Ritrovamento eccezionale nell’area del Caiolo, all’interno della necropoli di San Giuliano a Barbarano Romano (Viterbo), è stata scoperta una tomba inviolata risalente alla fine del VII secolo a.C., in piena epoca orientalizzante. Lo scavo è condotto nell’ambito di un progetto internazionale promosso dalla Baylor University of Texas, con la concessione del Ministero della Cultura, sotto la direzione del professor Davide Zori e in stretta sinergia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

Contesto rituale perfettamente conservato
Alla rimozione della grande lastra che sigillava la camera sepolcrale, sono apparsi immediatamente numerosi oggetti deposti con cura rituale: vasi in ceramica fine dipinta etrusco-geometrica, collocati presso l’accesso, e ornamenti in bronzo sul letto di sinistra, accanto a un bacile. Il corredo funerario è apparso in perfetto stato di conservazione, ancora intatto e in situ, offrendo uno spaccato prezioso sulla cultura materiale e sulle pratiche religiose dell’aristocrazia etrusca. I tecnici stanno completando la documentazione scientifica prima dell’apertura completa della tomba.

Sinergia virtuosa tra istituzioni e comunità
“Un patrimonio che ora è di tutti e per tutti” – sottolinea con emozione la dott.ssa Barbara Barbaro, funzionaria archeologa della Soprintendenza. «È raro trovare una tomba non violata, in un contesto in cui oltre 500 sepolture sono spesso state danneggiate da scavi clandestini antichi e recenti. Ma quando questo accade, è come riaprire una porta sul nostro passato: un evento collettivo, un incontro commosso tra presente e memoria».





Alla scoperta hanno contribuito in modo coordinato e appassionato la Soprintendenza, il Comune di Barbarano Romano, il Parco Regionale Marturanum, la Baylor University, le Forze dell’Ordine e la cittadinanza attiva. Una rete che ha fatto della tutela archeologica un esempio virtuoso di partecipazione condivisa.
Le altre scoperte nell’area della Tomba della Regina
Il ritrovamento si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione della necropoli etrusca di Caiolo. Nel 2023, durante i lavori di pulitura, è stata individuata una tomba a dado a tre camere. Nel 2024, le operazioni di scavo alla Tomba della Salamandra, parte del progetto di restauro dell’area della Tomba della Regina – monumentale tumulo alto 10 metri e largo 14 con ingressi decorati da finte porte doriche – hanno restituito un prezioso scarabeo in corniola rossa, raffigurante un cavaliere con lancia, databile al IV secolo a.C.
La necropoli di San Giuliano, nel cuore dell’Etruria meridionale, rappresenta uno dei siti più importanti per la comprensione dell’evoluzione della società etrusca, dal periodo orientalizzante fino alla romanizzazione.

Salvata dal saccheggio
La dottoressa Barbaro chiude con un pensiero che va oltre il dato scientifico: «Siamo felici di aver sottratto questo tesoro a chi lo avrebbe voluto per pochi. Sarà invece una storia da raccontare a tutti. La commozione che proviamo è la stessa che accompagna ogni gesto di tutela e di conoscenza. Ogni volta che si apre un sepolcro inviolato, non si tratta solo di archeologia, ma di un incontro con chi ci ha preceduto».

