Tracce di attività artigianali, reperti metallici e una serie di alari di terracotta, a riprova della centralità (anche simbolica) del focolare domestico. A Padova l’archeologia sta continuando a fornire nuovi elementi cruciali sulla storia della città antica. L’ultimo progetto di studio promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio sta indagando l’area compresa tra via degli Zabarella e via San Biagio, un settore chiave per la ricostruzione delle origini di Patavium.
Le indagini archeologiche, condotte nel corso degli anni in occasione di interventi edilizi e infrastrutturali, hanno restituito una sequenza stratigrafica di grande interesse, che documenta una frequentazione continua a partire dalla fase protostorica, ben prima della monumentalizzazione romana. I dati ora in corso di studio consentono di leggere con maggiore precisione le dinamiche insediative, lo sviluppo degli spazi abitativi e il ruolo produttivo di quest’area nella Padova arcaica.

Si indaga la Padova protostorica
Il lavoro è coordinato dalla direzione scientifica dell’archeologa Elena Pettenò e coinvolge numerosi professionisti, chiamati a confrontarsi con un deposito archeologico complesso, ricco e fortemente stratificato. L’obiettivo è la ricostruzione storica e topografica dell’abitato, capace di restituire la fisionomia della città nelle sue fasi più antiche.
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Le evidenze emerse indicano l’esistenza di nuclei abitativi organizzati, inseriti in un tessuto urbano già strutturato, dove le funzioni domestiche e artigianali convivono in spazi ravvicinati. Un assetto coerente con il ruolo di Padova come centro vitale del Veneto antico, inserito in una rete di relazioni che sfruttava la viabilità fluviale e terrestre della pianura.
Ceramiche, metalli e attività artigianali
Gli scavi hanno restituito un ingente quantitativo di materiali ceramici e metallici, riconducibili in larga parte alla vita quotidiana e agli ambiti produttivi. Le ceramiche documentano pratiche legate alla conservazione, preparazione e consumo degli alimenti, mentre gli oggetti metallici suggeriscono attività di lavorazione specializzata, probabilmente svolte in ambito domestico o in piccoli laboratori integrati nell’abitato.

Le analisi tipologiche e tecnologiche evidenziano una produzione prevalentemente locale, affiancata da elementi che testimoniano contatti culturali e commerciali con altri centri del Veneto e dell’Italia settentrionale. Un quadro che restituisce l’immagine di una comunità dinamica, capace di elaborare soluzioni tecniche e formali coerenti con il proprio contesto ambientale e sociale.

Gli alari in terracotta e il culto del focolare
Tra i reperti più significativi rinvenuti nello scavo di via Zabarella spicca un gruppo di alari in terracotta, caratterizzati da una raffinata terminazione a protome d’ariete. Databili tra VI e V secolo a.C., rappresentano una testimonianza preziosa della centralità del focolare domestico nella Padova protostorica.
Gli alari venivano utilizzati in coppia all’interno del focolare per sostenere gli spiedi destinati alla cottura dei cibi, contenere le braci e favorire una combustione efficace della legna. La raffigurazione dell’ariete, capo gregge e simbolo di forza, fertilità e fecondità, assume un valore sacrale ei riguardi della casa e quindi del suo centro, il focolare domestico. La sua presenza sugli alari è ricollegata anche al sacrificio dell’animale cosicché la vittima consacrata alle divinità dimorasse per sempre nel focolare.

Dal recupero al restauro, verso lo studio specialistico
Prima dell’avvio dello studio archeologico, gli alari sono stati sottoposti a un accurato intervento di restauro, comprendente pulitura, consolidamento e ricomposizione dei frammenti. Le operazioni sono state eseguite da Sara Emanuele, funzionaria restauratrice del laboratorio Sabap Pd-Tv-Bl, e da Silvia De Fecondo, restauratrice professionista della ditta Ar.Co. di Padova.
Lo studio dei manufatti è affidato al Funzionario archeologo Luca Millo e all’archeologa professionista Veronica Groppo, che analizzeranno gli aspetti formali, tecnologici e simbolici degli alari, inserendoli nel più ampio quadro della cultura abitativa e rituale della Padova arcaica.



