Si è svolto nelle giornate di mercoledì 13 e giovedì 14 novembre 2024 a Spoleto (Pg), presso il Teatro Caio Melisso, il convegno scientifico-divulgativo dal titolo “Sulle tracce dei Longobardi”, organizzato dall’Associazione Italia Langobardorum, ente di gestione del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d.C.). Un momento di riflessione che ha allargato lo sguardo alle novità della ricerca scientifica in merito alle tematiche portanti che caratterizzano la cultura longobarda, con il coinvolgimento di studiosi di rilevanza internazionale ed interventi che hanno spaziato dalla geopolitica del VI secolo alle pratiche funerarie, fino all’architettura religiosa longobarda, le forme di insediamento e la presenza dei Longobardi nei musei.

Nella prima giornata di lavori, incentrata sul tema “I Longobardi in Italia. Un possibile quadro delle conoscenze”, si sono succeduti gli interventi di sei specialisti – Federico Marazzi, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Caterina Giostra, Università Cattolica del Sacro Cuore, Fabio Scirea, Università degli Studi di Milano, Marco Valenti, Università degli Studi di Siena, Vasco La Salvia, Università di Chieti e Pescara Gabriele d’Annunzio, Marina Righetti Università La Sapienza di Roma – che, concentrandosi su tematiche trasversali della storia longobarda in Italia, hanno restituito un panorama aggiornato e caleidoscopico dello stato delle conoscenze sulla civiltà dei Longobardi e sulle prospettive della ricerca, mantenendo sempre un taglio divulgativo e accessibile a un’ampia varietà di pubblico.

La seconda giornata di studio, dal titolo “Le sette componenti del sito seriale UNESCO. Stato delle ricerche e prospettive”, è stata invece focalizzata sulla trattazione di specifiche case studies riferite ai sette gruppi monumentali del sito seriale UNESCO e ai rispettivi territori – l’area della Gastaldaga e il complesso episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il Monastero di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il Castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria Foris Portas a Castelseprio-Torba (VA), il Tempietto sul Clitunno a Campello sul Clitunno (Pg),la Basilica di San Salvatore a Spoleto (Pg) e il complesso di Santa Sofia a Benevento – con la presentazione degli aggiornamenti delle ricerche grazie all’intervento di più relatori che hanno illustrato le principali novità emerse dagli scavi urbani e dal territorio o da studi specialistici condotti negli ultimi anni.

In occasione di entrambe le giornate di studi è stata inoltre condotta una sessione di flash talks che, grazie a comunicazioni sintetiche ed efficaci, ha ampliato la panoramica storico-archeologica offerta dal convegno, portando le testimonianze di altri territori e contesti longobardi al di fuori del sito seriale UNESCO, che si sono rivelate capaci di fornire un contributo nuovo a quanto oggi sappiamo del popolo dei Longobardi, tratteggiando un quadro ancora più esaustivo e completo dello stato delle conoscenze sulla materia.  

“I risultati del processo conoscitivo di alto valore scientifico permesso dal convegno di Spoleto – ha detto Danilo Chiodetti Presidente dell’Associazione Italia Langobardorum – i cui atti sono già resi disponibili e scaricabili dal sito www.longobardinitalia.it, avranno ricadute immediate nei contenuti dei futuri progetti elaborati dall’associazione in quanto la progettazione di ogni attività relativa alla gestione e valorizzazione culturale e turistica del sito seriale UNESCO dei Longobardi in Italia non è immaginabile senza un’adeguata conoscenza e condivisione dei dati di ricerca relativi alla civiltà longobarda e ai luoghi che compongono il sito”.  

