioni culturali più rilevanti degli ultimi anni nel panorama italiano.
Non una semplice fusione amministrativa, ma un progetto identitario che mette in rete luoghi diversi per storia e funzione: Galleria dell’Accademia, Museo Nazionale del Bargello, Cappelle Medicee, Palazzo Davanzati, Orsanmichele, Casa Martelli e, una volta conclusi i lavori, anche l’ex chiesa di San Procolo. Una costellazione museale che attraversa Firenze e ne racconta le molteplici anime.
Una visione unitaria per un patrimonio unico
Alla guida del nuovo istituto c’è Andreina Contessa, che interpreta l’unione come una sfida culturale prima ancora che gestionale. L’obiettivo è chiaro: valorizzare le specificità di ciascun museo, rafforzandone al tempo stesso il dialogo reciproco, attraverso strumenti condivisi e una strategia orientata al pubblico.

Andreina Contessa, Direttore generale di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello
Il sistema si distingue per la più ricca collezione di opere di Michelangelo al mondo, distribuita tra Bargello, Accademia e Cappelle Medicee, ma anche per la varietà dei manufatti: dalla scultura alla pittura, dagli arazzi agli strumenti musicali, dai tessuti alle arti applicate.
Biglietto unico e orari unificati
La prima grande novità concreta riguarda l’accesso. Dal 15 marzo 2026 debutta un biglietto cumulativo valido 72 ore al costo di 38 euro, che consente di visitare tutti i musei del gruppo. È previsto anche un ticket ridotto da 26 euro per Accademia e Bargello in 48 ore, mentre è allo studio un biglietto family.
Dal punto di vista organizzativo, scompare la frammentazione degli orari: tutti i musei (con l’eccezione temporanea di Casa Martelli) saranno aperti dal martedì alla domenica, dalle 8.15 alle 18.50, favorendo una fruizione più fluida e un riequilibrio degli afflussi turistici.

Percorsi tematici: il museo diventa racconto
Dal maggio 2026 prenderanno forma tre percorsi esperienziali trasversali, pensati come veri itinerari urbani.
Il primo, NEL SEGNO DEL GENIO, segue l’evoluzione artistica di Michelangelo, dal Bacco al David, dai Prigioni alla Sagrestia Nuova, mettendo in luce innovazioni tecniche, iconografiche e simboliche.
Il secondo, FIRENZE E I SUOI SIMBOLI, legge la città attraverso immagini, santi patroni, araldica ed eroi civici, restituendo il potere comunicativo dell’arte come costruzione dell’identità collettiva.
Chiude L’ARTE DEL DETTAGLIO, un viaggio tra abiti, tessuti e ornamenti che attraversa Medioevo ed età moderna, raccontando la moda come specchio di società, scambi e rituali.
Restauri, riallestimenti e cantieri aperti
Il 2026 sarà un anno cruciale anche sul fronte dei restauri e dei riallestimenti. Ecco tutti i nuovi interventi nel dettaglio.
1. Riallestimento della Sala di Michelangelo e dell’ingresso al Museo Nazionale del Bargello
Il Museo Nazionale del Bargello sarà interessato nel corso del 2026 da un importante progetto di rinnovo e ripensamento dell’ingresso al museo, che prevederà una serie di interventi di riallestimento che coinvolgeranno tutta l’area d’ingresso, la biglietteria, la corte e l’attigua Sala di Michelangelo. Situata al piano terra e affacciata sul cortile, la sala appartiene al nucleo più antico del palazzo e in origine svolgeva funzione di ingresso, ospitando i soldati e gli araldi al servizio del Podestà. Caratterizzata da volte a crociera ribassate e da robusti pilastri in pietra forte che suddividono l’ambiente in due navate, accoglie oggi celebri opere marmoree del Buonarroti accanto a capolavori dei principali maestri del Cinquecento fiorentino – tra cui Giambologna, Benvenuto Cellini, Bartolomeo Ammannati e Baccio Bandinelli – per un totale di 54 opere, comprendenti sculture in marmo, bronzo e terracotta.

Le sculture, provenienti dalle collezioni della Galleria degli Uffizi, dalle residenze granducali e dal Giardino di Boboli, furono qui trasferite in seguito all’istituzione del Museo Nazionale del Palazzo del Bargello nel 1865. Dopo essere state esposte tra Otto e Novecento in diversi ambienti del museo, trovarono una sistemazione definitiva nella sala attuale nel 1975. La collocazione al piano terreno, in uno spazio in dialogo con la città attraverso ampie vetrate, crea un suggestivo rapporto visivo tra le opere e il contesto urbano.

