Dalla genetica degli Sciti ai ritrovamenti medievali: ecco tutto ciò che emerso dagli scavi nel 2025.

Il 2025 è stato un anno importante per l’archeologia in Russia. Gli scavi sono stati diretti dall’Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze, impegnato in ricerche che spaziano dalla preistoria all’età moderna. Scavi sul campo, studi interdisciplinari, nuove tecnologie di indagine e progetti editoriali hanno prodotto una grande quantità di dati utili a comprendere meglio la storia del territorio.

Ecco i principali risultati e ritrovamenti dell’anno appena trascorso, selezionati tra le attività più significative.

Scavi in Russia e all’estero: una rete di 36 spedizioni

Durante la stagione 2025, 36 spedizioni e team di ricerca dell’Istituto hanno operato in numerose regioni della Russia: dalla penisola di Kaliningrad a Sachalin, dal Kuban e Caucaso settentrionale fino a Novgorod, Ryazan, Suzdal, Vologda, Arcangelo e alla regione di Mosca.

Una parte consistente del lavoro è stata dedicata all’archeologia preventiva, in particolare in aree interessate da infrastrutture stradali, edilizie ed energetiche. Cinque missioni hanno inoltre svolto ricerche all’estero, in Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Abkhazia e alle Svalbard (Norvegia).

scoperte archeologiche Russia 2025
© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

Paleogenetica: nuovi dati sulla popolazione scita

Tra i risultati più rilevanti del 2025 figura la pubblicazione, sulla rivista Science Advances, di uno studio paleogenomico sulla popolazione scita, basato su campioni raccolti nel corso di oltre un secolo di scavi.

Lo studio ha mostrato che le popolazioni associate alle tradizioni culturali scite, diffuse tra il Caucaso e il bacino del Dnepr, erano geneticamente eterogenee.
In estrema sintesi, i dati indicano una componente genetica di origine iranica tra i nomadi della steppa, una significativa ascendenza di agricoltori anatolici nella Ciscaucasia e una base ancestrale comune riconducibile alla popolazione europea della tarda età del Bronzo.

I ricercatori hanno inoltre ricostruito alcuni tratti fenotipici, confermando la variabilità fisica degli Sciti europei. Per la prima volta sono emerse anche indicazioni sulle abitudini alimentari, tra cui l’intolleranza al latte non fermentato e una rara mutazione genetica associata all’intolleranza al fruttosio.

Progetti editoriali: il primo volume della nuova Storia della Russia

Nel 2025 è stato pubblicato il primo libro del Volume 1 della “Storia della Russia”, un progetto editoriale in 20 volumi coordinato dall’Istituto di Archeologia.

Il volume copre il periodo che va dall’età della pietra, circa 1,9 milioni di anni fa, fino alla fine dell’età del Bronzo, offrendo una sintesi aggiornata delle conoscenze sulle culture antiche presenti nel territorio dell’attuale Russia. Si tratta del primo lavoro di questo tipo pubblicato negli ultimi decenni.

Eneolitico nel Caucaso settentrionale: un insediamento inatteso

Nel corso delle ricerche preventive legate alla costruzione dell’autostrada R-217 “Kavkaz”, gli archeologi hanno individuato, nei pressi di Dagestanskie Ogni, un insediamento eneolitico risalente all’inizio del V millennio a.C.

Scultura in pietra di forma animale, con caratteristiche stilizzate, su sfondo scuro.
© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

La cultura materiale rinvenuta, nota finora solo in Transcaucasia, non era mai stata documentata nel Caucaso settentrionale. La presenza di ossidiana importata suggerisce contatti a lunga distanza e una migrazione lungo la costa del Mar Caspio. Gli scavi hanno permesso di ricostruire l’organizzazione dell’insediamento e alcuni aspetti della vita quotidiana delle comunità locali.

Il sigillo di Jaroslav il Saggio a Novgorod

A Velikij Novgorod, durante scavi di soccorso nell’area della Corte di Jaroslav, è stato rinvenuto un sigillo attribuibile a Jaroslav il Saggio, risalente al periodo del suo governo a Novgorod (1010–1019).