Il convegno, che si è rivelato una importante occasione di riflessione scientifica, è inserito nell’ambito del progetto “Per un Atlante dei Longobardi in Italia: ricerca e divulgazione scientifica per tutti”, aggiudicato a valere sulla Legge 77/2006 del Ministero della Cultura, che prevede, come obiettivo qualificante, l’innalzamento della conoscenza del popolo Longobardo e la sensibilizzazione, rivolta ad un pubblico ampio e diversificato, verso questa civiltà che seppe realizzare una efficace sintesi tra eredità classica greco-romana e apporto culturale germanico nel periodo di transizione tra tardo antico e Alto Medioevo.

L’iniziativa convegnistica è stata anche l’occasione per dare voce ai molteplici progetti, già in essere o in fase di avvio, ad opera dell’Associazione Italia Langobardorum. In particolare prenderà avvio nei prossimi giorni il nuovo progetto di promozione turistica dei beni del sito seriale UNESCO che ha come cardini la promozione del turismo scolastico e la promozione turistica integrata dei sette territori grazie anche al coinvolgimento di influencer ed all’uso innovativo dei media.

Il Convegno “Sulle tracce dei Longobardi”, organizzato dall’Associazione Italia Langobardorum con il contributo del Ministero della Cultura, il patrocinio di Archeologia Barbarica, SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani e CISAM – Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo ed il supporto di Archeologia Viva e TourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale, si inserisce nell’ambito del progetto “Longobardi in viaggio verso nuovi scenari” a valere sulla Legge 77/2006 del Ministero della Cultura “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti e degli elementi italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», posti sotto la tutela dell’UNESCO”.


Per saperne di più sui Longobardi

Elena Percivaldi
Sulle tracce del Longobardi. Italia settentrionale
Edizioni del Capricorno

Nel 568, guidati dal loro re Alboino, i Longobardi, fiera stirpe guerriera venuta da Nord, varcarono le Alpi Giulie conquistando, in pochi anni, gran parte dell’Italia. Il loro regno durò poco più di due secoli fino alla conquista di Carlo Magno (774), salvo il ducato di Benevento che si conservò autonomo fino all’avvento dei Normanni. Seppur relativamente breve, la parabola dei Longobardi ha inciso in maniera profonda nella nostra storia. Il volume, incentrato sull’Italia settentrionale ― cuore pulsante del regno ― racconta la complessa eredità artistica, architettonica e culturale lasciata dai Longobardi sul territorio e ci accompagna alla scoperta dei luoghi che li videro protagonisti: dai monumenti del sito seriale Unesco alle capitali e residenze, dalle chiese alle abbazie, dai monasteri alle necropoli, senza trascurare i musei che custodiscono le testimonianze della loro vita materiale riemerse con gli scavi archeologici. Il risultato è il vivido ritratto di un popolo che ha saputo fondere il proprio retaggio tribale e «germanico» con la tradizione romano-bizantina, gli influssi pagani con la spiritualità cristiana, dando vita all’unicum irripetibile (e incredibilmente affascinante) che sta alla base del nostro Medioevo.

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Elena Percivaldi
I Longobardi. Un popolo alle radici della nostra Storia
Diarkos

La vicenda dei Longobardi ebbe un impatto decisivo sulla storia italiana. La loro influenza fu duratura nelle istituzioni, negli usi e nel diritto, e il loro retaggio si può percepire nella lingua che parliamo e nei monumenti che costruirono, alcuni dei quali dal 2011 sono inclusi nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco. La loro fu un’invasione improvvisa e violenta o una migrazione progressiva? Si trattava davvero di una stirpe granitica e vicina alla “barbarie primitiva”, o di un popolo che seppe adattarsi e trasformarsi “sul campo”? Rappresentando una sintesi tra eredità classica e nuovi apporti “barbarici”, i Longobardi risultarono decisivi come “ponte” tra Mediterraneo e nord Europa e si fecero protagonisti dei cambiamenti geopolitici che, agli albori del Medioevo, hanno costituito la base per la formazione della futura identità del Continente. Questo libro ripercorre l’epopea longobarda in maniera accessibile, alla luce di aggiornate acquisizioni del dibattito storiografico e di recenti ritrovamenti archeologici.

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