Protagonisti assoluti sono i quattro capolavori di Michelangelo, rappresentativi di diverse fasi della sua carriera e del suo rinnovato interesse per modelli e generi quali la statuaria antica, con il Bacco, la quattrocentesca serie di tondi marmorei con iconografia mariana, il Tondo Pitti, insieme al David-Apollo e al Bruto. Da questo nucleo si sviluppa un percorso che attraversa i più alti esiti della scultura cinquecentesca a soggetto religioso e profano, dalla statuaria funeraria di Bartolomeo Ammannati – come le statue dell’incompiuto monumento Nari della Santissima Annunziata – ai temi mitologici di Narciso e Ganimede interpretati da Benvenuto Cellini. A completare il percorso, la figura serpentinata del monumentale Mercurio bronzeo di Giambologna, proveniente da Villa Medici a Roma.
2. I restauri in corso e in programma
Tra i nuovi cantieri che partiranno prossimamente al Bargello figurano anche il restauro del basamento del Perseo di Benvenuto Cellini (basamento marmoreo e quattro statuette in bronzo, con cantiere live nelle sale, avvio previsto a marzo 2026) e quello del Satiro con fiasca di Valerio Cioli e del Putto che pesca del Giambologna, entrambe sculture in bronzo collocate nel Verone, anch’esse interessate da un cantiere aperto al pubblico (inizio previsto ad aprile 2026).

Anche la Galleria dell’Accademia di Firenze sarà interessata da una serie di restauri di opere della collezione. Alcuni interventi sono attualmente in corso; si tratta del restauro di quattro tavole dipinte: la Madonna col Bambino, quattro angeli e santi di Spinello Aretino (conclusione prevista il 19 febbraio 2026), il Dittico di San Pancrazio di Bernardo Daddi (termine febbraio/marzo 2026), la Madonna col Bambino fra i Santi Antonio Abate, Pietro, Giuliano e Giovanni Battista del Maestro del 1416 (termine aprile 2026) e la Madonna con il Bambino in trono e Angeli dello stesso Maestro (termine luglio 2026). Nel programma rientra anche il riallestimento della Sala 4 al primo piano, destinata a diventare “deposito visitabile” e spazio dedicato allo studio, accompagnato da un controllo di tutte le opere qui conservate con conseguente manutenzione mirata.

Al Museo delle Cappelle Medicee è programmato il riallestimento dell’area di ingresso e accoglienza dei visitatori. Tra le nuove operazioni figurano la complessa depolveratura dei marmi policromi della Cappella dei Principi (inizio marzo 2026), la pulitura dei due ritratti colossali in bronzo di Ferdinando I e Cosimo II di Pietro e Ferdinando Tacca e il consolidamento e restauro della cupola e dei paramenti interni della Sagrestia Nuova di Michelangelo.

Nel Complesso di Orsanmichele sono in programma il recupero delle antiche vetrate della chiesa e dei finestroni del museo. È inoltre avviato un progetto biennale di approfondimento scientifico e conservazione sul fenomeno di corrosione attiva che interessa le sculture in bronzo del museo.
Al Museo di Casa Martelli, dopo il ricollocamento dello stemma della famiglia Martelli, sono in corso il recupero degli ambienti monumentali del secondo e terzo piano, la rifunzionalizzazione energetica (PNRR) con sostituzione degli infissi e restauro di quelli storici oltre ai depositi visibili. Tra le nuove operazioni figurano anche il restauro – e in parte la sostituzione – di tessuti e delle tappezzerie parietali delle sale della Quadreria, il recupero dei tessuti di rivestimento, il restauro degli affreschi di sei sale al piano terra e il restauro e rifacimento dei pavimenti in finto palladiano dipinto.
Continuano infine i lavori nell’ex Chiesa di San Procolo, compreso l’efficientamento energetico dell’intera struttura e il restauro delle grandi pale dipinte che vedrà lo spazio, una volta terminati tutti gli interventi, entrare ufficialmente a far parte del grande sistema museale di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello.
A completamento del programma, è previsto un significativo potenziamento del piano di manutenzione ordinaria: saranno moltiplicate le attività di depolveratura dell’intero patrimonio. Gli interventi saranno continui e programmatati secondo cicli prefissati, con una revisione complessiva di tempi, modalità operative e pianificazione.
I musei come servizio alla comunità
Accanto alla tutela, il nuovo sistema punta su didattica, inclusione e accessibilità: laboratori per le scuole, percorsi per famiglie, visite in LIS, attività per persone neurodivergenti, over 65 e pubblici fragili. Un museo che non si limita a esporre, ma costruisce relazioni e restituisce il patrimonio alla città.





