La città etrusca di Kainua, l’antica Marzabotto, continua a restituire testimonianze straordinarie del proprio passato. La XXXIX campagna di scavo condotta dall’Università di Bologna ha infatti portato alla luce un eccezionale pozzo rituale nell’area sacra urbana dedicata alla dea Uni, una scoperta destinata ad arricchire la conoscenza della religione e dei rituali di fondazione delle città etrusche.
Il ritrovamento è stato reso noto dal Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto.
Per l’eccezionale stato di conservazione dei reperti e per il contesto archeologico, rappresenta uno dei risultati più significativi degli ultimi anni nel sito di Kainua.
Un deposito votivo rimasto intatto per oltre 2.500 anni
Lo scavo del pozzo, realizzato con la collaborazione del Gruppo Ravennate Archeologico (G.R.A.), ha restituito sul fondo un insieme di reperti di straordinario interesse.

Tra questi spiccano due statuette femminili in bronzo e un rarissimo piatto bronzeo, conservatisi in condizioni eccezionali tanto da mantenere ancora l’originaria brillantezza del metallo.
Secondo gli archeologi, gli oggetti costituiscono un deposito votivo deposto durante il rituale di fondazione del pozzo, databile tra la fine del VI e i primi decenni del V secolo a.C., negli stessi anni in cui veniva fondata la città etrusca di Kainua.
La scoperta offre così una preziosa testimonianza delle cerimonie religiose che accompagnavano la nascita dei grandi centri urbani dell’Etruria padana.

Due scheletri segnano la chiusura rituale del pozzo
Le sorprese non si sono fermate alle offerte votive. Gli archeologi hanno infatti rinvenuto due scheletri umani appartenenti ad adulti, interpretati come parte di un successivo rito di chiusura della struttura.
La presenza dei resti umani indica che il pozzo continuò a svolgere una funzione simbolica anche dopo il termine del suo utilizzo pratico, assumendo un ruolo centrale nelle pratiche rituali della comunità.
Questa sequenza di deposizioni permette di ricostruire le diverse fasi della vita del monumento, dalla sua consacrazione fino alla sua definitiva dismissione.

L’acqua come elemento sacro nella città etrusca
La scoperta modifica in modo significativo l’interpretazione della struttura. Il pozzo non era infatti destinato esclusivamente all’approvvigionamento idrico, ma rappresentava uno spazio dal forte valore religioso, strettamente connesso al culto dell’acqua, alla dea Uni e ai rituali che accompagnavano la fondazione e la vita della città.
L’associazione tra offerte votive, bronzi di pregio e deposizioni rituali conferma il ruolo simbolico attribuito alle risorse idriche nel mondo etrusco e offre nuovi elementi per comprendere la complessa relazione tra paesaggio, religione e organizzazione urbana.
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I reperti saranno esposti al Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto
Il risultato della campagna di scavo è frutto della consolidata collaborazione tra l’Università di Bologna, i Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna e il Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto.
Dopo le necessarie analisi scientifiche e gli interventi conservativi, i nuovi reperti saranno esposti al museo, consentendo al pubblico di ammirare uno dei più importanti ritrovamenti recentemente effettuati nell’antica Kainua.
Il pozzo rituale aggiunge così un nuovo tassello alla conoscenza della città etrusca meglio conservata d’Italia, confermandone il ruolo centrale nello studio della civiltà etrusca della Pianura Padana.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto ✅





