Nuovi risultati emergono dalle ricerche archeologiche nel sito di Kleidi presso Samikon, in Elide, nel Peloponneso occidentale. Qui gli scavi condotti dall’Eforato delle Antichità di Elide e dall’Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze hanno portato alla luce reperti che aiutano a comprendere meglio la funzione e la storia di un tempio arcaico distrutto da un violento incendio. Le indagini rientrano nel programma di ricerca quinquennale avviato nel 2022 e diretto dalle archeologhe Birgitta Eder ed Erofili-Iris Kolia. Lo comunica in una nota il Ministero della Cultura greco.

Vista aerea di un sito archeologico con strutture sotterranee visibili, comprese pietre e resti di murature.
Vista del tempio dopo il completamento dei lavori nel 2025 ©Ministero della Cultura della Grecia

Il tempio arcaico di Kleidi

L’edificio sacro, probabilmente costruito nella seconda metà del VI secolo a.C., misura circa 28 metri di lunghezza e 9,5 metri di larghezza. La pianta presenta una soluzione architettonica particolare: il tempio è suddiviso in due ampie sale indipendenti, entrambe attraversate lungo l’asse da una fila centrale di colonne.

Paesaggio naturale con una collina verde e case sparse, evidenziando un'area di scavo con rocce bianche sul terreno.
Il sito archeologico di Kleidi Samikon ©Ministero della Cultura della Grecia

La campagna di scavo più recente si è concentrata nella sala nord-occidentale, dove già nel 2024 erano stati rinvenuti una grande iscrizione in bronzo e un perirrhanterion marmoreo quasi integro, il bacino lustrale utilizzato nei santuari greci per le abluzioni rituali prima delle cerimonie sacre.

Tracce dell’incendio e deposito di lamine bronzee

La rimozione di uno spesso livello di tegole laconiche frantumate, appartenenti al crollo del tetto, ha messo in evidenza le tracce dell’incendio che distrusse il tempio in antico.

Scavi archeologici con un grande masso circolare e una pozzetta d'acqua sullo sfondo.
Lamine in bronzo ©Ministero della Cultura della Grecia

Sul pavimento della sala gli archeologi hanno individuato numerosi reperti, tra cui un accumulo di sottili lamine di bronzo fortemente deformate dal calore e successivamente deteriorate dall’azione dell’umidità del terreno. Il contesto di ritrovamento, insieme alla grande iscrizione emersa nella precedente campagna, rafforza l’ipotesi che questo ambiente fosse utilizzato come spazio archivistico, destinato alla conservazione di documenti o dediche incise su supporto metallico.

Un sigillo ovali con un'incisione che rappresenta una figura umana inginocchiata, intenta a tenere dei fiori.
Sigillo raffigurante una donna che inginocchiata che fa il bagno ©Ministero della Cultura della Grecia

Un grande acroterio in terracotta

Tra i ritrovamenti più significativi figurano anche tre frammenti di un acroterio discoidale in terracotta, un elemento architettonico decorativo collocato sul tetto dell’edificio.

Tre frammenti di ceramica su sfondo bianco, di diverse forme e colori.
Frammenti di acroterio in terracotta ©Ministero della Cultura della Grecia

I frammenti permettono di ricostruire un acroterio con diametro originario di almeno un metro, decorato con vernice nera e rossa e caratterizzato da fasce sovrapposte in rilievo, probabilmente parte dell’apparato ornamentale del santuario.

Oggetti archeologici su terreno, inclusi un manufatto circolare, un'asta e un triangolo rappresentativo, circondati da terra e detriti.
Specchio in bronzo ©Ministero della Cultura della Grecia

Le ricerche a Kleidi presso Samikon proseguiranno nei prossimi anni nell’ambito del programma scientifico in corso fino al 2026, sostenuto dalla Fondazione Gerda Henkel e dall’Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze.

Tutte le foto: copyright ©Ministero della Cultura della Grecia

📘 Fonte notizia

  • 📄 Comunicato stampa ufficiale del Ministero della Cultura greco

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