Un importante complesso archeologico risalente al Secondo Periodo Intermedio è stato riportato alla luce a Tell el-Koua, nel governatorato di Ismailia, nel Delta orientale dell’Egitto. Lo rende noto il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano. Gli archeologi hanno scoperto un articolato insediamento composto da necropoli, abitazioni, strutture produttive e aree di stoccaggio, offrendo nuove informazioni sull’organizzazione della vita lungo uno dei principali corridoi di collegamento tra il Delta del Nilo e il Sinai durante il dominio degli Hyksos e la successiva nascita del Nuovo Regno.

Dieci tombe e un quartiere residenziale
La missione archeologica egiziana ha individuato dieci tombe costruite in mattoni crudi, riconducibili alla XV dinastia, che governò parte dell’Egitto durante il Secondo Periodo Intermedio. Le sepolture presentano tipologie differenti: alcune sono rettangolari e ricordano le tradizionali mastabe, mentre altre conservano facciate decorate e particolari elementi architettonici.


Accanto alla necropoli è emersa una vasta area residenziale di circa 30 x 60 metri, delimitata da un muro in mattoni crudi spesso un metro e mezzo. Al suo interno sono stati identificati ambienti regolari con sale e stanze di varie dimensioni, affiancati da numerosi forni e silos destinati allo stoccaggio delle derrate alimentari.
Un centro produttivo e commerciale nel Delta orientale
Secondo gli archeologi, il sito testimonia l’esistenza di un insediamento pienamente organizzato, dotato di abitazioni, magazzini, impianti produttivi e aree funerarie.

La posizione strategica di Tell el-Koua, lungo il Wadi Tumilat, conferma il ruolo di questo corridoio come importante via di comunicazione tra il Delta orientale e le frontiere orientali dell’Egitto. Alcuni recipienti ceramici rinvenuti durante lo scavo presentano infatti marchi di produzione e sigilli che suggeriscono l’esistenza di estese reti commerciali e fanno ipotizzare che l’insediamento svolgesse la funzione di centro di distribuzione delle merci.
Scarabei, bronzi e una sepoltura insolita
Tra i reperti recuperati figurano scarabei, utensili in bronzo, vasi in ceramica, contenitori cosmetici in alabastro e bottiglie decorate nello stile tipico di Tell el-Yahudiya, una caratteristica produzione ceramica del Secondo Periodo Intermedio.

Le indagini antropologiche preliminari sui resti umani hanno evidenziato individui di età compresa tra i 25 e i 40 anni, con differenti pratiche funerarie. Accanto ai defunti sono stati rinvenuti numerosi resti di animali, interpretabili come residui di consumo alimentare o offerte deposte durante i rituali funebri.

Particolarmente interessante è il ritrovamento, per la prima volta nel sito, di alcune sepolture al di fuori delle tombe in mattoni crudi, tra cui individui deposti in posizione rannicchiata. Si tratta di una modalità funeraria inconsueta per il contesto, che sarà oggetto di ulteriori studi.

Un insediamento utilizzato fino al Nuovo Regno
Le evidenze archeologiche indicano che Tell el-Koua continuò a essere frequentato almeno fino alla metà della XVIII dinastia, documentando la continuità dell’occupazione durante il delicato passaggio dal dominio degli Hyksos all’affermazione del Nuovo Regno.




Lo studio della ceramica testimonia inoltre un’intensa attività quotidiana, con una prevalenza di vasellame da tavola seguita da recipienti destinati alla preparazione dei cibi, offrendo uno spaccato della vita degli abitanti del sito.
Con i suoi circa 55 ettari di estensione, Tell el-Koua si conferma così uno dei principali siti del Secondo Periodo Intermedio nel Delta orientale, destinato a fornire nuove informazioni sull’evoluzione degli insediamenti, delle attività economiche e delle reti commerciali dell’antico Egitto.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Ministero del Turismo e delle Antichità ✅






