Qual è la vera storia della mozzarella di bufala campana? Ce la racconta, attraverso una serie di documenti inediti dal Real Sito di Carditello e dalla Reggia di Caserta, “La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone”, l’intrigante esposizione che ha aperto i battenti il 5 novembre presso l’Archivio di Stato di Caserta.

A fare da filo conduttore alla mostra sono manoscritti, registri contabili e corrispondenze ufficiali relativi all’amministrazione borbonica della tenuta di Carditello e di Calvi, acquisiti nel 2024 e resi accessibili grazie al lavoro della Direzione generale Archivi e della Soprintendenza della Campania.
Carditello e la “Reale Bufalaria”: la zootecnia d’eccellenza
Nel XVIII secolo la Corte dei Borbone promosse allevamenti e innovazioni agricole nella tenuta di Carditello, definita centro di sperimentazione e produzione alimentare di lusso. La mostra ricostruisce come la bufalaria reale – ossia l’allevamento delle bufale – venisse gestita con cura, e come da essa si traesse latte trasformato in prodotti caseari d’eccellenza, tra cui la mozzarella di bufala. Questi documenti illustrano le tecniche di lavorazione, la cura degli animali e le rotte commerciali dell’epoca.
La mozzarella di bufala: origini, produzione e prestigio
La mozzarella di bufala campana è spesso definita l’“oro bianco” della cucina mediterranea. Le prime attestazioni della sua esistenza si trovano in alcuni documenti del XII secolo dell’abbazia di San Lorenzo in Capua, dove si parla di «mozza o provatura» . Il termine deriva dall’azione di «mozzare» la treccia di pasta filata, ancora oggi operata a mano. Dal Settecento, grazie ai Borbone e allo sviluppo del Real Sito di Carditello, la produzione artigianale si inserisce in un più ampio sistema agricolo di pregio.
Il percorso espositivo e i materiali in mostra
La mostra si articola in diverse sezioni tematiche. Agli archivi originali dell’amministrazione borbonica di Carditello e Calvi, con registri e corrispondenze, che documentano attività zootecniche e casearie, fanno seguito le riproduzioni fotografiche di atti notarili relativi alla tradizione bufalina nella Piana del Sele, risalenti al Cinquecento. In una sezione “iconografica” troviamo anche statuette artigianali del presepe reale della Reggia di Caserta che raffigurano mandriani e bufale, in un gioco simbolico che unisce culto, cibo e identità territoriale.

Curata da Fortunata Manzi e promossa con il contributo del Consorzio di tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP, la mostra evidenzia come anche il sistema di tutela DOP poggi sulle radici storiche e tecnologiche documentate nei secoli.
Cultura e valorizzazione del patrimonio
Il progetto espositivo non è solo un’occasione per ammirare documenti antichi, ma è anche un momento di riflessione sulla filiera agro-alimentare, sulla memoria del paesaggio e sull’identità culturale della Campania. Attraverso la valorizzazione storica della mozzarella di bufala, si rafforza il legame tra territorio, animale, produzione e comunità. Le fonti archivistiche rivelano che l’innovazione zootecnica borbonica e l’artigianato caseario contribuirono a elevare un prodotto rurale a simbolo di prestigio e qualità, oggi più che mai conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone
Archivio di Stato di Caserta
Piazza Carlo di Borbone – Palazzo Reale
Dal 5 novembre 2025 al 31 gennaio 2026
Orari: lunedì-venerdì 9.00-15.30 – sabato 9.00-13.30
Ingresso gratuito
Info: ascaserta.cultura.gov.it





