Un importante (e finora sconosciuto) complesso termale di età tolemaica, e poi ristrutturato in epoca romana, emerge a Tell Nasser, in Egitto. A riportarlo alla luce una missione archeologica del Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, che ha scoperto il complesso di strutture balneari nel corso della prima campagna di scavo sistematica nell’area.

La scoperta rappresenta un’importante testimonianza dello sviluppo urbanistico e dei servizi pubblici nel Delta orientale del Nilo. Situato circa 40 chilometri a sud di Port Said, il sito conserva inoltre tracce di un insediamento ancora più antico, precedente alla fondazione del complesso termale.

Secondo il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, la scoperta contribuisce a ricostruire l’evoluzione dell’occupazione del territorio e delle infrastrutture tra la fine del IV secolo a.C. e il II secolo d.C.
Bagni pubblici e privati con un avanzato sistema idraulico
Il complesso è costituito da una zona termale pubblica, una struttura privata e da un articolato sistema di approvvigionamento e drenaggio delle acque.
L’area privata comprende una vasca circolare del diametro di circa 2,5 metri, costruita in mattoni cotti e rivestita con uno speciale intonaco rosa impermeabile, due pediluvi ovali, una rete di canali di scarico e un edificio che gli archeologi ritengono destinato al riscaldamento dell’acqua.

La parte pubblica è invece composta da due grandi ambienti circolari (tholos) del diametro di circa cinque metri. Uno di essi conserva cinque postazioni per pediluvi, tre delle quali in ottimo stato di conservazione, complete di schienali, braccioli e incavi destinati ai piedi. Completano la struttura tre vasche rettangolari, un bacino semicircolare per la distribuzione dell’acqua, pavimentazioni in malta antiscivolo e un articolato sistema di scarico.

Lunga continuità d’uso tra età tolemaica e romana
Le analisi stratigrafiche indicano che il sito era già occupato tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C., come dimostrano ceramiche cipriote e anfore greche rinvenute nei livelli più antichi.
Il complesso termale sarebbe stato edificato alla fine del I secolo a.C. e rimase in funzione per almeno due secoli, subendo numerosi interventi edilizi durante il dominio romano senza perdere la propria funzione originaria.

In una fase successiva della tarda età romana, parte dell’edificio venne riconvertita a magazzino, come testimoniano le numerose anfore di Gaza ritrovate negli ambienti.
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Anfore, lucerne e ceramiche raccontano la storia del sito
Gli scavi hanno restituito un ricco insieme di reperti, tra cui sigilli di anfore rodie con iscrizioni greche, anfore importate e locali, brocche, coppe, lucerne, piatti e vasellame da mensa appartenenti sia all’epoca tolemaica sia a quella romana.


È stata inoltre individuata una condotta principale in mattoni lunga circa sei metri, costruita sopra il livello del terreno per proteggere l’acqua durante il trasporto e in parte coperta da una volta in laterizi. Al di sotto è emerso un sistema idraulico ancora più antico, insieme ai resti di edifici residenziali, confermando che Tell Nasser conobbe diverse fasi di sviluppo urbano.


La scoperta rappresenta uno dei più significativi contributi degli ultimi anni allo studio dell’architettura termale ellenistica e romana nel Delta del Nilo e offre nuovi elementi per comprendere l’organizzazione degli insediamenti dell’Egitto settentrionale.
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