Una moneta antica mostra un'immagine di un uomo con un volto sereno, incisa su un lato, e un simbolo astratto sull'altro lato.
© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

Si tratta del primo sigillo noto di questo periodo e del secondo ritrovato nella città. Il reperto fornisce nuovi dati sull’organizzazione amministrativa di Novgorod nell’XI secolo e sull’uso dei sigilli per l’autenticazione dei documenti.

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Urali meridionali: popolazioni nomadiche e sacrifici

Nella regione di Orenburg, lo studio della necropoli di Vysokaya Mogila–Studenikin Mar ha portato alla luce un complesso rituale databile tra il IV e l’inizio del III secolo a.C. destinato ai sacrifici animali.

Tre oggetti metallici antichi con decorazioni in rilievo, tra cui due volti umani e un elemento di forma curvilinea simile a una zanna, con patina verde.
© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

Nella struttura sono stati trovati briglie per cavalli, ornamenti in bronzo, osso e corno, una ciotola rituale in legno con rivestimenti in argento, oltre a resti animali e ceramiche. La tipologia di reperti indica l’esistenza di pratiche rituali post-funerarie associate all’élite nomadica e suggerisce la presenza di profondi contatti culturali con il Caucaso, il Don e il Mar Nero.

Quattro secoli di sepolture Murom: il cimitero di Zvyaginsky

Nel cimitero di Zvyaginsky, nella regione di Nižnij Novgorod, gli archeologi hanno studiato oltre 50 sepolture databili tra l’VIII e l’XI secolo.

Un'area di scavo archeologico circondata da alberi con un fiume sullo sfondo, vista aerea del campo di lavoro.
© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

Il sito offre una documentazione continua di circa quattro secoli, permettendo di osservare l’evoluzione della cultura materiale e delle pratiche funerarie della popolazione Murom e il suo progressivo inserimento nell’orbita dell’antico stato russo. Le ricerche hanno incluso anche l’uso sperimentale di droni e tecnologie di telerilevamento.

La necropoli merya di Shelebovo

Nella regione di Ivanovo, la seconda stagione di scavi nella necropoli di Shelebovo ha rivelato un rito funerario finora sconosciuto: armi e punte conficcate nel terreno, resti di cremazioni e deposizioni separate dell’equipaggiamento militare.

Scavo archeologico con un fossato rettangolare e un oggetto metallico visibile sul fondo.
© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

Questi dati contribuiscono alla comprensione delle tradizioni funerarie della popolazione merya prima dell’espansione slava nella Russia centrale.

Lidar e archeologia: il Cremlino di Suzdal e la Città Bianca di Yuryevets-Povolsky

Sempre nel 2025, l’Istituto ha impiegato sistematicamente l’imaging lidar per analizzare aree urbane storiche. A Suzdal, la scansione laser ha permesso di definire con precisione l’estensione del Cremlino e delle sue fortificazioni medievali.

Immagine aerea di un'area con evidenza di una struttura circolare, circondata da vegetazione e abitazioni, con diversi toni di verde e rosso che indicano variazioni nel rilievo e nella topografia.
© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

A Yuryevets-Povolsky, i dati lidar hanno rivelato terrapieni e fossati oggi nascosti dalla vegetazione, fornendo la base per una nuova mappa topografica e per una pubblicazione dedicata all’800° anniversario della città.

Una mano tiene un frammento di ceramica sopra un muro di mattoni con un simbolo inciso, accanto a una scala per le misure.
© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

Il Nord russo: commercio, vita quotidiana e svago

Ad Arcangelo, gli scavi condotti presso il Gostiny Dvor hanno restituito oltre 1.300 coltelli e componenti di armi da fuoco di origine occidentale, probabilmente legati al commercio del XVII secolo e sopravvissuti all’incendio del 1667.

Scavi archeologici con travi di legno e strumenti di misura nel terreno.
© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

A Vologda, invece, i materiali rinvenuti documentano la vita quotidiana tra XIV e XVI secolo: utensili artigianali, tessuti, gioielli e oggetti legati allo svago, tra cui una scacchiera e una piccola scultura zoomorfa che raffigura una bestia feroce.

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  • 📄 Comunicato stampa ufficiale – Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze

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