Una piccola tavoletta di piombo scoperta nei Paesi Bassi sta offrendo nuove prospettive sul mondo della magia e delle credenze religiose nell’Impero romano. Il reperto, rinvenuto durante scavi archeologici a Heerlen, antica città romana di Coriovallum nella provincia della Germania Inferiore, è stato recentemente decifrato dagli studiosi dell’Università di Heidelberg.
Datata al II secolo d.C., la tavoletta appartiene alla categoria delle cosiddette defixiones (katadesmoi in greco), iscrizioni utilizzate nell’antichità per lanciare maledizioni o invocare l’intervento di forze soprannaturali contro nemici, rivali o avversari.
Coriovallum era un importante insediamento militare e commerciale romano situato nell’attuale città di Heerlen, nei Paesi Bassi. Sorse attorno al I secolo d.C. all’incrocio strategico di due grandi arterie stradali, la Via Belgica e la Via Traiana.
Un testo greco in “stile egizio”
L’aspetto più sorprendente della scoperta è la lingua utilizzata. Mentre la maggior parte delle tavolette contenenti maledizioni rinvenute nell’Europa settentrionale presenta iscrizioni in latino, quella di Heerlen contiene un testo in greco antico che richiama chiaramente tradizioni magiche sviluppatesi in Egitto.
Gli studiosi hanno identificato invocazioni rivolte a divinità e demoni, accompagnate da simboli magici noti come characteres, segni considerati capaci di trasmettere il messaggio agli esseri soprannaturali chiamati in causa.
La maledizione contro quattro schiavi
L’iscrizione menziona quattro individui definiti “schiavi”: due uomini dai nomi latini e due donne dai nomi greci. Secondo gli specialisti, la tavoletta potrebbe essere stata utilizzata per maledire queste persone oppure, al contrario, per invocare una maledizione in loro favore contro un avversario il cui nome non è stato specificato.
Particolarmente interessante è la presenza contemporanea di nomi appartenenti a differenti tradizioni culturali. Questo elemento suggerisce un ambiente fortemente multiculturale, tipico delle province romane, dove individui provenienti da regioni diverse dell’Impero vivevano e lavoravano fianco a fianco.
Magia e religione nel mondo romano
Secondo gli studiosi di Heidelberg, la scoperta testimonia la diffusione delle pratiche magiche egizie ben oltre i confini della valle del Nilo. Nei primi secoli dell’era cristiana, tradizioni religiose e magiche provenienti dall’Egitto, dal Vicino Oriente e dal mondo ebraico si diffusero progressivamente in tutto l’Impero romano, fondendosi tra loro.
L’Egitto, in particolare, era considerato una delle principali culle delle pratiche magiche antiche. Alcuni rituali legati alla protezione e alla guarigione erano socialmente accettati e celebrati in pubblico, mentre formule volte a danneggiare altre persone venivano generalmente eseguite in segreto.
“Non si può escludere che una delle due donne fosse l’autrice dell’iscrizione e che avesse portato con sé dall’Egitto romano la presunta capacità di comunicare con le potenze divine attraverso tali maledizioni”, afferma Julia Lougovaya, ricercatrice associata presso l’Istituto di Papirologia.
Tecnologia moderna per leggere il passato
La decifrazione è stata resa possibile grazie alla tecnica della Reflectance Transformation Imaging (RTI), un sistema fotografico avanzato che combina immagini illuminate da diverse angolazioni. Questo metodo consente di evidenziare anche le più piccole incisioni sulla superficie del metallo, rendendo leggibili testi altrimenti invisibili.
Grazie a questa tecnologia, i ricercatori sono riusciti a distinguere chiaramente i diversi gruppi di caratteri presenti sulla tavoletta e a ricostruirne il contenuto.
Un documento prezioso per la storia della magia antica
La tavoletta di Heerlen offre nuove informazioni sulla circolazione delle pratiche magiche tra il Mediterraneo e le province settentrionali.
Dopo gli studi scientifici, il reperto entrerà a far parte delle collezioni del museo di Heerlen, dove sarà esposto al pubblico. L’iscrizione, decifrata presso l’Istituto di Papirologia dell’Università di Heidelberg, sarà resa disponibile in una pubblicazione scientifica, in modo da essere accessibile ai ricercatori per ulteriori studi.
Immagine in aperura: La tavoletta con la maledizione (© Elke Fuchs, Istituto di papirologia, Università di Heidelberg)
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Università di Heidelberg ✅





