MOSTRE / “Pompei e gli Etruschi”: alla scoperta della Campania arcaica [FOTO]

Fonte: Comunicato ufficiale, Foto: © Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

POMPEI, 11 dicembre 2019 – Dopo l’Egitto nel 2016 e la Grecia nel 2017, una nuova grande mostra affronta stavolta la controversa e complessa questione dell’“Etruria campana” e dei rapporti e contaminazioni tra le élite campane etrusche, greche e indigene, al cui centro vi è Pompei. L’esposizione, dal titolo “Pompei e gli Etruschi”, è aperta al pubblico dal 12 dicembre al 2 maggio 2019  alla Palestra Grande degli scavi di Pompei e si integra con le manifestazioni promosse dal Museo Archeologico di Napoli dedicate alla riscoperta della civiltà Etrusca attraverso il gusto antiquario e collezionistico, in programma dal 31 maggio 2019.

Circa 800 reperti provenienti da musei italiani e europei, esposti in 13 sale allestite nel portico nord della Palestra grande, consentono di compiere un excursus dalle prime influenze etrusche in Campania prima di Pompei, alla Pompei – città nuova etrusca in una Campania multietnica, fino al suo tramonto, e alla memoria di alcune usanze etrusche che si conservarono ancora per qualche tempo.
Materiali in bronzo, argento, terracotte, ceramiche, da tombe, santuari e da abitati, consentono di analizzare e mettere a confronto più elementi per affrontare le controverse dinamiche della presenza etrusca in Campania.

Pendente in faience a forma di divinità egizio. Da tomba 164 S. Marzano- Polo Museale della Campania- Museo archeologico valle del Sarno
Pendente in faïence a forma di divinità egizia (da San Marzano sul Sarno, tomba 164) Polo Museale della Campania, Museo Archeologico della Valle del Sarno, Sarno Polo Museale della Campania © Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Polo Museale della Campania / Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno, foto di Francesco Esposito

Fulcro della mostra sono i ritrovamenti venuti alla luce dai recenti scavi nel santuario extraurbano del Fondo Iozzino – tra i principali santuari (oltre a quello di Apollo e di Atena) fondati a Pompei alla fine del VII secolo a.C – che hanno restituito una grande quantità di materiale di epoca arcaica, quali armi e servizi per le libagioni rituali con iscrizioni in lingua etrusca. Questi materiali si affiancano, in mostra, a quelli provenienti dalle altre città etrusche della Campania – Pontecagnano in primis e Capua – dove sono noti luoghi di culto importanti, con caratteristiche simili a quello del Fondo Iozzino.

piano arcaico con deposizione rituale di vasellame durante lo scavo-Fondo Iozzino. Parco Archeologico di Pompei
Pompei, santuario di Fondo Iozzino, il piano arcaico con deposizione rituale di vasellame durante lo scavo Parco Archeologico di Pompei © Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Parco Archeologico di Pompei

Testimonianze di sfarzose tombe principesche in cui venivano sepolti i membri più importanti di grandi famiglie aristocratiche sono, invece, i corredi funerari dalla tomba Artiaco 104 di Cuma di un principe cosmopolita (i resti del defunto incinerati vennero deposti in un calderone in argento, alla maniera degli eroi descritti nell’Iliade di Omero: “mangiava e beveva come un greco, ma portava abiti e armi etruschi e si comportava come un re orientale”.); quello di una principessa di Montevetrano (tomba 74), vicino a Pontecagnano; e quello della lussuosa tomba di un principe orientalizzante dal Lazio (la tomba Barberini di Palestrina).

1 Vaso biconico villonoviano da tomba 74 Montevetrano
Vaso biconico in bronzo di tipo villanoviano (da Montevetrano, tomba  74) Soprintendenza ABAP per le Provincie di
Salerno e Avellino © Su concessione del Ministero per i Beni
e le Attività Culturali: Leonardo Vitola – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino

In alto navicella in bronzo dalla Sardegna nuragica. In basso coppa in bronzo con decorazione a sbalzo da tomba 74 Montevetrano
In alto: navicella in bronzo dalla Sardegna nuragica; in basso: coppa in bronzo con decorazione figurata a sbalzo di produzione vicino-orientale (da Montevetrano, tomba 74)
Soprintendenza ABAP per le Provincie di Salerno e Avellino © Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Leonardo Vitola – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino

Le dinamiche degli incontri di culture, le integrazioni tra gruppi sociali, lo spazio mediterraneo come luogo e teatro di culture fluide e identità recintate costituiscono il filo conduttore delle mostre della Palestra Grande di Pompei, a partire da quelle che hanno riguardato l’Egitto, la Grecia e ora l’Etruria.

Bruciaprofumi in bronzo villanoviano da tomba74 Montevetrano
Bruciaprofumi in bronzo di tipo villanoviano (da Montevetrano, tomba 74) Soprintendenza ABAP per le Provincie di Salerno e Avellino © Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Leonardo Vitola – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino

Fin dalla fine dell’Ottocento, la Campania appariva alla scienza storica e antiquaria, come un crogiolo di presenze. All’archeologia, al suo apparato di oggetti e strumenti filologici, fu affidato il compito arduo, di dipanare la matassa delle sovrapposizioni di gruppi ed etnie. La mostra è in tal senso, come le precedenti, un percorso di ricerca che prende avvio da un programma attivo ormai da diversi anni e articolato per progetti di scavo, studio e documentazione. Quanto emerge da questa operazione è l’idea di un territorio campano antico multietnico e, dunque aperto alla contaminazione e ai cambiamenti, basi primarie per il progresso di una civiltà. E Pompei, che indubbiamente nei primi secoli della sua vita fu uno dei poli strutturanti della regione, è ormai diventata un paradigma per indagare la forma delle città arcaiche della Campania.

Affibbiaglio in oro con figurine animali decorate a granulazione da Tomba Barberini Palestrina. Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Affibbiaglio in oro con figurine animali decorate a granulazione (da Palestrina, Tomba Barberini) Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia © Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Foto Mauro Benedetti

La mostra, a cura del Direttore generale Massimo Osanna e di Stéphane Verger, Directeur d’études à l’École Pratique des Hautes Etudes di Parigi, è promossa dal Parco Archeologico di Pompei, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Polo Museale della Campania e l’organizzazione di Electa. L’accesso alla mostra è incluso nella tariffa di ingresso agli scavi.

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