Sotto gli affreschi rinascimentali della Collegiata di Castiglione Olona, in provincia di Varese, stanno emergendo testimonianze di una storia molto più antica. Le indagini archeologiche condotte nell’area del Museo della Collegiata hanno individuato le fondazioni dell’antico castrum e una vasca circolare interpretabile come un fonte battesimale, precedente all’edificio quattrocentesco. Due ritrovamenti che aprono nuove prospettive di ricerca sulle origini del borgo e sulla presenza di una comunità cristiana sul colle.

Le scoperte rientrano nel progetto Archeologia per il futuro della Collegiata, promosso dalla Parrocchia con il contributo di Regione Lombardia, risorse proprie e il sostegno di donatori privati. Gli scavi sono affidati ad Archeo Solutions sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese.
Il complesso è noto soprattutto per la stagione artistica promossa nel Quattrocento dal cardinale Branda Castiglioni, che affidò la decorazione della Collegiata a maestri come Masolino da Panicale, Paolo Schiavo e il Vecchietta. Le nuove evidenze permettono di ampliare il racconto del sito, spostando l’attenzione sulle fasi precedenti alla sua trasformazione rinascimentale.
Le fondazioni del castrum: le origini fortificate di Castiglione Olona
Nel cortile del complesso sono riemersi importanti resti murari attribuiti, in via preliminare, a una fortificazione di età tardoantica o altomedievale. Le strutture sono realizzate con ciottoli legati da una malta particolarmente resistente e presentano dimensioni che suggeriscono un intervento edilizio articolato, eseguito con competenze tecniche specifiche.
Il termine castrum indica un insediamento fortificato: la sua presenza sul colle costituisce un elemento importante per ricostruire le prime fasi dello sviluppo di Castiglione Olona. La fortificazione è attestata dalle fonti scritte almeno dal 1071, ma le strutture appena individuate potrebbero documentare fasi più antiche.

La cronologia precisa dei muri resta da definire attraverso lo studio archeologico. Per questo la Soprintendenza intende reperire le risorse necessarie a uno scavo in estensione nel cortile, che permetta di comprendere meglio l’organizzazione della fortificazione e le sue trasformazioni nel tempo.
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Sotto il Battistero una vasca circolare di circa 80 centimetri
Il ritrovamento più significativo per la storia religiosa del complesso è avvenuto sotto il Battistero quattrocentesco. Qui gli archeologi hanno individuato una vasca circolare scavata nel terreno, del diametro di circa 80 centimetri, più antica dell’edificio che la sovrasta.
La struttura è stata identificata come un antico fonte battesimale, ma la sua datazione è ancora in corso di definizione. Saranno le nuove indagini a chiarire quando venne realizzata, come fu utilizzata e quali rapporti avesse con le strutture circostanti.

Il dato è particolarmente interessante perché le fonti scritte attestano il diritto di battezzare a Castiglione Olona almeno dal 1173. Il confronto tra questa documentazione e le evidenze archeologiche potrebbe contribuire a ricostruire le fasi più antiche dell’organizzazione religiosa locale.
Gli approfondimenti dovranno inoltre verificare i rapporti tra la vasca e le strutture riconducibili alla scomparsa chiesa di San Pietro in castro, un ulteriore elemento per comprendere l’evoluzione dell’area prima della costruzione degli edifici quattrocenteschi.
Nuovi scavi finanziati dal Ministero della Cultura
La Soprintendenza ha programmato una nuova campagna di indagini sotto il Battistero, finanziata dal Ministero della Cultura. L’obiettivo è ricostruire i rapporti stratigrafici tra la vasca e le strutture vicine, così da ottenere elementi più solidi per stabilirne la cronologia.
Le ricerche proseguiranno in stretta collaborazione con la Parrocchia e il Museo della Collegiata, nell’ambito di un progetto che unisce ricerca scientifica, tutela e valorizzazione. Le visite organizzate nei giorni scorsi al cantiere hanno già permesso al pubblico di conoscere da vicino le attività archeologiche e i primi risultati.

Per Beatrice Maria Bentivoglio-Ravasio, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese, i ritrovamenti sono importanti sia per la storia del colle sia per quella della comunità cristiana. Le prossime indagini dovranno precisare la cronologia del fonte, mentre per le fondazioni del castrum sarà necessario un intervento più esteso.
Le scoperte entreranno nel nuovo percorso del Museo della Collegiata
Accanto alla ricerca, è già in preparazione un progetto per rendere accessibili e comprensibili le nuove testimonianze. La valorizzazione sarà coordinata con il nuovo allestimento del Museo della Collegiata, affidato ad AMDL CIRCLE di Michele De Lucchi.
L’intento è integrare i risultati degli scavi nel percorso museale, mettendo in relazione le fasi più antiche del complesso con la stagione rinascimentale che ha reso celebre Castiglione Olona. In questo modo, i visitatori potranno conoscere non soltanto gli affreschi e le opere commissionate dal cardinale Branda Castiglioni, ma anche le strutture che precedettero la loro realizzazione.
Come sottolinea Dario Poretti, direttore del Museo della Collegiata, i ritrovamenti ampliano il racconto storico del sito e offrono nuovi elementi per comprendere le origini del borgo. Per la Parrocchia, guidata da don Davide Mobiglia, la tutela di queste testimonianze rappresenta anche un modo per custodire e trasmettere la memoria della comunità alle generazioni future.
Le fondazioni del castrum e la vasca battesimale sono ancora oggetto di studio, ma indicano già quanto la storia della Collegiata sia articolata e stratificata. Le prossime indagini dovranno stabilire con maggiore precisione la cronologia dei resti e il loro rapporto con gli edifici circostanti, prima che le nuove scoperte possano essere integrate stabilmente nel percorso di visita.
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- 📄 Fonte: Museo della Collegiata di Castiglione Olona
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Data di pubblicazione registrata: 26/10/2026 10:45
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