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Il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina (FC) inaugura una nuova fase della sua storia. Dal 23 giugno 2026 il pubblico può visitare le sale completamente rinnovate grazie a un importante intervento di restauro e riallestimento che ha interessato sia l’edificio sia il percorso espositivo.

Foto: MiC

L’investimento complessivo, pari a 1,5 milioni di euro, ha permesso di migliorare la sicurezza sismica della struttura, rinnovare gli ambienti museali e introdurre nuovi strumenti dedicati all’accessibilità, offrendo un’esperienza di visita più coinvolgente e inclusiva.

Un viaggio dalla preistoria alla tarda antichità

Fondato nel 1890, il museo – in Via Cesio Sabino, 39 – è uno dei più antichi dell’Emilia-Romagna e custodisce le testimonianze archeologiche dell’antica Sassina, la città romana che diede i natali al celebre commediografo Tito Maccio Plauto intorno al 254 a.C.

Foto: MiC / Museo Archeologico Sarsina / Ornella De Carlo

Il nuovo percorso accompagna i visitatori attraverso un lungo arco cronologico, dalla preistoria fino alla tarda antichità, mantenendo al centro il periodo di massimo splendore della città romana.

Le collezioni si sono formate nel corso dei secoli grazie agli scavi e ai ritrovamenti effettuati nel territorio, in particolare nella necropoli di Pian di Bezzo, dove tra Ottocento e Novecento emersero monumenti funerari di eccezionale imponenza.

I capolavori del museo

Tra le opere più spettacolari spiccano i monumentali mausolei romani, ricomposti all’interno del museo nel 1990. Fra questi si distinguono i sepolcri di Obulacco, Virginio Peto e Rufus, quest’ultimo alto quasi quattordici metri e tanto imponente da richiedere la costruzione di uno spazio espositivo dedicato.

Foto: MiC

Il percorso comprende inoltre stele funerarie con preziose iscrizioni, importanti sculture romane e alcuni autentici capolavori dell’arte musiva, come il celebre Trionfo di Dioniso e l’Ercole ebbro, provenienti da lussuose domus della città.

Di particolare pregio anche i reperti mobili, tra cui una raffinata tazza in vetro policromo, il bronzetto raffigurante il Ratto di Europa e numerosi servizi da mensa in terra sigillata e ceramica invetriata.

Un museo più moderno e accessibile

Il progetto di riqualificazione ha interessato circa 1.600 metri quadrati distribuiti su tre livelli.

Il nuovo allestimento, progettato dallo studio Balletti&Sabbatini Architetti, utilizza una palette cromatica essenziale che valorizza la presenza dei reperti: tonalità grigio-azzurre al piano terra e colori più caldi ai livelli superiori accompagnano il visitatore lungo il percorso.

Foto: MiC / Museo Archeologico Sarsina / Ornella De Carlo

Anche il sistema di illuminazione è stato completamente ripensato per migliorare la leggibilità delle opere e creare un’esperienza di visita più immersiva.

Grande attenzione è stata dedicata anche alla comunicazione museale. I nuovi pannelli, realizzati da FrameLAB dell’Università di Bologna, propongono contenuti in italiano e inglese e utilizzano codici cromatici per facilitare la comprensione delle diverse sezioni.

Inclusione e nuove tecnologie

Grazie ai finanziamenti del PNRR, il museo introduce numerose soluzioni dedicate all’accessibilità.

Tra le novità figurano un video introduttivo disponibile anche in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e un percorso visuo-tattile progettato per consentire una fruizione più ampia del patrimonio anche ai visitatori con esigenze specifiche.

Foto: MiC

Dal 24 giugno prenderà inoltre il via un ricco programma di valorizzazione realizzato in collaborazione con il Comune di Sarsina, che comprenderà visite guidate, laboratori, conferenze, eventi musicali e attività per il pubblico di tutte le età.

Il rinnovamento del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina restituisce così nuova centralità a uno dei più importanti musei archeologici dell’Emilia-Romagna, offrendo un percorso capace di coniugare ricerca scientifica, valorizzazione del patrimonio e accessibilità.

Foto: MiC / Museo Archeologico Sarsina / Ornella De Carlo

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