A 14 anni dal sisma durante il quale subì gravi danni, il Castello Estense di Ferrara torna a essere un cantiere. Non è una coincidenza da poco: proprio il 29 settembre, giorno di San Michele, nel 1385 il marchese Nicolò II d’Este diede a Bartolino da Novara l’incarico di costruire la fortezza che sarebbe diventata il simbolo della città emiliana.
Ora, 641 anni dopo, sulle sue mura tornano impalcature e ponteggi. I lavori, partiti dalla via Coperta, dureranno 1.460 giorni, con conclusione prevista per il 31 agosto 2030. L’intervento vale complessivamente 16,2 milioni di euro e riguarda la riparazione delle lesioni provocate dal terremoto del 2012, il miglioramento della risposta sismica dell’edificio, il restauro e la riorganizzazione di alcuni spazi destinati al museo.
Dal sisma a un nuovo percorso museale
Il terremoto del maggio 2012 aveva lasciato lesioni e danni a diversi livelli del Castello. Il nuovo intervento prevede il rifacimento delle coperture e dei solai del secondo piano, la riparazione delle strutture danneggiate e una serie di opere necessarie a migliorare il comportamento dell’intero edificio in caso di terremoto.

Una parte importante del progetto riguarda anche gli impianti del secondo piano, che dovranno essere adeguati alla nuova destinazione espositiva. Il Castello, quindi, non sarà interessato soltanto da un’opera di riparazione: il cantiere servirà anche a modificare gli spazi attraverso i quali il pubblico conosce il monumento.
I lavori procederanno per fasi, interessando progressivamente le diverse ali del complesso. L’obiettivo è mantenere, per quanto possibile, il percorso museale e le attività culturali durante l’avanzamento del cantiere, separando le aree di lavoro da quelle accessibili ai visitatori.
È una scelta tutt’altro che secondaria per il monumento più visitato di Ferrara: invece di chiudere il Castello per tutta la durata dell’intervento, il progetto punta a far convivere restauro e visita, naturalmente nelle condizioni di sicurezza necessarie.
Un cantiere da 16,2 milioni di euro
A finanziare l’intervento sono Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Provincia di Ferrara, proprietaria del Castello. Il quadro economico è stato ricostruito nel 2024, quando sono stati aggiunti 3 milioni di euro del Ministero, 3 milioni della Regione e 1 milione della Provincia, oltre ai 2,5 milioni già disponibili attraverso i fondi assicurativi legati al terremoto.

I lavori sono stati affidati al raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla veneziana Lares – Lavori di restauro, insieme a VF Costruzioni e Restauri, Lithos e IMartini. La gara, alla quale erano state ammesse 45 candidature per un totale di 116 imprese provenienti da dieci regioni italiane, si è conclusa con l’aggiudicazione del 5 maggio 2026. Il cantiere è stato consegnato il 2 settembre.
Non è però la prima volta che il Castello viene sottoposto a interventi dopo il terremoto. Già nel 2014 la Provincia aveva messo in sicurezza le quattro torri e le lanterne, la scala elicoidale del cortile d’onore e il rivellino sud, con una spesa di circa 1,1 milioni di euro.
Questa volta il progetto ha un respiro molto più ampio. E mentre il cantiere avanzerà da un’ala all’altra, il Castello continuerà a essere anche un museo e un luogo della vita culturale ferrarese. La sfida dei prossimi quattro anni sarà quindi doppia: curare le strutture di un edificio nato come fortezza nel 1385 e continuare a renderlo accessibile a chi lo visita oggi.
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Data di pubblicazione registrata: 29/09/2026 13:11
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