Una città romana abitata per meno di un secolo e poi abbandonata, forse all’improvviso, per motivi ignoti. È un enigma archeologico ancora tutto da districare quello di Neuenstadt am Kocher, città del distretto di Heilbronn, nel Baden-Württemberg (Germania sud-occidentale). Sì, perché gli archeologi al lavoro sul sito ormai da oltre vent’anni stanno ancora cercando di ricostruire la storia dell’insediamento, fondato dai Romani nel II secolo d.C. nella provincia della Germania superior ma poi improvvisamente lasciato a se stesso – o almeno così sembra – dopo due sole generazioni.
La scoperta del sito
Le rovine dell’antico abitato furono individuate per la prima volta negli anni Ottanta del secolo scorso a nord dell’attuale Neuenstadt am Kocher. Gli scavi, condotti dal Landesamt für Denkmalpflege (LAD) del Baden-Württemberg in collaborazione con l’Università di Bamberga a partire dal 2003, hanno riportato alla luce i resti di una città romana di almeno 25 ettari, che sorgeva sulla riva settentrionale del fiume Kocher tra il II e il III secolo. Il nome della città è tuttora ignoto, ma dalle testimonianze epigrafiche si deduce che fu la capitale1 della “civitas A(urelia?) G...”, dove il nome “Aurelia” si riferirebbe all’imperatore Marco Aurelio (161-180 d.C.). La fondazione dell’insediamento sarebbe dunque legata allo spostamento del Limes germanico verso est, attorno al 155-160 d.C., sotto Antonino Pio e lo stesso Marco Aurelio.

Il tempio di Apollo Grannus e gli altri edifici
Negli anni seguenti alla scoperta, le indagini geofisiche e vari scavi esplorativi hanno fornito ulteriori informazioni sull’estensione, la struttura, lo stato di conservazione e la storia del sito. Finché tra il 2007 e il 2013, uno scavo approfondito condotto nel centro della città ha riportato alla luce i resti del tempio principale, dedicato al dio celto-romano Apollo Grannus e di cui si conserva un altare votivo. Il tempio sorgeva su un’area recintata piuttosto ampia, di 80 metri x 70 ed era accompagnato da due vasche/bacini esagonali (o ottagonali) per l’acqua sorgiva, di importanza fondamentale dato che Apollo Grannus era una divinità legata alle fonti termali e alla guarigione.

Le indagini archeologiche hanno in seguito documentato la presenza anche di altri importanti edifici pubblici. Tra questi spicca l’edificio A, posto nella parte settentrionale dell’insediamento, forse parte di una basilica a tre navate, lunga circa 45 metri, affacciante sul foro. E soprattutto una grande struttura di circa 50 metri x 50 (D2) disposta attorno a un cortile e dotata di diversi ambienti, due portici e, nella parte nord-ovest, le terme: secondo gli archeologi potrebbe trattarsi di una domus di rappresentanza o della sede ufficiale di un funzionario romano.

Molti reperti riemersi dagli scavi, in particolare epigrafi e statue, sono attualmente esposti nel Lapidario del Württembergischen Landesmuseums di Stoccarda.
Abitazioni e attività artigianali
Se l’obiettivo principale degli scavi era, all’inizio, quello di stabilire l’estensione e la struttura dell’abitato, oggi l’attenzione si è spostata sui quartieri meno indagati, dove sorgevano le abitazioni private e le attività artigianali.
Le prospezioni geofisiche hanno evidenziato la presenza di diverse strutture rettangolari, una delle quali è stata scavata: si tratta di un edificio di 9,5 metri per 12,5, con struttura lignea a graticcio e dotato, nella parte posteriore, di un vano interrato con murature in pietra.

Secondo gli archeologi, l’edificio potrebbe esser stato sede di un’attività di carattere artigianale o commerciale, una delle tante di questo settore cittadino posto a ridosso del fiume Kocher e dunque comodo per gli spostamenti e i commerci. Ma c’è un dettaglio che rende perplessi gli studiosi: i reperti recuperati sono pochissimi, come se le strutture fossero state utilizzate soltanto per un breve lasso di tempo.
Perché l’insediamento fu abbandonato?
Certo, la scarsità di materiali trovati nelle abitazioni non costituisce, da sola, la prova di un abbandono repentino del sito. Gli archeologi, tuttavia, hanno riscontrato una situazione simile anche per gli edifici pubblici di Neuenstadt: una coincidenza? Forse no. Il sospetto è che la città abbia davvero avuto vita più breve rispetto ad altri centri romani del territorio.
Resta da stabilire allora perché la città fu abbandonata. Secondo gli archeologi, ciò potrebbe essere avvenuto nel III secolo d.C., quando la situazione lungo la frontiera settentrionale dell’Impero romano si fece via via più instabile. Intorno agli anni Trenta del III secolo, infatti, il Limes, il sistema di fortificazioni che presidiava il confine reno-danubiano, fu messo a dura prova dalla crescente pressione delle popolazioni stanziate al di là dei fiumi. E proprio l’instabilità e il pericolo rappresentato dalle incursioni “barbariche” potrebbero esser stati alla base della decisione di lasciare l’insediamento, in particolare dopo il collasso del Limes germanico-retico a seguito delle sfondamento delle fortificazioni tra il Reno e il Danubio da parte degli Alemanni e dei Franchi. È un’ipotesi di studio affascinante, ma che – come avvertono gli stessi studiosi – attende naturalmente le necessarie verifiche sul campo.
Una relazione preliminare sulle indagini in corso, intanto, è stata pubblicata nel volume “Archäologische Ausgrabungen in Baden-Württemberg 2025” (Klaus Kortüm, Andrea Faber, Privathäuser im römischen Neuenstadt am Kocher, pp. 183-186).
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte principale: Landesamt für Denkmalpflege im Regierungspräsidium Stuttgart
Altre fonti - CF-GeS-1118, hdl.handle.net/11471/504.50.1118
- http://edh-www.adw.uni-heidelberg.de/edh/foto/F026965 (© K. Matijević. Last Updates: 2020-08-31, Bettermann)
- https://www1.leiza.de/transformation/deutschland/staedteobergermanienbilder/neuenstadt/neuenstadt_engl.htm
- https://www.neuenstadt.de/freizeit-tourismus/geschichte-kultur/roemische-siedlung
- https://www.uni-bamberg.de/arp/forschung/siedeln-in-dynamischen-raeumen-2022-2026/
- https://www.uni-bamberg.de/arp/forschung/das-heiligtum-des-apollo-grannus-von-neuenstadt-am-kocher/
- https://www.uni-bamberg.de/fileadmin/arp/2022SS/Lehrgrabung_ARP_Bamberg_2022_Neuenstadt_am_Kocher.pdf
- https://www.uni-bamberg.de/fileadmin/arp/2023SS/Info_NaK_2023_Aushang.pdf
- La storiografia tradizionale ha a lungo ritenuto che la capitale della “civitas A(urelia?) G…” fosse Öhringen (Vicus Aurelianus), sia per la presenza di due importanti castra militari lungo il Limes, sia per l’importanza dei suoi ritrovamenti epigrafici. Le recenti scoperte monumentali a Neuenstadt, tuttavia, stanno indicendo gli studiosi a ritenere che la capitale fosse quest’ultima. ↩︎
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Data di pubblicazione registrata: 29/08/2026 19:30
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