Nuovi risultati emergono dalle ricerche archeologiche nel sito di Kleidi presso Samikon, in Elide, nel Peloponneso occidentale. Qui gli scavi condotti dall’Eforato delle Antichità di Elide e dall’Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze hanno portato alla luce reperti che aiutano a comprendere meglio la funzione e la storia di un tempio arcaico distrutto da un violento incendio. Le indagini rientrano nel programma di ricerca quinquennale avviato nel 2022 e diretto dalle archeologhe Birgitta Eder ed Erofili-Iris Kolia. Lo comunica in una nota il Ministero della Cultura greco.

Il tempio arcaico di Kleidi
L’edificio sacro, probabilmente costruito nella seconda metà del VI secolo a.C., misura circa 28 metri di lunghezza e 9,5 metri di larghezza. La pianta presenta una soluzione architettonica particolare: il tempio è suddiviso in due ampie sale indipendenti, entrambe attraversate lungo l’asse da una fila centrale di colonne.

La campagna di scavo più recente si è concentrata nella sala nord-occidentale, dove già nel 2024 erano stati rinvenuti una grande iscrizione in bronzo e un perirrhanterion marmoreo quasi integro, il bacino lustrale utilizzato nei santuari greci per le abluzioni rituali prima delle cerimonie sacre.
Tracce dell’incendio e deposito di lamine bronzee
La rimozione di uno spesso livello di tegole laconiche frantumate, appartenenti al crollo del tetto, ha messo in evidenza le tracce dell’incendio che distrusse il tempio in antico.

Sul pavimento della sala gli archeologi hanno individuato numerosi reperti, tra cui un accumulo di sottili lamine di bronzo fortemente deformate dal calore e successivamente deteriorate dall’azione dell’umidità del terreno. Il contesto di ritrovamento, insieme alla grande iscrizione emersa nella precedente campagna, rafforza l’ipotesi che questo ambiente fosse utilizzato come spazio archivistico, destinato alla conservazione di documenti o dediche incise su supporto metallico.

Un grande acroterio in terracotta
Tra i ritrovamenti più significativi figurano anche tre frammenti di un acroterio discoidale in terracotta, un elemento architettonico decorativo collocato sul tetto dell’edificio.

I frammenti permettono di ricostruire un acroterio con diametro originario di almeno un metro, decorato con vernice nera e rossa e caratterizzato da fasce sovrapposte in rilievo, probabilmente parte dell’apparato ornamentale del santuario.

Le ricerche a Kleidi presso Samikon proseguiranno nei prossimi anni nell’ambito del programma scientifico in corso fino al 2026, sostenuto dalla Fondazione Gerda Henkel e dall’Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze.
Tutte le foto: copyright ©Ministero della Cultura della Grecia
📘 Fonte notizia
- 📄 Comunicato stampa ufficiale del Ministero della Cultura greco




