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Uno dei tanti reperti rinvenuti a Novgorod incisi con iscrizioni runiche (© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze)

Cinque oggetti con iscrizioni runiche, alcune delle quali contenenti nomi di persona maschili, sono tornate alla luce a Velikij Novgorod, in Russia. La scoperta è avvenuta durante l’ultima campagna di scavi in corso nell’antica zona commerciale della città. Le scritte in fuþark (o futhark), l’alfabeto runico scandinavo, risalgono in quattro casi al 1160-1170 e si riferiscono al primo periodo di costruzione della cosiddetta “corte tedesca”, il quartier generale ufficiale nonché centro commerciale dei mercanti della Lega Anseatica nei secoli XII – XVI. E’ quindi molto probabile che, poco dopo la fondazione, vi si stabilirono anche i mercanti provenienti dalla Scandinavia e in particolare da Gotland: a suggerirlo sono in particolare due iscrizioni i cui autori – lo dicono il tipo di rune usate e alcuen particolarità linguistiche – erano originari dell’isola svedese.

“ La presenza di iscrizioni runiche scandinave nello strato risalente alla fondazione della corte tedesca è estremamente importante per comprenderne l’origine e la storia più antica. I rapporti tra i mercanti dell’isola di Gotland e Novgorod avevano una lunga tradizione verso la metà del XII secolo, e l’accordo commerciale firmato nel 1191 era tripartito: i suoi partecipanti erano, si legge nel documento, Novgorod, la “costa di Gotsky” (Gotland) e “tutti i figli tedeschi”. Che gli abitanti di Gotland abbiano partecipato attivamente alla fondazione e alla vita quotidiana del quartiere tedesco di Novgorod sembra quindi una cosa del tutto naturale e logica”, afferma Petr Gaidukov, vicedirettore dell’Istituto di archeologia dell’Accademia russa delle scienze.

La scoperta è stata pubblicata nel primo numero del terzo volume della rivista “Graphosphaera”, edita dall’Istituto di storia mondiale dell’Accademia russa delle scienze [in russo].

Il quartiere commerciale di Velikij Novgorod, con l’ubicazione dei cortili tedeschi e gotici e delle strade medievali (© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze)

Intensi rapporti commerciali tra Novgorod e l’isola di Gotland

Dal 2020, una spedizione congiunta dell’Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze, dei Musei di Novgorod e dell’Università statale di Novgorod intitolata a Yaroslav il Saggio sta conducendo una serie di ricerche archeologiche nel quartiere 38 di Velikij Novgorod (Bolshaya Moskovskaya, Ilyina, Mikhailova e Nikolskaya), situato nella parte commerciale della città. Gli scavi dei due anni successivi hanno permesso di stabilire che era qui che si trovava la corte tedesca , una stazione commerciale appartenente alla Lega Anseatica, dove i mercanti anseatici vivevano, stoccavano le merci ed esercitavano le loro attività commerciali.

Gli archeologi hanno trovato l’ingresso della corte tedesca e hanno raccolto un gran numero di manufatti originari dell’Europa centro-occidentale: marchi mercantili con indicazione del proprietario (Hausmarke), frammenti di stoviglie in ceramica e legno, sigilli, fibbie, scarpe di cuoio, anelli con stemmi araldici, coltelli di ferro con punzoni, pettini in osso, armi, placche provenienti da luoghi di pellegrinaggio, monete livoniane dell’inizio del XV secolo, che circolavano a Novgorod fino a quando la città iniziò a coniare le proprie monete nel 1420. I reperti vanno ad aggiungersi ai ritrovamenti effettuati negli anni ’70 del secolo scorso durante gli scavi del cortile Gothsky, costruito sul lato sud del cortile di Yaroslav a cavallo dell’XI- XII secolo.

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Sopra: un’etichetta a forma di spatola con un’iscrizione runica. In basso: frammento osseo, anch’esso inciso con caratteri runici (© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze)

Cinque iscrizioni con rune scandinave e nomi di persona

Tra i tanti reperti, spiccano cinque oggetti in osso e legno con iscrizioni runiche scandinave. Si tratta del secondo ritrovamento di iscrizioni runiche avvenuto nei novant’anni di scavi archeologici a Velikij Novgorod: il primo, una parziale iscrizione runica su un osso databile alla prima metà dell’XI secolo, tornò alla luce nel 1958 nel sito di Nerevskij.

Il materiale su cui sono state realizzate le iscrizioni, il legno, ha permesso di datare i reperti tramite le analisi dendrocronologiche: quattro risalgono agli anni 1160-1170, mentre il quinto è della prima metà del XIV secolo. I reperti sono attualmente in fase di studio e traduzione da parte di Elena Melnikova, ricercatrice-capo dell’Istituto di storia mondiale dell’Accademia delle scienze russa, tra i massimi esperti di studi scandinavi.

