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Il futuro dei beni culturali passa sempre più attraverso la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e la collaborazione tra istituzioni. È questo il messaggio emerso dalla seconda edizione di IMARS – Viaggio nel futuro dei Beni Culturali: Sistemi Intelligenti per Monitoraggio, Recupero e Conservazione Sostenibili, ospitata ieri, 9 giugno, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

L’iniziativa, organizzata dall’Istituto per i Processi Chimico-Fisici del CNR in collaborazione con il museo reggino e promossa dal Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha riunito studiosi, direttori di musei, rappresentanti istituzionali, imprese e professionisti del settore provenienti da tutta Italia.

Tecnologie avanzate per proteggere il patrimonio

Al centro della giornata il ruolo delle nuove tecnologie nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Gli interventi hanno affrontato temi che spaziano dalla diagnostica avanzata ai materiali innovativi per il restauro sostenibile, fino alle applicazioni digitali dedicate al monitoraggio e alla tutela dei beni culturali.

Particolare attenzione è stata riservata agli strumenti di analisi non invasivi, capaci di studiare opere e reperti senza comprometterne l’integrità, alle tecnologie anticontraffazione e alle soluzioni pensate per migliorare l’accessibilità e la fruizione del patrimonio da parte del pubblico.

L’obiettivo condiviso è quello di trasformare i risultati della ricerca scientifica in strumenti concreti a disposizione di musei, archivi, biblioteche e siti archeologici.

Gruppo di persone in un ambiente interno luminoso, durante una discussione o presentazione. Alcuni partecipanti ascoltano, mentre altri sono in piedi, alcuni portano borse e uno è con un passeggino.

Ricerca e imprese per una conservazione sostenibile

Uno degli aspetti più significativi emersi durante IMARS 2026 riguarda il rafforzamento del dialogo tra mondo della ricerca e sistema produttivo. Le sessioni hanno infatti evidenziato come il trasferimento tecnologico rappresenti oggi una delle chiavi per affrontare le sfide della conservazione del patrimonio culturale.

La collaborazione tra laboratori scientifici, università e aziende consente infatti di sviluppare nuovi materiali, metodologie e dispositivi capaci di garantire interventi più efficaci, sostenibili e rispettosi delle opere.

Una visione condivisa per il futuro

Momento centrale dell’evento è stata la tavola rotonda “Rileggere il passato con la visione del futuro: ricerca applicata, trasferimento tecnologico e futuro sostenibile”, durante la quale esperti e operatori del settore hanno discusso le prospettive della tutela del patrimonio culturale nei prossimi anni.

Dal confronto è emersa la necessità di costruire reti sempre più solide tra istituzioni culturali, centri di ricerca e imprese innovative, favorendo la diffusione di competenze e tecnologie in grado di rispondere alle esigenze di conservazione di un patrimonio complesso e fragile.

Sotto lo sguardo dei Bronzi di Riace

La giornata si è conclusa con la visita guidata “Passeggiata con il Direttore: sotto lo sguardo dei Bronzi di Riace, un momento che ha consentito ai partecipanti di confrontare le riflessioni emerse durante il convegno con uno dei più importanti patrimoni archeologici italiani.

Per il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano, ospitare IMARS rappresenta un’occasione fondamentale per rafforzare il dialogo tra ricerca, innovazione e patrimonio culturale, elementi oggi indispensabili per rendere musei e collezioni sempre più accessibili e sostenibili.

Sulla stessa linea la coordinatrice dell’iniziativa, Rosina Celeste Ponterio dell’IPCF-CNR, che ha evidenziato il valore di una rete interdisciplinare capace di mettere in relazione istituzioni, imprese e comunità scientifica per sviluppare soluzioni innovative a tutela dei beni culturali.

Il patrimonio culturale come laboratorio di innovazione

La seconda edizione di IMARS conferma come il patrimonio culturale non rappresenti soltanto una memoria del passato, ma anche un terreno privilegiato per sperimentare tecnologie e modelli di sviluppo sostenibile.

La collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e il CNR si inserisce proprio in questa prospettiva, consolidando un percorso che vede nella ricerca scientifica uno strumento essenziale per garantire la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale delle future generazioni.

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  • 📄 Fonte: Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ✅

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