Dopo essere entrata nel patrimonio pubblico nel 2022, la Villa dei Tritoni di Roma è tornata al centro della ricerca archeologica. Dal 16 settembre il Parco Archeologico dell’Appia Antica e l’Università degli Studi di Ferrara stanno conducendo la prima campagna di scavo all’interno del complesso di via Appia Antica 55, concentrandosi su un settore della villa che finora non era mai stato indagato.

Le prime settimane hanno già portato alla luce strutture murarie in opera reticolata e tracce di diverse fasi di frequentazione. Lo scavo ha anche una componente didattica: alle attività partecipano studentesse e studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale in Archeologia dell’Università di Ferrara, affiancando i ricercatori sul campo.
La direzione scientifica è affidata a Luigi Scaroina, direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica. Sul terreno lo scavo è diretto da Stefano Roascio, funzionario archeologo del Parco, e da Rachele Dubbini, professoressa associata di Archeologia classica all’Università di Ferrara.
Una villa romana costruita e trasformata nel tempo
La Villa dei Tritoni si trova all’incrocio tra via Appia Antica e via della Caffarella. Oggi il complesso comprende anche un casale di origine tardomedievale, costruito sopra le strutture di una precedente residenza romana.
Gli scavi e le indagini condotte in passato avevano già documentato ambienti in opera reticolata e laterizia, una struttura circolare e spazi ipogei, appartenenti a diverse fasi edilizie comprese tra l’età repubblicana e il IV secolo d.C. Il nuovo scavo si concentra invece su un edificio di notevoli dimensioni, posto a breve distanza dal nucleo principale della villa.

Una delle testimonianze più spettacolari del complesso è il mosaico pavimentale dal quale deriva il nome della villa. Il pavimento, realizzato nel III secolo d.C., decorava un grande ambiente di rappresentanza, probabilmente un ninfeo, e raffigura un corteo marino popolato da tritoni, ittiocentauri e altre creature associate al mondo di Nettuno.
La composizione è realizzata in tessere bianche su fondo nero e prevedeva anche la presenza dell’acqua sul pavimento, che ne accentuava l’effetto dinamico. Il mosaico appartiene a una delle ultime fasi monumentali conosciute della villa.
Il nuovo scavo dovrà ora chiarire quando venne costruito l’edificio appena indagato, quali funzioni avessero i suoi ambienti e come fosse collegato al resto della residenza.
Dal vincolo archeologico all’acquisizione pubblica
I resti romani furono scoperti negli anni Settanta, durante lavori di ristrutturazione del casale. Nel 1982 il Ministero impose sul complesso un vincolo archeologico. Dopo alcune aste andate deserte, proprio quel vincolo consentì allo Stato di esercitare il diritto di prelazione.

Nel 2022 l’area, estesa per circa un ettaro tra via Appia Antica e la valle della Caffarella, è così entrata nel patrimonio dello Stato ed è stata affidata al Parco Archeologico dell’Appia Antica. La nuova acquisizione ha anche un’importanza strategica per il futuro, perché potrà creare un collegamento diretto con la valle della Caffarella.
La villa apre per l’Appia Day
La Villa dei Tritoni sarà eccezionalmente aperta al pubblico in occasione dell’Appia Day, sabato 3 ottobre dalle 10 alle 18 e domenica 4 ottobre dalle 10 alle 14, senza prenotazione e con accesso contingentato all’area del mosaico.
Per l’occasione sarà possibile entrare anche nel cantiere di scavo. Le visite guidate, curate dall’Università di Ferrara, sono previste sabato e domenica alle 10 e alle 11 e permetteranno di osservare direttamente il lavoro degli archeologi e i primi risultati della campagna. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria.
Un’ulteriore apertura del cantiere è prevista per sabato 10 ottobre, con due turni alle 10 e alle 11 e un massimo di 30 partecipanti per ciascun turno. Le informazioni sulle prenotazioni saranno diffuse dal Parco Archeologico dell’Appia Antica e dai canali del progetto Appia Antica 55.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Parco Archeologico dell’Appia Antica
Questo contenuto è protetto da marcatura temporale decentralizzata. L’impronta digitale del testo è registrata per garantirne l’integrità e la data certa di pubblicazione.
Data di pubblicazione registrata: 01/10/2026 15:41
Verificabile in conformità con i protocolli internazionali di informazione certificata OpenTimestamps.




