Sull’isola di Creta, tra le colline di Papoura, a nord-ovest della città di Kastelli, gli archeologi hanno di recente riportato alla luce un monumento circolare di 4.000 anni, tanto enigmatico da richiamare subito alla mente il mito del labirinto di Minosse. Ed è proprio questa straordinaria scoperta ad aggiudicarsi l’11ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra”, il prestigioso riconoscimento promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) e dalla rivista Archeo, che verrà consegnato a Paestum, nel corso della XXVII edizione della manifestazione.

Intitolato per dieci anni a Khaled al-Asaad, l’archeologo siriano che difese Palmira fino al sacrificio della vita, il premio porta ora il nome di “Palmyra” in omaggio al sito simbolo del patrimonio mondiale e al gemellaggio siglato con Paestum nel 2018. Questo riconoscimento – unico al mondo nel suo genere – celebra non solo le scoperte, ma anche gli archeologi e le archeologhe che con dedizione, competenza e spirito di servizio esplorano il passato e ne promuovono il valore. Come sottolineano i direttori della BMTA, Ugo Picarelli, e di Archeo, Andreas Steiner, il Premio intende anche favorire un dialogo interculturale e la condivisione di best practice nella cooperazione tra popoli.

Il vincitore 2025: un misterioso palazzo circolare a Creta
Il Premio sarà consegnato venerdì 31 ottobre alle ore 18, durante la XXVII BMTA (Paestum, 30 ottobre – 2 novembre), al Ministro greco della Cultura e dello Sport Lina Mendoni. Con lei Olympia Vikatou, Direttrice Generale Antichità e Patrimonio Culturale. Il vincitore è stato designato tra le scoperte segnalate dalle testate internazionali mediapartner dell’iniziativa: Antike Welt (Germania), arCHaeo (Svizzera), Archäologie in Deutschland(Germania), Archéologia (Francia), Current e World Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia).

A cosa serviva il recinto?
Il monumento circolare è stato rinvenuto durante i (controversi) lavori per la costruzione del nuovo aeroporto sull’altura di Papoura Hill, nei pressi della città di Kastelli, nel nord-ovest di Creta. La struttura misura circa 48 metri di diametro e copre una superficie stimata di 1.800 metri quadrati. È composta da otto anelli concentrici di pietra, con muri spessi fino a 1,4 metri, che convergono verso una zona centrale (detta Zona A) del diametro di 15 metri, suddivisa in quattro settori. Intorno, la Zona B si diparte con pareti radiali che generano spazi interconnessi e corridoi stretti, creando un effetto labirintico. Sono state individuate almeno due entrate principali, a sud-ovest e nord-ovest.

Gli archeologi stimano che la struttura risalga alla civiltà minoica, fiorita tra il 2700 e il 1400 a.C., in un’epoca di grandi trasformazioni che coincide con la costruzione dei celebri palazzi di Cnosso e Festo. Più precisamente, il “cerchio” è datato al periodo tra 2000 e 1700 a.C., con alcuni frammenti ceramici che indicano una persistenza d’uso anche in epoche successive.
Dagli scavi sono emersi numerosi resti ossei animali, accompagnati da frammenti ceramici, suggerendo che l’edificio fosse usato per riti comunitari, forse dedicati a feste sacre con offerte di cibo e vino. Non si ritiene fosse adibito a funzione abitativa, bensì rituale o cerimoniale.
Guarda il video della scoperta
Pur non avendo paralleli certi all’interno dell’architettura minoica, l’impianto richiama elementi rituali simili a tumuli o tombe circolari a raggiera: in questo senso, alcuni ipotizzano che si tratti di un edificio cultuale legato al culto degli antenati o meccanismi rituali cerimoniali diffusi nel periodo del Bronzo. Molto, però, resta ancora da capire e lo studio dei reperti e della struttura proseguirà nei prossimi anni.

Paestum e Palmira, unite nel segno della cultura
Il Premio Palmyra rafforza la missione della BMTA: promuovere dialogo interculturale, cooperazione e memoria storica attraverso la valorizzazione delle scoperte archeologiche. Particolare, da questo punto di vista, è il legame con la Siria, che in questa edizione della Borsa si fa ancora più stretto. Dal 2016 l’hashtag #Unite4HeritageforPalmyra ha accompagnato la martellante campagna di sensibilizzazione internazionale contro le distruzioni sistematiche del patrimonio monumentale, culturale e archeologico che vede vittima la regione, travolta dalla guerra.
E alla BMTA 2025 la presenza della Siria sarà ancora più forte e visibile grazie alla ratifica ufficiale del gemellaggio tra Paestum e Palmira. Le due aree archeologiche, entrambe Patrimonio dell’Umanità Unesco, condividono una vocazione: custodire la memoria del passato come motore di rinascita.
Durante la rassegna, i ministri siriani della Cultura e del Turismo presenteranno inoltre i progetti di restauro e valorizzazione dei siti di Aleppo e Damasco, sostenuti dal MAECI e dall’Unione Europea. In un mondo dove la distruzione dei beni culturali è sempre più un rischio concreto, il messaggio che arriva da Paestum è forte e chiaro: la cultura unisce, resiste e ricostruisce.





