Una rara moneta risalente al periodo della rivolta di Bar Kokhba, recante il nome di un certo “Eleazar il Sacerdote” e datata al primo anno della rivolta stessa (132 d.C.), è stata scoperta in Giudea nella Riserva Naturale di Mazuq Ha-he’ teqim. La moneta era insieme ad altre tre coeve recanti il nome “Simeon”. La scoperta è avvenuta nel corso del progetto “Judean Desert Cave Survey”, condotto dall’Israel Antiquities Authority in collaborazione con il Ministero dell’Eredità e l’Ufficio Archeologico per l’Amministrazione Militare della Giudea e Samaria, con l’obiettivo di recuperare i tesori antichi prima che cadano nelle mani di saccheggiatori e tombaroli.


La rivolta condotta da Simon Bar Kokheba – il cui nome significa “Simone Figlio della Stella” – è stata l’ultima grande sollevazione ebraica contro l’occupazione romana e si consumò tra il 132 e il 135, concludendosi con la sconfitta dei ribelli e la repressione dei rivoltosi nel sangue.
Per quanto riguarda l’identificazione del misterioso “Eleazar il Sacerdote” menzionato sulla moneta, secondo gli studiosi potrebbe trattarsi di Rabbi Eleazar Hamod‘ai, un rabbino del tempo di Rabbi Akiva, discepolo di Rabbi Yohanan ben Zakai. Sembra che Rabbi Eleazar Hamod‘ai rivestisse un ruolo di spicco durante la rivolta e che vivesse nella città di Beitar, il quartier generale dei ribelli. Il Talmud riferisce che morì proprio a Beitar, probabilmente durante questi drammatici momenti.

Sul lato anteriore della moneta si può vedere, incisa, una palma da dattero accompagnata dalla scritta “Eleazar il Sacerdote”, incisa nell’antico alfabeto ebraico. Sul retro, appare invece un grappolo d’uva circondato dalle parole “Anno Primo della Redenzione di Israele”, anch’esse in ebraico antico.

Il team di archeologi dell’Israel Antiquities Authority Prevention of Archaeological Theft Unit, l’unità che previene i furti di reperti, sta conducendo dal 2017 rilevamenti nel deserto della Giudea con l’obiettivo di raggiungere i manufatti prima che vengano scoperti e sottratti da saccheggiatori e tombaroli. Tra le scoperte finora effettuate spiccano alcuni frammenti di pergamena contenenti brani dei libri dei Dodici Profeti minori e, soprattutto, un gruppo di spade di ferro romane intatte, una delle quali ancora conservata nella sua fodera.
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“Invitiamo il pubblico a unirsi a noi nella settima stagione di scavi nel deserto, per contribuire a salvare i reperti archeologici del deserto della Giudea minacciati dalle attività dei tombaroli”, afferma Eli Escusido, Direttore dell’IAA -. I volontari potranno partecipare allo scavo insieme agli archeologi nelle Grotte di Murabba‘at lungo il Nahal Darga e magari effettuare importanti scoperte”.
Gli scavi inizieranno l’11 marzo 2024 e dureranno dieci giorni. I volontari alloggeranno in un campo allestito nel deserto dall’IAA e ci saranno conferenze e altre attività. Registrazione e dettagli sul sito web dell’IAA.
Fonte: Israel Antiquities Authority
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