I fondali di Lampedusa continuano a rivelare importanti testimonianze del passato. Nell’ambito delle attività di tutela del patrimonio culturale sommerso, la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, insieme ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, al Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina e alla motovedetta dei Carabinieri di Lampedusa, ha condotto una significativa operazione di ricognizione e recupero archeologico.

Le attività si sono concentrate in due diverse aree dell’isola e hanno portato al recupero di reperti databili tra la tarda età repubblicana romana e il periodo tardoantico. I materiali, trovandosi a bassa profondità e in parte dissabbiati, risultavano particolarmente esposti al rischio di essere depredati.
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Anfore e reperti recuperati a Cala Guitgia
Nel tratto di mare antistante Cala Guitgia, tra i 100 e i 200 metri dalla costa e a profondità comprese tra 3 e 6 metri, sono stati recuperati 44 reperti archeologici. Tra questi figurano due anfore da trasporto parzialmente conservate, numerosi frammenti di colli, anse e puntali di anfore, oltre a un manufatto in piombo probabilmente utilizzato come peso da rete o collegato alle operazioni di recupero delle ancore.

Ritrovamenti anche al Molo della Madonnina
Ulteriori rinvenimenti sono avvenuti nei pressi del Molo della Madonnina, dove gli archeologi hanno recuperato altri otto reperti a profondità comprese tra 8 e 10 metri. Il gruppo comprende tre anfore frammentarie, una contromarra in piombo, un puntale di anfora da trasporto e diversi materiali ceramici.
Possibili relitti sotto la sabbia
Durante le operazioni, gli specialisti hanno inoltre individuato anomalie sotto lo strato sabbioso che potrebbero appartenere a strutture di relitti sommersi. Le evidenze saranno oggetto di future indagini per verificarne la natura e il valore archeologico.



L’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato ha sottolineato come l’intervento dimostri l’importanza della collaborazione tra istituzioni nella salvaguardia del patrimonio culturale subacqueo, permettendo di preservare e valorizzare testimonianze storiche che il mare custodisce da secoli.

I reperti sono stati affidati agli organi competenti per le operazioni di studio, catalogazione e conservazione, in vista di una futura valorizzazione scientifica e pubblica.
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- 📄 Fonte: Regione Siciliana ✅






