Intrigante scoperta nella città antica di Hama, in Siria. Un team di archeologi danesi, riprendendo in mano i materiali di uno scavo effettuato negli anni ’30 del Novecento che aveva riportato alla luce oltre 1.600 tombe risalenti a circa 3.000 anni fa, ha notato un dettaglio di grande interesse. In una delle urne funerarie, contenente i resti cremati di una donna e un bambino, c’erano alcune perle di ambra, estremamente rare in Siria, nel Vicino Oriente e in Mesopotamia.
Le analisi chimiche condotte dagli esperti del Nationalmuseet di Copenaghen hanno confermato che l’ambra proveniva, come ci sia aspettava, dal Mar Baltico. Ciò svela un nuovo capitolo della lunga e affascinante storia delle civiltà del Vicino Oriente e dei loro rapporti con le popolazioni dell’Europa dell’età del Bronzo, in particolare di quella settentrionale. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Antiquity.
L’ambra, preziosa e affascinante
Che l’ambra baltica fosse apprezzata, nell’antichità, per la sua bellezza e le sue proprietà uniche non è certo un mistero: ne sono prova eloquente la quantità e qualità dei reperti presenti nei corredi funebri di molte popolazioni, dai Celti agli Etruschi, dall’Europa centro-settentrionale al Mediterraneo.

In Siria e in Mesopotamia l’ambra era ritenuta un materiale “misterioso” e per questo dotato di virtù magiche. Spesso associata a divinità femminili, veniva impiegata per realizzare monili e talismani indossati come “protezione” e per il loro valore apotropaico.
Le tavolette cuneiformi sottolineano il prestigio dell’ambra e la descrivono come una rarità proveniente da un “paese lontano e straniero”. Su una di esse, datata al XIX secolo a.C. e proveniente dalla città di Nippur (sud dell’Iraq), un uomo definisce i capelli di sua madre “bellissimi” in quanto “ambrati”. Nelle transazioni commerciali, l’ambra era utilizzata per stabilire il valore di beni costituiti da altri materiali quali legno, pietra e metallo.
L’ambra dal Baltico alla Siria e al Vicino Oriente: un viaggio lungo 3.000 chilometri
In effetti, il viaggio compiuto dall’ambra dal Mar Baltico alla Siria e alla Mesopotamia era estremamente complesso, suggestivo e avventuroso. Lungo circa 3.000 chilometri, attraversava paesaggi diversi e fiumi come l’Oder e il Dniepr, toccando un gran numero di scali commerciali nell’Europa centrale e meridionale.
Secondo gli studiosi, l’ambra trovata ad Hama potrebbe essere transitata in Italia e in Grecia prima di raggiungere il cuore della Mesopotamia. A causa della lunghezza, delle difficoltà e dei rischi di un viaggio simile l’ambra era un materiale costosissimo che solo pochi potevano permettersi. Chi aveva la fortuna di possedere un gioiello d’ambra era dunque un privilegiato. E indossarlo era uno status symbol.
Una famiglia di potenti o mercanti?
Prima di questa scoperta, sottolineano gli archeologi del Nationalmuseet, i ritrovamenti di ambra in area mesopotamica si contavano – letteralmente – sulle dita di una mano. La presenza di un materiale così ricco e prestigioso in una tomba relativamente semplice, priva del fasto delle tombe reali, solleva anche altri interrogativi. Chi erano le persone sepolte? E perché furono deposte con un corredo così ricercato?

Un indizio giunge proprio dall’esame del corredo funebre. La donna e l’infante erano stati deposti insieme ad altri oggetti simbolici, tra cui un sigillo cilindrico databile a uno-due secoli prima della sepoltura. Probabilmente si trattava di cimeli di famiglia, tramandati di generazione in generazione. Secondo gli studiosi, la presenza di simili oggetti ci dice che si trattava di due persone appartenenti a nuclei aventi una posizione sociale privilegiata o che operavano nel commercio di beni di lusso. In altre parole, potrebbero essere stati membri di una famiglia di ricchi mercanti.
Le perle d’ambra trovate nella tomba erano per lo più in frantumi, ma la presenza di fori suggerisce che facessero originariamente parte di una collana o un braccialetto, evidentemente indossati per ostentare il proprio status.
Hama, crocevia commerciale tra Europa e Asia
Hama, capitale di un regno siro-ittita nel II millennio a.C., era una città molto ricca e vivace ed evidentemente i suoi abitanti erano avvezzi a trattare merci esotiche e preziose. La presenza dell’ambra in questo contesto rafforza il ruolo di Hama quale snodo cruciale lungo le principali rotte che collegavano il Vicino Oriente antico e il Mediterraneo. Conferma l’ampiezza delle reti commerciali esistenti, nell’età del bronzo, tra l’Asia e l’Europa. E dimostra, come afferma la ricercatrice Mette Marie Hald nello studio, che il nord del Continente e il Baltico tremila anni fa erano tutt’altro che isolati, ma anzi inseriti “in una rete commerciale tanto ampia e ramificata da arrivare fino all’attuale Siria”.
Per saperne di più:
- Mortensen MN, Hald MM, Frydendahl J, et al. All the way from the Baltic: amber beads from an Iron Age grave at Hama, western Syria. Antiquity. Published online 2025:1-15. doi:10.15184/aqy.2024.231
Fonte: Nationalmuseet – Danimarca