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Spunta un nome di persona: “Heilvatr”

Secondo la studiosa Elena Alexandrovna, due reperti indicano che gli autori delle iscrizioni provenivano dall’isola di Gotland. La prima è un’etichetta di legno a forma di spatola con un’iscrizione ben conservata: il nome personale “Heilvatr”. Pur non essendo attestato nelle fonti norrene, il nome è composto dalla radice hæil-, da collegare allo scandinavo occidentale heill (“fortuna”) o all’aggettivo heill (“felice”), utilizzato negli antroponimi solo nel Gotland come primo componente dell’onomastica, e (h)vatr , dall’aggettivo hvatr (“veloce, coraggioso”), piuttosto diffuso in tutta l’area scandinava. La seconda iscrizione si trova invece su un frammento osseo che presenta una superficie gravemente danneggiata. L’iscrizione è composta da almeno tre parole, ma solo poche rune appaiono identificabili. L’origine del suo autore può essere supposta dall’uso della runa ýr , che nella seconda metà del XII secolo rimaneva in uso solo nel Gotland, mentre nell’area scandinava occidentale era stata sostituita dalla runa r.

“I forti legami commerciali tra Novgorod e l’isola di Gotland resero necessaria la creazione di porti commerciali: quello di Gothsky a Novgorod, completato prima degli ultimi decenni dell’XI secolo, e lo scalo di Visby a Gotland, aperto entro l’inizio del XII secolo. Forse a quest’epoca appartiene anche il più antico accordo commerciale tra Novgorod e Gotland, che non si è conservato ma i cui contenuti possono essere ricostruiti sulla base dei più recenti patti commerciali stipulati tra Novgorod, gli abitanti di Gotland e i tedeschi della Lega Anseatica tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo”, ha osservato Elena Alexandrovna.

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Dall’alto al basso, un frammento osseo e un oggetto in legno entrambi con iscrizioni in futhark (© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze)

Due iscrizioni in futhark

Ancora più interessanti appaiono però altre due iscrizioni, incise utilizzando il futhark , l’alfabeto runico scandinavo. Una si trova sul lato concavo di una costola di bovino, la seconda su un oggetto di legno il cui scopo non è stato ancora determinato. Entrambe le scritte presentano lettere appartenenti a due gruppi (ætt) del futhark, ma la forma della runa  u appare distorta nel grafema della runa  þ, suggerendo che le iscrizioni siano state incise da qualcuno che evidentemente non conosceva molto bene la scrittura runica.

“L’alfabeto runico risale ai primi secoli della nostra era – spiega Aleksandrovna -. La sua ampia distribuzione nel Medioevo, la particolare sequenza dei segni e la “correttezza” della loro ortografia ci suggeriscono che all’alfabeto era attribuita una funzione pratica ma anche magica. Ciò sembra essere confermato dai ritrovamenti in Scandinavia di iscrizioni runiche, conservatesi nella sua interezza o in parte, su oggetti del tutto particolari quali, ad esempio, i bratteati d’oro, prodotti durante l’età delle migrazioni”.

Targhetta in legno con rune b e a, forse le lettere iniziali di un nome (© Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze)

Dalle iscrizioni runiche un importante contributo sull’origine di Novgorod

La quinta iscrizione runica è contenuta su una targhetta in legno ritrovata nella stratigrafia relativa alla prima metà del XIV secolo. La scritta è composta dalle sole rune b e a, forse le lettere iniziali di un nome di persona (ad esempio Bagge, Balli, Barðr, ecc.) secondo una tipologia che trova possibili confronti con alcune iscrizioni rinvenute a Bergen, in Norvegia, e nel deposito di Burge (Lummelunda), nel Gotland, dove troviamo nomi personali incisi in maniera completa ma anche abbreviazioni (ad esempio ДЬ[MITR]).

“Il complesso delle iscrizioni runiche rinvenute durante gli scavi presso la corte tedesca di Novgorod – conclude Melnikova – è di notevole interesse sia per i runologi che per gli storici perché getta nuova luce sull’origine e la vita di questa stazione commerciale straniera presente in città. E’ molto probabile che le iscrizioni fossero utilizzate dagli scandinavi, perché la scrittura runica in Germania uscì dall’uso comune alla fine del VIII secolo”, dopo cioè la conquista della Sassonia da parte di Carlo Magno.

Fonte: Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze.

Articolo ©Elena Percivaldi / ©Storie & Archeostorie – Riproduzione vietata senza citare la fonte. Foto ©Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze. ©Riproduzione riservata

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